play music glass

Play Music arriva sui Google Glass (e funziona anche dannatamente bene!)

Nicola Ligas

Nello store dei Glass è da oggi comparsa l’app di Play Music, annunciata a suo modo da Google qualche settimana fa, e ora disponibile per essere aggiunta agli occhiali dell’azienda.

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Il suo funzionamento è esattamente come ve lo aspettereste: si parte come sempre con “ok glass”, seguito da “listen” e il nome del brano, dell’artista o della playlist che volete; il tempo di una veloce (più o meno) ricerca, e vi verranno proposti i risultati in forma di card cliccabili, che riveleranno ulteriori dettagli, come ad esempio la lista dei brani presenti.

La riproduzione avviene tramite conduzione ossea se non avete auricolari inseriti (Google vende quelli stereo a ben 85$, ma se trovate degli auricolari microUSB non vediamo ragione per cui non dovrebbero funzionare) altrimenti saranno automaticamente utilizzati questi ultimi.

Le opzioni di controllo non sono molte (play, pause, prossimo brano, Radio e il volume), e le playlist sono ovviamente gestite altrove. La riproduzione in compenso è rapida (rete permettendo) e, se lo avete attivato, i brani attingeranno da Play Music All Access, quindi in pratica avrete a disposizione un catalogo infinito; se invece quest’ultimo servizio non fosse disponibile, faranno fede i brani che avrete caricato nel vostro spazio cloud su Google Music, vale solo la pena sottolineare che in nessun modo saranno riprodotti contenuti locali.

Durante il playback, una live card rimarrà sempre disponibile a fianco della schermata principale, in modo da poter controllare la riproduzione in un paio di clic in qualsiasi momento; ovviamente il brano continuerà a suonare anche a schermo spento, permettendovi così di risparmiare batteria, cosa della quale, così di primo acchito, questo Play Music sui Glass non ci è sembrato troppo avido, il che non è poco. Vale infine la pena notare che, se vi toglierete i Glass di dosso, la riproduzione andrà automaticamente in pausa per riprendere subito non appena li indosserete; questo a patto di aver abilitato la “on-head detection“, dato che, in caso contrario, il playback continuerà indisturbato.

Insomma un’implementazione che ci sembra davvero efficace, e che si sposa perfettamente col tipo di dispositivo che sono i Glass, ed è inutile ormai lamentarsi del fatto che sarebbe dovuta arrivare prima, in fondo saranno ben pochi a poterlo fare.