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Project Svelte è nato su un Nexus 4 dual-core con 512 MB di RAM e risoluzione qHD

Nicola Ligas -

Il punto di svolta nella maturazione di Android, secondo molti, è stato l’avvento della versione 4.0 Ice Cream Sandwich, che non solo ha portato un’esperienza utente più consistente tra smartphone e tablet, ma che ad oggi non ha visto sconvolgimenti particolari nel design generale dell’OS e delle relative app.

Google ha potuto così concentrarsi su altro: in primis sulla velocità e la fluidità del sistema, introducendo Project Butter in Android 4.1 Jelly Bean, e ora dedicandosi all’ottimizzazione delle risorse, concretizzatesi in Project Svelte introdotto in Android 4.4 KitKat, che mira a rendere il sistema performante anche su dispositivi con 512 MB di RAM.

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L’idea non è tanto di costringere i vari produttori ad aggiornare i vecchi modelli (impossibile farlo), quanto che d’ora in avanti non debbano più ricorrere a “versioni vetuste” dell’OS, come Gingerbread, per i nuovi modelli di fascia bassa, ma possano comunque preferirgli KitKat.

Da sempre i Nexus sono presi come base dello sviluppo per Android, ed in molti si sono infatti lamentati (giustamente! NdR) che il Galaxy Nexus non sia stato aggiornato all’ultima versione; in realtà però, per ottimizzare il robottino per dispositivi di fascia più bassa, Google ha preso a modello il Nexus 4, o almeno una versione opportunamente modificata dello smartphone stesso.

statistiche sui processiPer prima cosa è stato infatti adattato lo smartphone affinché girasse bene con 512 MB di RAM, poi è stata abbassata la frequenza del processore, utilizzando due core anziché quattro, e poi la risoluzione è stata portata alla qHD (540 x 960), definita come lo “sweet spot” per gli smartphone entry level (a noi sinceramente sembra ancora un po’ troppo elevata, almeno per gli standard attuali). Gli obiettivi finali erano i seguenti:

  • Ridurre l’impronta (l’uso di memoria) del sistema.
  • Ridurre l’impronta delle app che girano su un dispositivo Google Experience (Nexus).
  • Fix per come le app reagiscono e crashano durante casi di scarsa memoria. (es. in KitKat, se un’app usa troppa memoria, troppo a lungo, il sistema la termina automaticamente)
  • Fornire migliori strumenti per monitorare come le app stanno girando, in modo che gli sviluppatori vedano l’impatto delle loro app. (è stata aggiunta la voce “Statistiche sui processi” alle opzioni per sviluppatori, che potete vedere nello screenshot qui a lato.)

Questo significa in pratica che il sistema è stato alleggerito, ma non “castrato”: gli utenti Nexus 4, ad esempio, non dovrebbero notare significative differenze tra Jelly Bean e KitKat, né sotto il profilo delle prestazione, ma nemmeno su quello della funzionalità; è bene comunque sapere che, sebbene il sistema appaia sempre lo stesso, sotto sotto si è invece liberato del grasso in eccesso.

Dave Burke, capo del settore ingegneristico di Android, racconta un divertente aneddoto su questi due importanti progetti:

La prima cosa a cui ho lavorato è stato Project Butter per rendere il sistema più fluido. Il problema è che il burro fa mettere su peso. Allora ho creato Project Svelte per dimagrire, quindi il mio contributo ad Android è praticamente zero.

Via: RedditFonte: Read Write