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L’NSA e l’intelligence britannica spiavano i giocatori grazie ad Angry Birds

Lorenzo Delli -

Pochi giorni fa le statistiche relative ad Angry Birds riportavano il raggiungimento dei due miliardi di download, complessivi di tutte le piattaforme e di tutti gli spin-off, dei giochi a marchio Rovio che vedono appunto protagonisti gli uccelli più arrabbiati della storia dei videogame. Pare quindi logica la scelta da parte della NSA (National Security Agency) statunitense, e anche da parte della sua controparte inglese, di sfruttare proprio Angry Birds per raccogliere informazioni sui giocatori.

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In un rapporto segreto britannico del 2012, reso pubblico poche ore fa da ProPublica e dal The New York Times, si legge appunto che l’intelligence britannica e l’NSA raccoglievano dati sensibili dalle compagnie e da alcune app dedicate al mondo mobile, per compararle con le loro liste di obiettivi sensibili. L’app di Angry Birds, scaricata da milioni di individui su smartphone di più piattaforme, raccoglie la posizione e altri dati relativi all’utente, informazioni di solito sfruttate a livello commerciale.

Nella privacy policy di Rovio si legge appunto di come tali dati personali (email, IP, user name e password, posizione) siano messi a disposizione della compagnia per scopi appunto commerciali. Ovviamente Rovio stessa ha dichiarato di non avere alcuna conoscenza a riguardo di un programma dell’intelligence per lo sfruttamento di questi dati. Non è la prima volta che i videogame vengono sfruttati in tal senso, ed è proprio l’NSA ad avere un passato con giochi e servizi quali Xbox Live, World of Warcraft e Second Life.

Via: PolygonFonte: ProPublica
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