Play My Music

Play My Music: Mat Zo, Locanda delle fate, Hammerfall, The Rolling Stones, The Killers

Giuseppe Tripodi

Nel giorno in cui Google Play si apre ai film, noi non abbandoniamo la nostra rubrica musicale, che anche questa settimana vi suggerisce 5 nuovi album con cui arricchire la vostra collezione. Diteci nei commenti quali preferite e se volete consultare le puntate precedenti, vi basta un clic sul menu “Rubriche” in alto nel sito.

Mat Zo - Damage Control

Damage Control

Mat Zo

05 novembre 2013

AnjunaBeats

Prezzo: 9,49€

L’inglese Matan Zohar ha appena 23 anni eppure il suo album ha il sapore di esperienza. Ha il sapore di chi sa che non basta aver fatto un successo con un singolo brano (in collaborazione con un altro artista già famoso magari) e che un album più vario è e più sarà apprezzato. Damage control è musica elettronica. Quale tipo è impossibile dirlo. L’introduzione Superman Lost è un piccolo inno di due minuti in pieno stile AnjunaBetas (ovvero trance). E poi si inizia: Only for you è un pezzo house commerciale, ma realizzato da un artista che non vuole che si pensi che sia stato fatto prima del 2013. Poi c’è Easy realizzata con Porter Robinson, il brano per cui probabilmente già conoscete Mat Zo. E Caller ID? Musica bass che vi farà tremare anche le vostre interiora, seguito da Little Damage un misto di far-west e dubstep. Tra gli altri brani che ascolterete all’infinito segnalo Pyramid Scheme (che usa lo stesso sample di Cuba Libre di Gigi D’Agostino per i più nostaligici), The Sky quasi 8 minuti in stile deadmau5 e Lucid Dreams da considerarsi quasi un follow up romantico del singolo più famoso.

Vi piacerà se: vi piace la musica elettronica in generale e nello specifico quella da ballare. Vi piace la musica dance abbastanza easy ma siete un po’ stanchi della solita big room house.

Emanuele Cisotti

LocandaDelleFateForseLeLucciole[1]Forse le lucciole non si amano più

Locanda delle fate

1978

Universal

Prezzo: 7,49€

Una produzione voluta fortemente dal fratello di Vangelis Nico Papathanassiou per un album che probabilmente avrebbe avuto maggiore successo se fosse uscito qualche anno prima; parliamo della Locanda delle fate, una di quelle band che vengono collocate in un genere musicale seguito in Italia da pochi appassionati e definito all’estero RPI ovverosia Rock Progressivo Italiano.

Il disco è il fulgido esempio di come “sarebbe utile” fare musica, IMHO s’intende, e cioè senza troppa attenzione agli schemi voluti oggi dell’industria che, troppo spesso, impedisce all’artista di esprimersi liberamente. Gli 8 brani di Forse le lucciole non si amano più sono intensi e mai scontati, ricchi di quell’inventiva che ha reso gli anni ’70 una delle epoche più memorabili per creatività musicale (e non solo). Il pianoforte di Michele Conta apre il primo brano “A volte un istante di quiete” dove veniamo subito trascinati in quello che sarà un viaggio interiore che porterà l’ascoltatore a comprendere cosa può significare rifugiarsi nell’illusione quale unica alternativa al quotidiano; si racconta la storia di Estunno (Estate-Autunno) e del suo avventurarsi negli abissi del proprio io allo scopo di separarsi dalla materialità. In Profumo di colla bianca egli evocherà la propria infanzia, fino a scoprire l’amore giovanile in Cercando un nuovo confine, per poi arrivare a Sogno di Estunno con la voglia di completare le proprie mancanze ed infine il raggiungimento di una nuova dimensione spirituale con Vendesi Saggezza. Forse le lucciole non si amano più è un album importante e non bastano le parole per descrivere il piacere che se ne ricava dall’ascolto.

Vi piacerà se: amate i concept album e vi commuovete davanti ai dipinti musicali di un’interiorità solo umana.

Nicola Randone

hammerfallGlory To The Brave

Hammerfall

15 luglio 1997

Nuclear Blast

Prezzo: 8,99€

L’etichetta Nuclear Blast è sinonimo di garanzia per chi cerchi power/epic metal, particolarmente anni ’90, e quest’album degli Hammerfall è infatti stato uno dei suoi principali successi, nonché per la band stessa. Basta infatti uno sguardo a copertina e tracklist per capire bene in che genere ricadiamo, e l’album non delude le aspettative, soprattutto se considerate che si tratta in pratica del loro album d’esordio. Come tale, l’unica cosa che gli manca è forse un pizzico di azzardo in più, che la band acquisirà solo col tempo. Si parte subito bene, con The Dragon Lies Bleeding e l’impressione è quella di un crescendo, che trova conferma in HammerFall I Believe; i successivi brani scorrono lisci ma ben ritmati, fino al gran finale di Glory To The Brave. Il brano, che dà il titolo all’album, è una ballata lenta, lunga e struggente, che riesce ad essere un’ottima chiosa per l’album intero, nel quale avrebbe stonato se posta a metà.

Vi piacerà se: volete un po’ di genuino power/epic metal, senza alcun eccesso.

Nicola Ligas

exileExile on Main St.

The Rolling Stones

1972

Universal Music

Prezzo: 9,99€

Correva l’anno 1972 e i Rolling Stones, in un periodo in cui ormai non avevano più nulla da dimostrare, pubblicarono Exile on Main Street, in seguito ad un periodo di “esilio” (artistico, ma soprattutto dal fisco inglese) in Francia. Sottovalutato all’epoca dalla critica, questo disco ha oggi il successo e l’apprezzamento che merita ed è considerato tra i migliori, se non il migliore, della celeberrima band anglosassone. Non solo di rock’n roll è fatto questo album, ma anche di blues (“Ventilator Blues“), country (“Sweet Virginia“) e ballate melodiche passate alla storia come “Shine a Light“, rendendolo di fatto un disco eclettico e molto interessante.

Vi piacerà se: avete voglia di ascoltare un album rock molto piacevole che non può assolutamente mancare nella collezione di qualsiasi appassionato del genere.

Lorenzo Quiroli

hot-fussHot Fuss

The Killers

2004

Universal Music

Prezzo: 6,49€

Per descrivere i The Killers ed in particolare questo loro primo album, non si può far a meno di utilizzare il titolo di una loro (riuscitissima) canzone: Glamorous Indie Rock & Roll. È infatti questo quello che troverete ascoltando le 12 tracce della band di Las Vegas: un rock decisamente divertente e coinvolgente,accompagnato costantemente da suoni elettronici da synth-rock che gli donano quel tocco quasi dance che non dispiace affatto.

Dopotutto, il loro nome deriva da un gruppo fittizio apparso nel video di Crystal dei New Order: non può quindi stupire il tentativo di Flowers e soci di fondere taglienti riff di chitarra elettrica con melodie prettamente retrò, in stile new wave anni 80. Forse non saranno la band che vi cambierà la vita, ma Hot Fuss è un album molto ben riuscito (con punte di spicco come Mr. Brightside e Somebody told me), capace di intrattenere e coinvolgere.

Vi piacerà se: cercate un rock non troppo impegnativo, che sappia farvi divertire e, perché no, anche ballare.

Giuseppe Tripodi