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Intel starebbe spingendo per l’unione tra Windows e Android (ma non Microsoft e Google)

Nicola Ligas

In un mercato in mutamento sempre più rapido, i “vecchi” PC/laptop stanno sempre più accusando il colpo dei nuovi OS mobili, tanto più quanto più il confine tra portatili e tablet si assottiglia. Per questo motivo Intel starebbe spingendo i vari produttori di PC a realizzare una nuova serie di dispositivi chiamati “Dual OS,” in cui Android giri virtualizzato all’interno di Windows, in modo da avere app per entrambi gli OS fianco a fianco, senza bisogno di alcuno switch.

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L’idea non è certo nuova, e fa chiaramente pensare a software quali Bluestacks, o a “vecchi” dispositivi come l’Ativ Q di Samsung o il ViewSonic ViewPad 10 Pro, ma ad oggi appare ancora più vincente particolarmente per Intel. L’azienda di Santa Clara lavora infatti ormai da tempo per ottimizzare i propri chip per Android e nel momento in cui rendesse davvero efficiente l’esecuzione di app Android su Windows, verrebbe a trovarsi in una posizione di netto vantaggio su tutti gli altri chip maker, da Qualcomm ad AMD. Tanto più che ciò risulterebbe vantaggioso anche per gli OEM, che partendo dalla base di un singolo design di riferimento potrebbero offrire ai propri clienti i vantaggi di entrambe le piattaforme.

I problemi per la realizzazione di un simile “sogno” sono soltanto due: Microsoft e Google. La prima non ha alcun interesse nell’integrare Android con Windows; tutt’altro, sarebbe invece sua intenzione congiungere il mondo fisso e quello mobile grazie all’accoppiata con Windows Phone, fondendo magari gli store dei due OS. Google dal canto suo potrebbe percepire il tutto come una frammentazione/svalutazione ulteriore del proprio ecosistema, e bloccare così l’accesso alle sue app, rendendo di fatto questi dispositivi privi non solo di Gmail, Maps, ecc. ma anche del Play Store, principale fonte di approvvigionamento di nuove app.

Senza la benedizione dei due colossi, che sinceramente non vediamo molto probabile, l’idea rischia insomma di naufragare nel nulla, e anche la presentazione di eventuali dispositivi al CES potrebbe rivelarsi solo fine a sé stessa, magari per un po’ di facile pubblicità.

Via: The Verge
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