Play My Music

Play My Music: Wolfgang Gartner, Franco Battiato, Children of Bodom, The Who, Editors

Giuseppe Tripodi

Eccoci giunti ad altri 5 consigli musicali da parte del team di AndroidWorld, che questa settimana spaziano da grandi classici ad opere assai più di nicchia. Come sempre ce n’è per ogni palato, e non dimenticate di consultare il menu Rubriche in cima al sito, se volete dare uno sguardo alle puntate precedenti.

Wolfgang Gartner

Weekend in America

Wolfgang Gartner

20 settembre 2011

Ultra Records, LLC

Prezzo: 7,99€

Sia chiaro che Joseph Youngman (in arte Wolfgang Gartner) non prende alla leggera il compito a lui assegnato di farvi ballare. Non ci va giù leggero e troverà ogni escamotage affinché i vostri muscoli non riescano a stare fermi, che questo implichi l’utilizzo di synth acidi, groove travolgenti e melodie incalzanti. E guai a scendere sotto i 128 bpm (anzi dai si concederà un solo strappo alla regola), negli Stati Uniti c’è la pena di morte per questo. Questo è Weekend in America.

Si comincia con un po’ di rap (Get Em), ma poi l’elettronica pura farà da padrona. Circus FreaksShrunken Heads da sole potrebbero bastare ad acquistare l’intero album. Troviamo una traccia che sembra un brano di deadmau5 (che poi non è strano, hanno alcune collaborazioni all’attivo), ma in realtà è una collaborazione con Will.i.am. E poi ancora musica strumentale fra cui la famosa (almeno per il genere) Illmerica. Mi spiace Europa, ormai anche gli Stati Uniti sono patria della buona musica elettronica. E non è la prima volta.

Vi piacerà se: cercate qualcosa da ballare, oppure se vi piace deadmau5 ma di lui conoscete ogni beat a memoria.

Emanuele Cisotti

apriti-sesamo-battiato-586x511[1]Apriti sesamo

Franco Battiato

2010

Universal

Prezzo: 6,49€

Franco Battiato è uno di quegli artisti che si amano intensamente oppure si odiano dal profondo; alcuni trovano adorabile il modo in cui gioca con la metrica delle parole, altri odiano i suoi testi giudicandoli astrusi, una cosa però è certa, 24 album sono un bel numero per un artista contemporaneo e, considerato che almeno la metà di questi sono stati dei best seller, se ne deduce che chi in Sicilia amano chiamare Francuzzu, sa sicuramente il fatto suo. Apriti Sesamo è il suo ultimo disco, arrivato dopo il discusso Inneres Auge (che personalmente non ho amato molto) e la raccolta di cover Fleurs 2. In realtà Apriti Sesamo deve fare i conti con l’ottimo Il Vuoto del 2007 e Dieci Stratagemmi del 2004, gli ultimi album che contengono brani inediti del maestro siciliano. Come sempre la musica di Battiato ha bisogno di qualche ascolto in più prima di essere compresa ed è così che, con un unico neo attribuibile alla breve durata, Apriti Sesamo si mostra degno successore dei due album appena citati. Ancora una volta non c’è brano che non valga l’acquisto del CD, da quelli più orecchiabili come Passacaglia ed Eri con me, al ritorno al siciliano con Caliti Junku, fino alla mistica Il Serpente che fa da portale alla title track. In conclusione un album che, dopo il giusto numero di ascolti, rivela le grandi abilità compositive di Battiato ed una cura del suono che non mancherà di accontentare anche i palati più esigenti.

Vi piacerà se: amate sorridere e commuovervi volgendovi al passato con malinconica meraviglia.

Nicola Randone

unnamedSomething Wild

Children of Bodom

2008

Universal Music

Prezzo: 9,21€

Questa settimana voglio andare su un genere per pochi, probabilmente: il Death Metal. Se avete mai avuto voglia, anche solo per curiosità, di avvicinarvici, quest’album dei Children of Bodom è l’ideale, perché riuscirà a farvi intravedere il genere pur senza troppi eccessi. Vengono infatti definiti come una band melodic death metal, il cui nome trae origine dal locale (in Finlandia) lago Bodom, ma nonostante testi, copertine e atmosfere siano quelle Death, l’album riesce ad essere inaspettatamente orecchiabile e melodico appunto, particolare non certo scontato.

Il sottofondo musicale, se riuscite ad isolarvi dalla voce e dai cori, è infatti quello di un Power Metal di stampo abbastanza classico, che riesce a tratti a prevalere anche sulla voce con le sue sonorità incisive e martellanti. Tra i vari brani non ce n’è uno che spicchi davvero sugli altri, più che altro perché difficilmente riuscirete ad apprezzarne uno, senza fare lo stesso anche con gli altri.

Vi piacerà se: volete provare il “brivido” del Death Metal cercando di non rimanerne scottati.

Nicola Ligas

who's nextWho’s Next (deluxe edition)

The Who

1971

Universal Music

Prezzo: 16,49

Nell’ormai lontano 1971, tra Tommy Quadrophenia, gli Who pubblicano Who’s Next, pietra miliare del rock di uno dei gruppi più famosi e carismatici della storia della musica moderna. La bellezza del disco è consacrata immediatamente dalla prima traccia, la celebre Baba O’Riley, che trasmette un climax di energia creata dal sintetizzatore (utilizzato qui per la prima volta dal gruppo inglese, che ne farà uso anche negli album successivi) e dalla geniale chiusura con un violino. Un album che riesce ad immergere chi lo ascolta nel clima degli anni 60′ e 70′, attraverso veri e propri inni al rock e molte canzoni d’amore, e che rimarrà uno dei più importanti, se non il più importante, del famoso gruppo inglese.

Vi piacerà se: apprezzate la musica rock, in particolare se riesce a trasmettere energia attraverso le sue melodie rimanendo molto orecchiabile.

Lorenzo Quiroli

An end has a startAn end has a start

Editors

2007

Kitchenware Records

Prezzo: 9,4

Non è certo un segreto che la produzione indie inglese abbia sfornato, negli ultimi anni, dei veri e propri gioielli musicali: dopo gli Arctic Monkeys, rimanendo in ambiente britannico, oggi vi segnaliamo un gruppo decisamente più dark, gli Editors.
In particolare il loro secondo album, An end has a start, è un disco che merita di essere ascoltato: le tonalità di questa band di Birmingham, generalmente cupe e drammatiche, vengono spesso spezzate da riff di chitarra energici e improvvisi, che regalano un attimo di respiro all’ascoltatore. Mettendo in considerazione anche la voce suadente di Smith e la sporadica presenza di cori quasi celestiali, è facile capire perché ascoltando gli Editos si passi in un momento da sensazioni di inadeguatezza a sprazzi di redenzione assoluta.

Sebbene non tutte le tracce brillino allo stesso modo, l’album rimane un piccolo capolavoro: siamo sicuri che la malinconica bellezza di alcuni brani come Smokers outside the hospital doors, An end has a start o Spiders non vi lasceranno indifferenti.

Vi piacerà se: cercate della buona musica che vi culli nei vostri momenti neri, dandovi la forza di ripartire; se avete apprezzato il panorama indie britannico degli ultimi anni.

Giuseppe Tripodi