5.0

thor il gioco

Thor The Dark World: un dio del tuono poco preciso [Recensione]

Giorgio Palmieri

thor the dark world iconAnno 1983: la crisi investe l’industria videoludica, e i telegiornali danno risalto all’atto poco decoroso di Atari, la quale tentò di tenere nascosto il sotterramento di migliaia di cartucce invendute del tie-in di E.T. in una discarica in Nuovo Messico, divenuto poi simbolo del crack dei videogiochi e della scarsa qualità in generale dei tie-in. Anno 2013: il mobile gaming si sviluppa notevolmente, e tra i titoli più redditizi sul Play Store spuntano proprio i tie-in. Un capovolgimento della situazione, ed è interessante vedere come lo sviluppo di tie-in si sia trasferito quasi completamente su piattaforme mobile piuttosto che su console. Certo, le eccezioni ci sono, ma è chiaro che le software house oggigiorno puntino maggiormente ai dispositivi mobile e agli acquisti in-app. E Thor non è da meno, infatti anche lui è vittima/beneficiario di un tie-in mobile di recente uscita (il film, Thor: The Dark World, arriverà nelle sale italiane il 20 di novembre). Sviluppato da Gameloft, l’azienda produttrice dei tie-in mobile più importanti (tra cui Iron Man 3 e Cattivissimo Me), Thor: The Dark World è una sorta di piacchiaduro a scorrimento coadiuvato da piccole meccaniche strategiche. Vale la pena passare le vostre sacre ore di svago in compagnia di questa nuova fatica di Gameloft? Scopritelo insieme a noi.

5.0

Giocabilità

Mettiamo le cose in chiaro: nessun rischio spoiler, in quanto trascriveremo solo sommariamente la trama del gioco e, tra l’altro, il racconto delle vicende di Asgard in questo titolo è tutto fuorché specifico. Il signore degli elfi oscuri Malekith si appresta a guidare un esercito di creature malvage affinché distruggano i Nove Mondi. Noi (ovviamente) vestiremo i panni del dio del tuono Thor, nella speranza di rimandare a casa gli elfi oscuri e di risanare il male che sporca le lande di Asgard.

Gli scrigni e i barili, una volta distrutti, doneranno monete e energia extra.

il nostro compito è quello di comandare Thor lungo i linearissimi livelli di gioco

Il gameplay di Thor: The Dark World  cerca di proporre una formula di gioco improntata sull’azione e su alcuni aspetti tipici dei tower-defense. Sostanzialmente, il nostro compito è quello di comandare Thor lungo i linearissimi livelli di gioco e, tra una martellata e l’altra, bisognerà ripulire la strada dai demoni ed altre creature malvage. Una volta distrutta la base avversaria, passeremo allo stage successivo. I comandi non prevedono l’utilizzo di un virtual pad, dunque sia gli attacchi che gli spostamenti avverranno tramite un semplice tap sul touchscreen. Dopo aver eseguito quest’ultimo su un nemico o su una costruzione, sarà Thor a gestire del tutto la situazione, quando ne avrà voglia però: infatti, il puntamento è un grave problema nel gameplay perché Thor non riesce sempre a capire il comando in input e molte volte lo vedremo stare immobile mentre le truppe cadranno a terra a causa dei cattivoni di turno. Comunque sia, i colpi disponibili sono essenzialmente tre: quello base attivabile con un semplice tap, il super potere che potrete eseguire tramite il pulsante virtuale apposito e, infine, il lancio del martello effettuabile con un doppio tap che per qualche strano motivo (in verità il motivo c’è, e risiede nel problema del puntamento già citato precedentemente) non funziona come dovrebbe. Insomma, blando e poco ispirato, la parte picchiaduro a scorrimento è tanto semplice quanto banale poiché è quasi tutto automatizzato: non c’è la possibilità di difendersi e le combo vengono eseguite casualmente dal nostro eroe.

Non fatevi ingannare dal fuoco: Thor è il dio del tuono.

Oggettivamente il gameplay è molto, forse troppo semplice

Riallacciandoci al discorso truppe, queste non sono altro che la parte strategica della giocabilità di Thor: The Dark World, cosa che cerca di sostanziare il gameplay in qualcosa di più innovativo e dinamico. Infatti, proprio come in Plants Vs. Zombies 2 o Kingdom Rush: Frontiers, avremo a disposizione una barra di magia che ci permetterà di evocare in campo le truppe Einherjar: ognuna di queste ha le sue peculiarità e, tra debolezze e forze,  questa meccanica spinge il giocatore ad attuare un approccio più tattico nei combattimenti, approccio che, però, si riduce ad un mero premere a casaccio il tasto di evocazione a causa della scarsa intelligenza artificiale di questi. Non avremo nessuna possibilità di direzionare il movimento degli Einherjar, infatti si limiteranno ad andare avanti stazionando anche sulle trappole e sul fuoco, morendo come dei robot mal programmati. Oltre agli Einherjar, potremo portare in battaglia anche un eroe come, ad esempio, Fandrall, Sif e addirittura Loki ma, una volta completato un livello con uno di questi, bisognerà aspettare decine di ore prima che l’alleato sia riutilizzabile.

Oggettivamente il gameplay è molto, forse troppo semplice, infatti è proprio questo ad influenzare negativamente il lavoro asgardiano di Gameloft. Nel complesso le idee risultano interessanti e divertenti inizialmente, ma purtroppo, in fin dei conti, Thor: The Dark World non raggiunge nemmeno la sufficienza in nessuno dei due generi o, meglio, la formula risulta talmente abbozzata che rischierete di annoiarvi dopo pochissimo tempo.

6.0

Contenuti

Il sistema di sviluppo per quanto riguarda le abilità passive e attive di Thor è abbastanza profondo.

Il problema principale è che spesso non si ha il controllo della situazione

Il lato contenutistico di Thor: The Dark World parla chiaro: grazie a 90 missioni diverse, che poi di diverso hanno poco o nulla dal punto di vista della pura giocabilità, il titolo promette parecchie ore di intrattenimento, tempo che purtroppo è minato da una certa ripetitività. La maggior parte delle missioni vi vedrà impegnati nel raggiungimento di un punto X della mappa, mentre in altre sarà necessario difendere la base durante un tempo determinato del gioco che varia a seconda della missione. Il problema principale è che spesso non si ha il controllo della situazione, non si riesce a comandare per bene Thor perché le mosse vengono fatte da lui casualmente, e la meccanica di evocazione delle truppe Einherjar, seppur interessante, non riesce a mantene alto l’interesse del giocatore.

L'alleato possiede un'abilità attivabile che potenzierà tutte le unità circostanti.

un’offerta ludica sufficiente, ma gravemente minata dalla ripetitività

Discorso a parte va fatto per il sistema di sviluppo, sufficientemente profondo per un gioco di questo genere. Tre sono le valute che permettono di potenziare Thor e compagnia, e tutte sono immerse in una salsa free to play. Le rune sono le più comuni, utili a potenziare gli alleati del dio del tuono e gli Einherjar e a potenziare alcuni costumi (dieci in tutto). Ovviamente i costi tendono ad aumentare esageratamente durante l’avventura e, purtroppo, dopo aver completato una volta un livello, le ricompense ottenute per averlo rigiocato sono bassissime. La seconda valuta è l’ISO-008 (la ricorderete da Iron Man 3), e funge da punti abilità per potenziare le abilità attive e passive di Thor. Questa si può ottenere solo quando si passa di livello, o quando si completa uno stage, dunque il numero di ISO-008 è decisamente limitato e dovrà essere ponderato al fine di creare il dio del tuono perfetto. L’ultima è l’Uru, la valuta premium, che discuteremo approfonditamente nel paragrafo Prezzo. Nel complesso, un’offerta ludica sufficiente, ma gravemente minata dalla ripetitività.

8.0

Comparto Audiovisivo

Ogni trenta secondi potremo evocare le nostre truppe per riunirle attorno a Thor.

La resa grafica di Thor: The Dark World è caratterizzata da una buona modellazione poligonale di ambienti e personaggi. La realizzazione tecnica è sommariamente discreta, ma il frame rate zoppica un po’ durante le sezioni più concitate, anche su un dispositivo performante come Nexus 7 2013. Ottimo il lato sonoro, coadiuvato da musiche epiche e da un doppiaggio in inglese che ci ha sorpreso in positivo. Insomma, nel complesso il comparto audiovisivo convince e appaga.

4.0

Prezzo

Esagerati i costi della valuta premium Uru

Thor: The Dark World è disponibile gratuitamente sul Play Store ma, come è lecito aspettarsi dai prodotti free to play, gli acquisti in-app bazzicano ovunque sulle varie schermate di gioco. Questi vertono sull’acquisto di Uru, la valuta premium del gioco di Gameloft. L’Uru è usata per vari scopi, come diminuire i tempi di attesa per il risanamento degli alleati, per comprare pozioni di vita e mana, per continuare la partita una volta morti e tante altre cose.

Acquisti in-app di Thor: The Dark World.

ciò che fa la differenza non è l’abilità del giocatore, bensì la potenza di Thor e dei suoi alleati

Non è possibile completare al cento per cento il gioco poiché alcune stelle possono essere sbloccate solo se utilizzerete i martelli a pagamento, e purtroppo riceverete quantità misere di Uru in-game, solo tramite il completamento di qualche achievement. Certo, c’è da ammettere che è possibile giocare senza pagare per tutta la durata dell’avventura, ma la formula ci è sembrata piuttosto sbilanciata a favore degli acquisti in-app: la vita di Thor è molto bassa e, dopo circa dieci missioni, i nemici inizieranno a fare dei danni esagerati e, dato che molto spesso non si avrà il controllo diretto della situazione a causa della caoticità della battaglie e del sistema di controllo poco preciso, il tutto si ridurrà in un noioso gamer over. Alla fine ciò che farà davvero la differenza non è l’abilità del giocatore, bensì la potenza di Thor e dei suoi alleati. Esagerati i costi della valuta premium Uru, piuttosto invasivi per i nostri gusti.

5.0

Giudizio Finale

Alcune delle idee di Thor: Son of Asgard sono interessanti, ma è la struttura generale a non reggere e a cadere dopo poche partite in un tripudio di ripetitività a causa di un sistema di controllo deficitario e di un gameplay poco interattivo. Questa fatica di Gameloft non è altro che l’ennesimo tie-in schiavo degli acquisti in-app, che difficilmente riuscirà a divertire qualcuno oltre che i fan più devoti del dio del tuono. Non basta offrire una discreta realizzazione tecnica e delle idee stimolanti per garantire un tie-in sufficiente, ma bisogna implementare anche (e soprattutto) un gameplay funzionante e divertente. Thor: Son of Asgard non è un brutto gioco, ma è semplicemente un prodotto mediocre, e nulla più.

 

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