NameTag

NameTag, in arrivo l’applicazione capace di riconoscere qualsiasi volto (foto e video)

Giuseppe Tripodi -

NameTag, oltre che un’applicazione oggettivamente geniale, potrebbe essere la realizzazione degli incubi di tante persone, nonché la morte certa delle conversazioni da bar stile “Ma non ci siamo già visti da qualche parte?“.

Ma facciamo un passo indietro. NameTag è un software in fase di sviluppo che, tramite complessi algoritmi biometrici, permette di riconoscere qualsiasi volto semplicemente scattando una foto o inquadrandolo con i Google Glass: non importa che lo abbiate già incontrato prima, se la faccia in questione è presente nel database su cui si appoggia l’applicazione, il nome (e non solo) verrà mostrato. Quali siano le condizioni per essere all’interno di un database che farebbe invidia ai creatori di Person of interest non è esattamente chiaro, ma nel video che potrete vedere in basso si fa genericamente riferimento a persone il cui volto è associato ad un profilo online: praticamente chiunque.

Sicuramente non c’è da fare del facile allarmismo, il passo tra il riconoscere Bryan Cranston (uno degli esempi visti nel filmato) e azzeccare la zia, che una volta ha utilizzato Facebook caricando una foto, non è certamente immediato, ma un piccolo brivido alla schiena è comunque consentito, se pensate che l’applicazione ci permetterebbe, almeno in teoria, di ottenere non solo il nome ma anche profili sui social network, interessi, hobby e quanto ci sia di “disponibile” sul web semplicemente inquadrando qualcuno con i Glass.

E a questo punto qualcuno potrebbe obiettare: ma come, Google non si era detta contraria al riconoscimento facciale utilizzando i Google Glass? Teoricamente sì, ma non saremo certo noi a dovervi spiegare che modi per aggirare un divieto se ne trovano sempre e, oltretutto, NameTag non è l’unico progetto in che procede in questa direzione.

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Insomma, i limiti sarebbero probabilmente aggirabili e, ovviamente, l’applicazione sarebbe fruibile non solo con gli innovativi occhiali di BigG ma anche su un semplice smartphone: il tag è a portata di un singolo clic (quello necessario per scattare una foto).

I creatori, appartenenti all’azienda FacialNetwork (il cui nome sicuramente non aiuta a rassicurare gli utenti preoccupati), confermano che il tutto è stato pensato con l’idea di garantire un grande rispetto per la privacy (ma i dubbi sono leciti, lo ammettiamo) e sottolineano come il software potrebbe aiutare a riconoscere eventuali criminali, essendo quindi utilizzato a scopi di sicurezza.

Sicuramente dovrà passare ancora parecchio tempo prima di andare in giro a taggare gente in stile Minority Report, ma notizie come questa smuovono certamente l’opinione pubblica e, come sempre, non possiamo fare a meno di domandarci cosa ne pensino i nostri lettori. Preoccupati per la privacy o ansiosi di mettere le mani su tecnologie simili? Mentre ci riflettete su, date un’occhiata alla breve galleria e al video dimostrativo e poi fatecelo sapere nei commenti.

Via: FanpageFonte: NameTag
Google Glassvideo