8.0

Screenshot_2013-12-08-16-46-22

Boson X: facciamo un giro in un acceleratore di particelle [Recensione]

Giorgio Palmieri

boson X iconaPer i running game non esiste una fine. Parliamo del genere che ormai ha letteralmente spremuto l’intero mercato videoludico fino all’ultima goccia, una tipologia di gioco che ha parecchi, fin troppi figli che spartiscono l’un l’altro meccaniche identiche e talvolta abusate. I giocatori si sono un po’ ribellati a questo continuo prolificare di titoli endless running, voi stessi manifestate diffidenza dinanzi all’ennesimo clone di Temple Run e compagnia bella, il ché è giustificabile, ma anche questo genere riesce a sorprendere se dato nelle mani giuste, in quelle caparbie ed intelligenti. Tuttavia c’è da dire che questi casi sono sporadici, ma più che il raro sviluppo noi condanniamo l’eccessiva mole di cloni mal riusciti che coprono i prodotti freschi e innovativi, che molto spesso rimangono sul fondo del Play Store senza ricevere il giusto merito. Quello di cui vogliamo parlarvi oggi è Boson X, titolo sviluppato da Ian MacLarty coadiuvato da un gameplay che mischia sapientemente elementi di gioco di Canabalt insieme alla struttura dell’eccentrico Super Hexagon. Il risultato è un mix interessante che sicuramente saprà appagare una buona fetta di giocatori amanti di questo genere. Ecco a voi la nostra recensione.

8.0

Giocabilità

Manca solo il carretto con il fieno, ma è chiaramente un salto della fede.

non troverete nessun sistema di progressione o monete da raccogliere per potenziare il protagonista

Boson X snellisce a dovere la formula degli endless running con un netto ritorno alle origini. Dunque non troverete nessun sistema di progressione, niente punti esperienza o monete da raccogliere per potenziare il protagonista, poiché il fulcro del gameplay gira solo ed unicamente alle capacità del giocatore. Intrappolati in un acceleratore di particelle per il bene della scienza, vestiremo i panni di un professore (o di una professoressa) e bisognerà completare l’esperimento del Bosone X saltando di piattaforma in piattaforma in un tunnel ipnotizzante, evitando dunque di cadere. La corsa è automatica, il movimento di gioco è rotatorio in pieno stile Super Hexagon e l’interazione del giocatore risulta essenziale, con un tap sinistro o destro per effettuare un salto verso quella direzione, e un tap simultaneo di entrambe le parti per eseguire un salto in avanti. È possibile, inoltre, prolungare i tap per planare in aria, o rilasciare per cadere, fattori che rendono più tecnico il gameplay. Scopo dell’avventura è correre su quante più piattaforme azzurre possibili, al fine di caricare la nostra energia: quando l’indicatore di questa salirà al 100%, si sbloccherà un nuovo livello. Questo aspetto conferisce alla formula un dualismo interessante poiché, se nell’essenza il titolo rimane un endless game, il fattore del raggiungimento del 100% di energia per poter superare il livello offre al giocatore un obiettivo almeno iniziale, una sorta di pretesto per progredire.

Quando il gioco si fa duro, meglio correre. Veloce. Molto veloce.

il gameplay di Boson X risulta abbastanza bilanciato senza mai cadere nella frustrazione più invadente

Potrete dunque procedere per il nuovo livello, o rimanere sullo stesso per aumentarne il punteggio e scalare le classifiche mondiali, vero punto di forza di Boson X. Infatti, una volta raggiunta la carica di energia al 100%, il ritmo di gioco aumenterà sostanzialmente rendendo più adrenalinica l’azione e il gameplay in generale. Quindi la struttura è piuttosto striminzita e l’esperienza non è particolarmente innovativa, ma l’esecuzione del tutto a sorprendere e coinvolgere, anche se, analizzando la competitività del gameplay, salta all’occhio che non è sempre l’abilità del giocatore a essere premiata, bensì anche la fortuna. In alcune sezioni, soprattutto in quelle avanzate, i salti dovranno essere effettuati con una meticolosità assoluta, ma spesso a causa dell’eccessiva velocità e della visuale posta dietro le spalle del protagonista, il gioco ci spinge a tappare lo schermo un po’ a casaccio, nella speranza che tutto vada per il meglio. Fatta eccezione per questo piccolo appunto, che però fa la sua brutta parte, il gameplay di Boson X risulta abbastanza bilanciato senza mai cadere nella frustrazione più invadente.

8.0

Contenuti

Parlare di offerta contenutistica in un endless running risulta oltremodo fuori luogo, in quanto si tratta di un genere che plasma la sua longevità attorno al giocatore e ai rispettivi stimoli nel miglioramento delle proprie capacità. Boson X, però, possiede una struttura a livelli, sei per la precisione, sebbene ognuno di questi sia praticamente infinito. È la presenza della classifica mondiale ad offrire quel tocco in più alla longevità complessiva che non guasta.

Dipendenza eccessiva da droghe? No, è un acceleratore di particelle.

Niente ricompense giornaliere e neppure personalizzazioni per il nostro professore senza volto

Ogni stage è diverso dall’altro non solo per i colori utilizzati ma soprattutto per quanto riguarda la concatenazione delle trappole: il level design migliora di stage in stage, supportato da un livello di difficoltà più bilanciato rispetto ad altri giochi dello stesso stile, ma pur sempre punitivo. Si troveranno dunque piattaforme lampeggianti che fungeranno da distrattori, o altre che, una volta toccate, cadranno verso l’oblio. Insomma, praticamente si tratta di elementi i quali non stravolgono ne ampliano rispettivamente la struttura e la varietà del gameplay, ma riescono nell’intento di potenziare la formula stimolando il giocatore a migliorarsi soprattutto grazie alla presenza delle classifiche. Niente ricompense giornaliere, e neppure personalizzazioni per il nostro professore senza volto (a parte la scelta del sesso), anche se dobbiamo ammettere che qualche extra in più non avrebbe guastato, anche solo estetico.

7.0

Comparto Audiovisivo

Il quinto stage è particolarmente ostico.

Il comparto tecnico di Boson X non fa di certo gridare al miracolo, presentandosi molto basilare ed essenziale. Lo stile scelto è però azzeccato, con una palette di colori snella che cerca di non stancare gli occhi dell’utente, ma lunghe sessioni di gioco potrebbero portare a leggeri mal di testa, a seconda della sensibilità visiva del giocatore. Il lato audio è efficace ma solo di contorno, non riesce a ritagliarsi un largo spazio data la sua natura solo accessoria, offrendo al comparto audiovisivo quella spinta in più che determina una qualità complessiva più che discreta.

8.0

Prezzo

Professoressa, lei sa che sta andando incontro a morte certa?

Boson X è disponibile sul Play Store al costo di 1,79€, un prezzo tutto sommato onesto considerando la qualità dell’offerta ludica proposta. C’è da dire che il titolo è gratuito su PC, ma il porting è ben sviluppato e la formula si presta bene al mobile gaming. Gli acquisti in-app sono del tutto assenti, una rarità di questi tempi.

8.0

Giudizio Finale

Boson X riesce ad estirpare la formula di gioco degli endless running da quell’accozzaglia di prodotti frettolosi e insipidi che dimorano sul Play Store, rinfrescandola a dovere tramite una pennellata di idee classiche. Niente potenziamenti, punti esperienza, monete da raccogliere, gemme premium per tornare in pista e quant’altro, in Boson X viene premiata l’abilità del giocatore nella sua mera essenza, senza stravolgimenti di sorta. A suo sfavore, però, c’è che la fortuna influenza fin troppo l’esito di alcune partite, in special modo nelle fasi più avanzate, ma ciò non toglie che il prodotto di Ian MacLarty sia un esperimento riuscito e caldamente consigliato anche (anzi, soprattutto) a chi questo genere non lo digerisce più.

 

Download

Google Play Badge

Trailer

Screenshot

Recensionevideo