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I 10 peggiori giochi per Android del 2013 (video)

Giorgio Palmieri

Se dovessimo fermarci alla sola Top Ten dei migliori giochi per Android, probabilmente il gioco su smartphone e tablet verrebbe visto come un prato fatto di sole rose e fiori. Purtroppo non è così: il panorama ludico Android del 2013 è caratterizzato da alti, bassi e tantissime mediocrità, titoli insipidi, cloni su cloni e quant’altro che hanno influenzato in maniera sostanziale la qualità generale dei giochi presenti sul Play Store. Non ci piace criticare a vuoto, motivo per cui questa nuova classifica non comprenderà solo i dieci peggiori giochi per Android del 2013, bensì sarà corredata dai problemi che affliggono il mobile e il tablet gaming, e che vorremmo veder scomparire il più presto possibile dalla scena di questa opportunità videoludica. Allacciatevi le cinture, perché finalmente si parte con la nostra (Flop) Top Ten 2013 dei peggiori giochi per Android.

Video


10° Alien vs. Predator: Evolution

alien-vs-predator-title

alien iconNel corso degli anni abbiamo visto come il mondo del cinema si sia avvicinato sempre più all’universo videoludico. Entrambi “rubano” qualcosa l’uno dall’altro, ma c’è un punto di incontro che li accomuna: i tie-in, ossia prodotti di opera commerciale sviluppati secondo una regolare concessione dei diritti d’autore. La storia ci insegna che alcune volte è meglio stare al proprio posto, ed  infatti la maggior parte dei tie-in sono prodotti sviluppati in modo grossolano e frettoloso. Alien Vs. Predator Evolution ne è l’esatta dimostrazione, in quanto è un titolo carente sotto molti di vista.  Il problema principale è che gli sviluppatori hanno puntato troppo in alto, cercando di emulare i giochi d’avventura presenti su console, ma il risultato è un banale action game condito di un combat system lacunoso e soporifero, e di un comparto tecnico zoppicante. Decima posizione quindi per questo episodio portatile di Alien Vs. Predator, un brand che purtroppo non naviga in buone acque neanche sulle console HD, e che necessita di un serio ripensamento.

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9° Bounty Arms

bounty arms

bounty arms icona 2Quanti di voi hanno avuto a che fare con la PlayStation, la prima, l’originale PSX a 32 bit targata Sony? Con l’acquisto di essa (parliamo principalmente del primo modello), si riceveva un disco denominato Demo One che, oltre alle classiche dimostrazioni di giochi, presentava un angolo Tech Demo: sequenze con protagonisti un T-Rex o una Manta che mostravano le potenzialità della PlayStation tramite modelli poligonali complessi ed effetti grafici avanzati. Cosa centra tutto questo discorso con Bounty Arms, gioco che a malincuore vince la nona posizione? Semplice: il prodotto di Kerosene Games è praticamente una Tech Demo. Mettendo da parte il comparto audiovisivo, piuttosto interessante e coadiuvato da una direzione artistica niente male, ciò che resta è un gameplay pessimo. L’azione è blanda e confusionaria, non c’è la possibilità di cambiare target tra i nemici, non è possibile schivare i colpi avversari ed il tutto è condito con scelte di game design discutibili. Semplicemente non è divertente e non stimola il giocatore: vi ridurrete ad andare avanti sparando a casaccio ai nemici senza mezzi termini. Le potenzialità ci sono, si notano e si sentono ma non si toccano, e cataloghiamo questo Bounty Arms come una delle delusioni più importanti del 2013.

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8° Sonic The Hedgehog Episode I

sonic

sonice-hedgehog-4-iconSonic The Hedgehog Episode I non è un brutto gioco in sé, anzi: all’annuncio del 4° episodio della saga del porcospino blu, i fan della mascotte SEGA esultarono a gran voce poiché il gioco in fin dei conti è una sorta di ritorno alle origini. Il titolo si è rivelato poi discreto, ma stiamo parlando della sua controparte HD. Ciò che invece ci siamo beccati noi del robottino verde è un porting ignobile a causa di un sistema di controllo a dir poco scabroso, fattore che lo porta dritto nell’ottava posizione. L’implementazione del touch screen rende il titolo praticamente ingiocabile, motivo per il quale vi consigliamo di starne alla larga, a patto di non avere tra le vostre mani una periferica di terze parti.

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7° Evertales

evertalesevertales1Settima posizione per Evertales, un titolo a dir poco pretenzioso: tramite il trailer promozionale non solo fa credere agli utenti che il gioco sia carico di umorismo, quando in verità non lo è affatto, ma illude i giocatori copiando lo stile di Trine di FrozenByte, anzi, cercando di copiarlo, ma semplicemente non riuscendoci. Il titolo prodotto da Crescent Moon Games poteva essere di più, azzardare di più,  invece non l’ha fatto e si è limitato a proporre un gioco insufficiente, eccessivamente scialbo e privo di mordente, che non stupisce mai e che è impregnato anche da un sapore un po’ derivativo. Tra l’altro, l’avventura dura venti minuti scarsi, di cui la maggior parte sono di ripetitività.  Un vero peccato.

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6° Monkey Boxing

monkey boxing

monkeyI picchiaduro su Android scarseggiano. Realizzare un buon sistema di combattimento su un dispositivo touch non è una cosa facile e il risultato potrebbe portare ad un prodotto macchinoso. A dare uno scossone a questo genere di gioco è stato Infinity Blade, un titolo di indubbio spessore che ha saputo rivoluzionare in un certo senso i picchiaduro su touchscreen grazie all’utilizzo intelligente di swipe e tap. Nonostante la poca diffusione dei picchiaduro sul panorama del gaming Android, ci sono alcune aziende che cercano di espandere questo genere videoludico; una tra queste è Crescent Moon Games che, purtroppo, ritroviamo in questa sesta posizione a causa di Monkey Boxing, un picchiaduro tra scimmie sviluppato grossolanamente, del tutto privo di divertimento e snello di contenuti. L’intelligenza artificiale degli avversari rasenta il ridicolo durante i combattimenti e la maggior parte degli scontri (se non tutti) si risolverà senza una strategia, premendo continuamente il tasto d’attacco, senza fare troppa attenzione ai colpi del nemico.La personalizzazione della scimmia è l’unico elemento positivo in questa produzione, ma questo non riesce a recuperare un lavoro che fa acqua da tutte le parti.

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5° Shaqdown

Shaq-Down

shaqDown-IconI videogiocatori di vecchia data sicuramente si ricorderanno quel titolo che su Super Nintendo e Sega Mega Drive fece tanto parlare di sé, non tanto per la sua qualità, ma grazie alla strana fantasia dei suoi autori. Stiamo parlando di Shaqfu, un titolo che vedeva come protagonista Shaquille O’Neal, il famosissimo e amatissimo ex giocatore professionista di basket. Nei panni di Shaq, dovevamo combattere vari avversari di un’altra dimensione , tra cui mummie e altre strane creature. Tutt’oggi, Shaqfu viene ricordato come uno dei giochi più brutti mai creati a causa di tanti difetti che rendevano il titolo praticamente ingiocabile. Dopo quasi vent’anni, Shaq torna nel mondo dei videogiochi grazie a per colpa di Shaqdown, uno degli endless running peggiori mai visti su Android, vincendo dunque la quinta posizione nella nostra classifica. Banale, ripetitivo e soporifero, tutte pecche che delineano il quadro negativo di un genere che in molti odiano e ripudiano, condito poi con un comparto audio decisamente scadente. Se ancora non vi fosse chiaro, è da evitare.

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4° Way of the Dogg

wayofthedoggicona way of the doggAlla quarta posizione troviamo un altro titolo con protagonista una star. Way of the Dogg è infatti il gioco dedicato a Snoop Dogg, il celebre rapper statunitense che qui fa la parte di un maestro di arti marziali. La formula del gameplay si basa su un concept tanto irriverente quanto carente: un gioco musicale il cui obiettivo è eseguire swipe e tap mirati, e se il giocatore li effettuerà in maniera corretta, il nostro personaggio sferrerà un colpo all’avversario. Purtroppo l’offerta ludica finisce qui, risultando noiosa e blanda, con combattimenti tutti uguali e praticamente zero varietà. Anche il comparto grafico ci ha deluso: sembra infatti che siano stati tolti alcuni frame dalle animazioni per alleggerire il codice, ed il risultato ricorda un brutto film in stop-motion . Lasciatelo pure sullo scaffale virtuale del Play Store.

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3° Lego Star Wars: The Yoda Chronicles

lego star wars the yoda chronicles

lego star wars headerPrendete un gioco di strategia ed eliminate qualsiasi componente strategica dalla formula di gioco: cosa otterrete? Un gioco senza senso, ovviamente, ma di sicuro sarà qualcosa che si avvicina all’indecoroso Lego Star Wars: The Yoda Chronicles, il vincitore della medaglia di bronzo. Un gameplay macchinoso, un’offerta contenutistica pressoché assente, un comparto tecnico condito con fastidiosi bug grafici e una telecamera ai limiti della decenza fanno di LEGO Star Wars: The Yoda Chronicles un titolo che non ha senso di esistere; un passo falso per gli sviluppatori, uno schiaffo per i fan, e una riflessione per entrambi. Non bastano le simpatiche cut-scene e la possibilità di giocarlo gratuitamente a risollevare un prodotto che è semplicemente inconsistente. Insomma: pessimo in ogni suo elemento, da evitare senza pensarci due volte.

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2° Blood Sword

blood sword thd

blood sword iconaOgni singolo aspetto di Blood Sword , titolo esclusivo per piattaforme Tegra, dà l’impressione di essere stato inserito giusto per fare numero, e sembra che sia stato messo in piedi a forza e in fretta e furia dagli sviluppatori. È tutto acerbo, a partire dai menù fino ad arrivare all’aspetto meramente ludico del prodotto. Lo si nota già all’inizio, con una schermata che ci informa di un sequel in arrivo l’anno prossimo, dimostrazione che questo prodotto è solo una demo a pagamento. In teoria il titolo dovrebbe essere un hack & slash con visuale isometrica, ma il tutto si riduce ad banale ed ignorante vai avanti ed uccidi, coadiuvato da un combat system generico e poco ispirato. L’elemento che poi ci ha fatto storcere ancora di più il naso è che l’intero sistema di potenziamento presente in questo genere di giochi è del tutto assente, e ciò contribuisce a collocare questo titolo nel vuoto più totale. I livelli sono tutti uguali, sia dal punto di vista del level design (a dir poco scialbo) che dalla varietà dei mostri. È palesemente una demo, un esperimento tra l’altro mal riuscito, non è un prodotto da proporre al pubblico, e non c’è nessun dettaglio nella descrizione sul Play Store in merito a ciò. Insomma, una medaglia d’argento più che (de)meritata.

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Le problematiche dei videogame su Android sono molteplici: acquisti in-app talvolta esagerati, tie-in mal riusciti, porting poco convincenti, copie su copie, prodotti che sfruttano la licenza in un modo che non dà giustizia al marchio, insomma, sono davvero tantissime: provate ad immaginare la maggior parte di tutte queste criticità, condensate in un unico prodotto. Provate a pensare alle conseguenze di una cosa del genere e otterrete il titolo che vince la prima posizione della nostra classifica dei peggiori giochi 2013 per Android.

Signori e signore, la medaglia d'oro va a...

1° Final Fantasy All The Bravest

final fantasy all the bravest header

final fantasy all the bravest  (4)All The Bravest non è uno spin-off di Final Fantasy, è un insulto a tutti i fan di questa saga, nessuno escluso. Non si può nemmeno parlare di gioco, perché questo non è altro che l’insieme di tutti i problemi dell’Android gaming uniti in una sola salsa, dagli acquisti in-app subdoli allo sfruttamento di una licenza blasonata per fare leva sulla vena nostalgica dei videogiocatori, da un gameplay a dir poco ridicolo ad una realizzazione generale scabrosa. Il titolo è stato creato apposta per spillare quanti più soldi possibile dai giocatori, ed il tutto è supportato (si fa per dire) da un sistema di combattimento che definire abominio è davvero poco. In verità, Final Fantasy All The Bravest è stato al centro di un’aspra polemica da parte di numerosissime testate giornalistiche internazionali, che lo hanno criticato così duramente che Square-Enix ha deciso di sistemare qualcosina nella formula, rendendolo poi free to play rispetto ai quattro dollari richiesti per la versione iOS. Su Android, infatti, il gioco è disponibile gratuitamente, ma i problemi alla base rimangono, conditi poi da una mancata ottimizzazione del prodotto da parte dell’azienda giapponese: ormai sono passati diversi mesi dalla sua uscita ma risulta incompatibile sulla maggior parte dei dispositivi Android, compresi i Nexus. Medaglia d’oro quindi a Square-Enix, che forse dovrebbe stare più attenta agli interessi dei giocatori, e non solo al contenuto dei loro portafogli.

Articolo di Riferimento

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Questa è la nostra classifica dei peggiori giochi per Android del 2013, ma sia chiaro, sul Play Store dimorano titoli che non potete nemmeno immaginare.  C’è da dire, però, che questi da noi elencati rappresentano in maniera esemplare ciò che non va nell’offerta videoludica del robottino, ciò che allontana molti videogiocatori dalla concezione dell’Android gaming come una vera e propria piattaforma da gioco. È per questo che abbiamo deciso di stilare, come conclusione di questo viaggio, una piccola classifica dei cinque problemi più importanti che affliggono i videogiochi sui nostri cellulari e tablet.

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5. Frammentazione

Uno su tutti la frammentazione, sia tra gli stessi dispositivi Android, che tra i ritardi spropositati tra iOS e robottino verde. Sebbene questo fenomeno sia stato meno influente nel 2013 rispetto al 2012, purtroppo il problema c’è ancora, e vorremmo vederlo scomparire nel corso del 2014.

4. Formule di gioco

Spesso si tende a implementare nei prodotti videoludici Android elementi di gameplay che non si adattano bene con il gioco portatile: che sia un sistema di controllo fuori contesto, o dei generi riproposti male sul touchscreen, molte formule di gioco ci hanno fatto storcere il naso durante l’anno 2013, e ci piacerebbe vedere più giochi sfruttare lo schermo touch in maniera intelligente piuttosto che con escamotage imbarazzanti.

3. Google Play Game Services

I Google Play Game Services sono una grande innovazione per il panorama ludico Android, ma purtroppo non tutte le case sviluppatrici sono saltate su questo treno in corsa. Cloud save, multigiocatore, classifiche, tutte feature che vorremmo vedere implementate in ogni gioco, per permetter loro di evolversi, portando l’esperienza ad un nuovo livello d’immersione.

2. Originalità

Meno copie spudorate di altri titoli, più idee originali. Basta cloni di Temple Run, Clash of Clans, Candy Crush e quan’altro: ci piacerebbe vedere più innovazione e più azzardo da parte degli sviluppatori, anche esperienze di gioco più coinvolgenti e meno casual.

1. Prezzo

Ultimo ma non meno importante, il costo dei giochi: nel 2013, infatti, il free-to-play si è espanso a macchia d’olio e noi della redazione abbiamo detto la nostra al riguardo più di una volta, manifestando dubbi e perplessità. Riassumendo un po’ tutto ciò che è stato detto e vissuto, possiamo dire che vorremmo vedere durante il corso del 2014 un maggiore bilanciamento dei modelli di monetizzazione ma, allo stesso tempo, una consapevolezza più concreta da parte di noi gamer riguardo al concetto di videogioco: in fin dei conti, i prodotti videoludici sono dei lavori e quindi vanno finanziati, qualora ci avessero divertito, altrimenti è una sorta di conseguenza naturale veder spuntare modelli di monetizzazione sempre più aggressivi. Se vogliamo veder crescere bene questo media, è necessario un nostro contributo. Tirando le somme, ci piacerebbe vedere un pelino di serietà e fiducia in più sia da parte dei fruitori dei videogiochi, che da parte di chi li produce.

Grazie per aver letto la nostra classifica dei 10 peggiori giochi per Android del 2013. Nella speranza che il panorama videoludico Android possa sorprenderci ancora lungo il 2014 (e siamo sicuri che ci riuscirà) vi invitiamo a discuterne sul nostro forum.

Quasi dimenticavamo: qual è il gioco più brutto che avete giocato sul vostro dispositivo Android durante il 2013? Fateci sapere nei commenti. E buon divertimento!

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Hanno collaborato Emanuele Cisotti, Lorenzo Delli e Nicola Ligas

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