Unboxing LG Nexus 5

Il Nexus 5 potrebbe davvero avere l’esclusiva sul nuovo launcher di Android

Nicola Ligas -

What exactly is Google trying to accomplish with the Nexus program and what’s the strategy with these Android updates? Cosa sta cercando esattamente di ottenere Google dal programma Nexus, e qual è la strategia con questi aggiornamenti di Android? Si tratta della domanda che, personalmente, mi sono posto prima di scrivere l’editoriale di ieri, e alla quale hanno cercato di dare una risposta i colleghi di The Verge, che assai più di noi sono in contatto con i vertici di Google, e hanno quindi un interlocutore a cui porre questi stessi dubbi. Ecco quindi le risposte.

Nexus significa alte specifiche ad un prezzo ragionevole.Un altro aspetto è che gli aggiornamenti arrivano direttamente da Google. Si tratta di attributi dei Nexus che penso alla gente ormai piacciano molto e non abbiamo intenzione di cambiare questa strategia. Hiroshi Lockheimer, vice president of engineering for Android.

Non ci dice in effetti nulla di nuovo Hiroshi: il rapporto qualità/prezzo dei Nexus è ormai un punto fermo (dal quale nessuno spera certo di recedere), e gli aggiornamenti rapidi sono musica per le orecchie di qualsiasi appassionato. Ma per quanto riguarda gli smartphone Android ma non di Google?

Con ogni successiva versione di Android  non abbiamo da ridisegnare o re-ingegnerizzare le sue parti fondamentali, e questo rende più semplice e veloce per i produttori portarlo sui loro prossimi dispositivi.

L’omogeneità di fondo che ormai c’è in Android, e che ha portato a ben tre iterazioni sotto il nome Jelly Bean, ha i suoi lati positivi anche in questo: nel fatto ciò che anche quando esce una nuova versione del robottino, i vari produttori non si ritrovano con qualcosa di completamente diverso, e adattarla al loro prossimo hardware diventa più semplice. L’ovvia domanda che verrebbe da porsi riguarda invece gli aggiornamenti dei modelli già presenti, e qui Project Svelte, ovvero l’ottimizzazione di Android 4.4 per dispositivi con meno memoria, entra in gioco, o meglio: dovrebbe entrare in gioco.

In realtà non possiamo dire se le cose staranno davvero così: Google la strada l’ha spianata, senza stravolgere troppo il core del sistema, e ottimizzandolo anche per i modelli più vecchi; la palla ora è davvero nelle mani dei produttori, ma non possiamo fare a meno di chiederci quali sarebbero i modelli degli ultimi 18 mesi (un tempo che sembra invalicabile anche per Google) con 512 MB di RAM che saranno aggiornati. Ovviamente la risposta ancora non l’abbiamo.

Tornando a quanto riportato da The Verge, Google avrebbe dichiarato che il nuovo Launcher del Nexus 5 è un’esclusiva del telefono stesso. Sebbene quindi l’azienda potrebbe cambiare idea e decidere di offrirlo anche su altri Nexus, per adesso sembra intenzionata più a vedere la reazione degli utenti piuttosto che a portarlo su altri dispositivi, e forse anche per questo non sono ancora certe le date di rilascio di Android 4.4 sugli altri modelli della famiglia. E dire che noi speravamo addirittura in un suo arrivo nel Play store! (che potrebbe comunque accadere, ma senz’altro non in tempi brevi).

Inutile aggiungere, a questo punto, che siamo davvero molto curiosi di vedere come si evolveranno le cose e quale interfaccia riceveranno gli altri Nexus dopo il passaggio a KitKat, tanto più che Matias Duarte stesso definisce questo nuovo launcher “la singola funzione più emozionante del Nexus 5”. Questo accentua il mio personale pensiero che Google abbia un po’ voluto sperimentare con le novità grafiche di Android 4.4, e solleva anche un’ulteriore perplessità, relativa all’ipotetica “frammentazione” tra Nexus, che si troverebbero ad avere interfacce diverse, qualora le cose dovessero essere diverse dal Nexus 5.

Non abbiamo comunque ulteriori dettagli, e quanto riportato da The Verge potrebbe benissimo essere già cambiato. Ci soffermiamo in ultima battuta solo un ulteriore aspetto: il nuovo dialer, che include funzioni di ricerca avanzate e di identificazione del numero, è si parte di Android, ma le sue funzioni più Google-specifiche fanno affidamento a delle API private, rafforzando la nostra convinzione che prima o poi lo vedremo sbarcare sul Play Store, nella forma di una Google App closed-source come le altre. Non chiedeteci quando però, perché al momento predire le mosse di Google in materia è alquanto azzardato.

 

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