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Google risponde colpo su colpo all’ennesima causa per violazione di brevetti

Nicola Ligas -

Secondo un report di Gigaom, Google avrebbe da poco intentato una causa contro Rockstar (niente a che vedere con la nota software house), un consorzio di proprietà di Apple, Microsoft, BlackBerry, Sony, ed Ericsson, il cui portfolio di brevetti deriva per lo più da quelli dell’ex Nortel, il colosso delle telecomunicazioni canadese ormai in bancarotta.

Lo scorso ottobre, Rockstar aveva citato in giudizio Google ed altri produttori Android, tra cui Samsung, LG, ed HTC, per presunte violazioni di alcuni di questi brevetti, e la risposta di Mountain View in materia è quantomai pungente.

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Rockstar non produce alcun prodotto e non utilizza alcun brevetto. Invece, Rockstar utilizza uno staff di ingegneri in Ontario, Canada, che esaminano i prodotti di successo di altre aziende per trovare qualsiasi cosa che Rockstar possa usare per chiedere delle licenze dei suoi brevetti, sotto la minaccia di un processo.

Detta in altre parole: Rockstar è un patent-troll. Google non lo afferma con questi termini, ma è esattamente ciò che descrive: un’azienda che non produce e non innova, e cerca solo di lucrare sfruttando i brevetti acquisiti.

Google poi approfondisce l’argomento nei riguardi di Android, citando espressamente Nexus 5, 7, e 10 e dichiarando che nessun Nexus né il sistema operativo stesso infrangono alcuno dei brevetti in oggetto.

Una difesa insomma a tutto tondo, che va dalla delegittimazione dell’avversario, fino alla propria proclamazione d’innocenza (ma attendiamo anche le repliche di Samsung, HTC, ed LG).

In ogni caso, il gioco di brevetti/denaro che ruota intorno al settore mobile ormai non esclude più nessuno: né quella stessa Microsoft che da Android guadagna eccome, ma costantemente lo attacca, né ad esempio Sony, che in questo caso sembra in parte stare dall’altra parte della barricata, e difatti non è nemmeno citata.

Vale poi la pena sottolineare come la causa di Rockstar sembri una mera campagna anti-Android, dato che sono solo i dispositivi col robottino quelli chiamati in causa, anche laddove molti altri avrebbero potuto essere stati inclusi.

Via: The Verge
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