Play My Music

Play My Music: Kaskade, Arctic Monkeys, Il teatro degli orrori, Sting, Rhapsody (of Fire)

Lorenzo Quiroli -

Dopo la presentazione delle nostre rubriche di qualche ora fa, stare qui a introdurre Play My Music sarebbe davvero ridondante, quindi vi lasciamo subito ai nostri 5 consigli di questa settimana per arricchire la vostra collezione di musica virtuale. Come sempre: buon ascolto!


Kaskade - AtmosphereAtmosphere

Kaskade

09 settembre 2013

Ultra Records, LLC

Prezzo: 7,99€

Kaskade è uno dei dj più pagati del mondo. Non ne avete mai sentito parlare? Bene e male. Bene, perché questo potrebbe (almeno in teoria) dimostrare come essere ben pagati non vuol dire necessariamente essere delle pop star. Male, perché vi siete persi un pezzo della musica dance dei nostri tempi. Atmosphere è proprio quello che potreste aspettarvi. Sono atmosfere, più dolci e tenui di quello che il dj statunitense (sì, qualche volta anche negli Stati Uniti nasce un dj famoso) usa suonare nei suoi set.

La voce suadente di Atmosphere (il singolo estratto dall’omonimo album) è un buon inizio, come però può valer la pena anche iniziare dall’inizio con Last Chance o con l’ancor più morbida Why Ask Why. Sorpresa per la versione orchestrale di No One Knows Who We Are (durante l’ascolto potreste innamorarvi anche del vostro portapenne, attenzione). Se volete però viaggiare, figurativamente, faranno per voi le tracce con i nomi dei vari spostamenti: MIA to LASLAX to JFKSFO to ORD.

Vi piacerà se: avete mai apprezzato Kaskade oppure se vi piace la musica da cocktail bar, ma l’avete sempre trovata troppo piatta e con poco sentimento.

Emanuele Cisotti

whatever-peopleWhatever People Say I Am, That’s What I’m Not

Arctic Monkeys

2006

Domino Recording co

Prezzo: 7,99€

Il fenomeno Arctic Monkeys esplode nel 2005 attraverso internet e nell’anno successivo diventa una vera realtà della musica moderna grazie a Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not: il favore del pubblico è immediato e con 350.000 copie vendute in una sola settimana le “scimmie artiche” battono così il record di Definetely Maybe degli Oasis. Sonorità fortemente rock si uniscono in canzoni dalla trama orecchiabile per gli amanti del genere, riunendo il meglio della musica inglese degli ultimi anni e portandolo al successo.

Un album che parla di anticonformismo e del voler scegliere una via secondaria rispetto a quella principale, come denota il titolo stesso che vuole sottolineare il distaccamento dalla mentalità popolare. Tra brani aggressivi e fortemente rock si passa a melodie piacevoli e decisamente orecchiabili, il tutto in uno dei principali lavori di una delle band più importanti per la musica dello scorso decennio.

Vi piacerà se: siete alla ricerca di un buon album rock e volete provare qualcosa di nuovo e giovane, che sia divertente, dinamico e faccia venire voglia di cantare.

 Lorenzo Quiroli

A sangue freddoA-sangue-freddo

Il teatro degli orrori

2009

La tempesta

Prezzo: 9,99€

La scena musicale italiana offre ben più di quanto molti credano e, specialmente nell’ambito rock, sappiamo farci valere parecchio: ne è una dimostrazione questo A sangue freddo. La canzone che dà il nome all’album, probabilmente tra le più famose della band, rappresenta bene la maggior parte dei pezzi scritti da Capovilla: un rock decisamente aggressivo, spesso accompagnato da testi impegnati e di denuncia sociale; in questo caso, il brano è dedicato all’attivista nigeriano Ken Saro-Wiwa.

Sebbene non si possa dire che Il Teatro abbia  perso la stoffa, la differenza con Dell’impero delle tenebre si fa sentire, ma solo in positivo: vengono mantenute le cupe tonalità da rock distorto a cui eravamo abituati,  accompagnate questa volta da suoni più eleganti, a volte stranamente armoniosi (Direzioni Diverse, È colpa mia): il tutto, grazie anche alle ricercate liriche di Capovilla (o di Majakovskij, nell’omonimo tributo al poeta russo), ha consacrato l’album come uno dei 100 migliori dischi italiani (in 30esima posizione), secondo Rolling Stones.

Vi piacerà se: cercate qualcosa di diverso nel “piatto” panorama italiano; se riuscite ad apprezzare la bellezza dei suoni discrepanti e distorti del noise rock.

Giuseppe Tripodi

sting-the-last-ship-cd-cover[1]

The Last Ship

Sting

2013

Universal

Prezzo: 9,99€

Sting ha impegnato 10 anni per arrivare a The Last Ship, un concept album che racconta la storia di un gruppo di operai di un cantiere navale presso Newcastle (città natale di Sting) che, capeggiati da un tale di nome Gideon (da notare l’assonanza con Gordon, il nome reale dell’artista), decidono di costruire un’imbarcazione per evitare che lo stesso cantiere chiuda. Chi  è abituato ad ascoltare Sting in veste solista o con i Police resterà piacevolmente sorpreso da quest’album, anzitutto per la scrittura che pur mantenendo lo stile sofisticato e colto dell’ex cantante bassista dei Police, rivela una vena popolare che non conoscevamo, poi per la bellezza delle melodie che in ogni brano sono sempre le une all’altezza delle altre con una menzione particolare per la tenera Practical Arrangement, la popolarissima e baccanosa What Have We Got e la geniale title track che ci riporta alle atmosfere del musical.

Vi piacerà se: vi stanno particolarmente a cuore le atmosfere musicali da viaggio o per ingannare piacevolmente il tempo in attesa del vostro aereo o dell’ultima nave.

Nicola Randone

unnamedLegendary Tales

Rhapsody

1997

Limb Music

Prezzo: 9,49€

Ho un po’ una fissa personale per il vedere come i vari album metal vengano classificati in store/riviste, anche perché di solito è molto difficile concordare con la scelta proposta. Questo non per dirvi quanto il sottoscritto sia un rompiscatole, ma perché il metal è un genere molto ampio e di non sempre facile classificazione.

Prendete questo Legendary Tales dei “nostri” Rhapsody (oggi conosciuti come Rhapsody of Fire): potete chiamarlo un po’ come volete (symphonic power metal, progressive/art rock, ecc.) ma la parola che meglio lo caratterizza è, a mio parere, Epico; e da qui, epic metal. Per capire il perché è sufficiente iniziare ad ascoltare un brano qualsiasi (basterebbe in realtà uno sguardo alla copertina), anche solo l’intro Ira Tenax con il suo coro latino. L’album scorre poi via liscio come l’olio, meglio se accompagnato da una serata a tema (in realtà non mi vengono in mente moltissimi temi, a parte il classico gioco di ruolo); il genere di canzoni non è quello che vi troverete a canticchiare forse, ma sapranno comunque intrattenervi senza eccedere.

Vi piacerà se: apprezzate il power metal ma volete qualcosa di un po’ più epico/medievaleggiante/a-tratti-barocco. Se poi doveste, per ragioni che non voglio sapere, inscenare un duello di spade, avete trovato la colonna sonora ideale.

Nicola Ligas