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Il logo di Android è ispirato alle insegne sui bagni pubblici. Ed è anche open-source!

Nicola Ligas

L’ormai celebre sagoma della mascotte di Android l’avrete vista ovunque e in tutte le salse, ma probabilmente ben pochi di voi conosceranno il nome del suo inventore: solo gli incalliti lettori di AndroidWorld sapranno infatti che in realtà è una lei.

Irina Blok è la designer che nel 2007 ha partorito l’ormai arcinoto Bugdroid, ma è il New York Times a rivelarci ora un curioso particolare sulla sua genesi: Irina, dopo aver studiato film e giochi di fantascienza, si è invece “banalmente” ispirata alle classiche insegne sui bagni pubblici, che distinguono quelli dei gentleman da quelli delle lady. Impossibile quindi non pensare ad una nota T-Shirt, un tempo venduta da Google stesso, con la quale il sottoscritto si è anche lasciato fotografare.

android-restroom-tshirtMa l’aspetto più interessante dell’articolo del Times è probabilmente il seguente:

While Blok worked on her design, she and her colleagues agreed that the logo, like the software, should be open-sourced. “We decided it would be a collaborative logo that everybody in the world could customize,” she says. “That was pretty daring.” Most companies, of course, defend their trademark from copycats, and million-dollar lawsuits have been filed over the rights to corporate insignia. This one would remain free.

Si tratta di un particolare sul quale forse non tutti si saranno soffermati: anche il logo di Android è “libero”. Per questo, nel corso del tempo, lo avete visto incarnarsi in mille modi diversi, come nell’immagine di apertura, e molti, molti di più. Pensate ai noti loghi di altri prodotti/aziende, e vi accorgerete che è un esempio più unico che raro, e probabilmente è anche per questo che Andy è così famoso e “simpatico”; oltre ovviamente al fatto di essere la mascotte dell’OS mobile più diffuso al mondo, particolare forse non così tanto marginale.

Via: Phandroid