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CyanogenMod ci spiega le Community e Pro Edition, le novità di CM Account, e le “Live Folder”

Nicola Ligas -

Conclusosi il Big Android Barbeque 2013, un annuale punto d’incontro per la comunità degli sviluppatori Android, CyanogenMod (Inc.) ne ha approfittato per fare un attimo il punto della situazione su alcune cose vecchie e nuove, che erano nell’aria già da un po’ (i live folder magari li avrete anche già provati) e che andiamo brevemente a ricapitolare.

“Lo scopo di CyanogenMod Inc. è di cambiare il modello con cui il mercato Android è progredito negli ultimi 4 anni. Il consumatore non è cliente degli OEM, gli operatori lo sono”. Questo è il motto di chi vuol far sentire di più la voce dell’utente finale, rispetto a quella di operatori e terze parti che nella maggior parte dei casi contano assai di più. Questo è (in parte) lo scopo di CM Installer: rendere semplice e alla portata di tutti il processo di installazione della ROM, senza poi porre vincoli che blocchino l’utente con CyanogenMod. (vero è che il target tipo dell’installer è l’utente alle prime armi, e quest’ultimo difficilmente si metterà subito ad armeggiare per installare un nuovo firmware, non appena ottenuta la sua prima CM.)

Ma veniamo alla parte forse più interessante: i due rami di sviluppo di CyanogenMod.

  • Community Edition: questa è la CM che abbiamo sempre conosciuto, con nightly, monthly e stable release che popoleranno i dispositivi di molti di voi, mirate alla personalizzazione, alla facilità di modifica e con root abilitato.
  • Pro Edition: queste build sono invece mirate al tipico utente da CM Installer e saranno firmate con chiavi private. Non si tratta di un fork della Community Edition, quanto piuttosto di una “versione più sicura”: non tutti hanno bisogno dei permessi di root o di modificare sostanzialmente il sistema. Questo non significa che, con le dovute conoscenze, non sia possibile abilitare i permessi di root, ma non è l’hackability” la ragione per cui è nata questa versione, che in pratica si candida come la sostituta ideale del firmware che accompagna ogni dispositivo Android. E sia chiaro che “Pro” non vuol dire: “a pagamento”.

Le novità però non finiscono qui.

Prendete ad esempio CyanogenMod Account: finora l’abbiamo associato al solo servizio di localizzazione e wipe da remoto, ma non sarebbe meglio se includesse anche una gestione più completa del dispositivo, backup, sincronizzazione tra più dispositivi, e utilizzando le funzioni di criptazione per fornire uno storage sicuro? Le basi ci sono, e prima o poi arriveranno anche queste funzionalità.

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L’ultima novità, le Live Folder, le potete già vedere in azione nelle nightly, più precisamente nel widget “Cartella Download” (presente solo se usate Trebuchet, il launcher di CM), che andrà a creare una cartella che sarà automaticamente popolata di contenuti basati sull’applicazione che l’ha creata (in questo caso Download, ma immaginate lo stesso concetto applicato altrove). Pensate ad esempio a una cartella che raccolga tutti i nostri contatti, e cliccando sul nome di una persona (senza curarsi del fatto se l’ultima volta le abbiamo scritto una mail, inviato un WhatsApp o altro) saremo portati proprio all’app usata per comunicare con lei. E questo è solo un esempio: potete fare una cartella giochi, in cui ogni nuovo videogame installato andrà da solo a collocarsi, e nel corso del tempo il sistema imparerà come organizzarli al meglio, anche sulla base del nostro utilizzo.

E non dimenticate poi tutto il lavoro di Koushik Dutta su ChromeCast/Airplay/screen recording, che di certo renderà l’esperienza CyanogenMod ancor più ricca e pratica.

Fonte: CyanogenMod