Play My Music

Play My Music: Mike Bloomfield, The Stooges, Muse, Queen, System Of A Down

Lorenzo Quiroli -

Nuovo appuntamento con i nostri settimanali consigli musicali che potrete acquistare su Google Play Music: come sempre i generi sono vari, e speriamo di riuscire a soddisfare tutti i palati (è proprio il caso di dirlo) in ascolto.

Super-session

Super Session

Mike Bloomfield with Al Kooper and Stephen Stills

1968

Columbia

Prezzo: 7,99€

Risalente al lontano 1968, un anno dopo Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, Super Session di Al Kooper insieme a Stephen Stills e Mike Bloomfield lascia la propria impronta nella storia della musica: la libertà di esprimere la propria arte attraverso l’improvvisazione è l’elemento principale di questa registrazione che esce da qualsiasi schema sia musicale che produttivo, nata quasi magicamente da una “riunione” tra amici fatta per suonare insieme. Le sessioni con Bloomfield continuano poi in The Live Adventures of Mike Bloomfield and Al Kooper, ma questa Super Session rimarrà una pietra miliare del blues-rock.

Vi piacerà se: siete alla ricerca di un’atmosfera blues decisa con sonorità rock, che sappia intrattenervi e divertirvi senza risultare eccessivamente impegnativa.

Lorenzo Quiroli

StoogesStooges

The Stooges

The Stooges

1969

Elektra

Prezzo: 8,99€

Ogni volta che incontro un sedicente amante del punk che non conosce gli Stooges né tanto meno Iggy Pop, non posso fare a meno di farmi una grassa risata. È con questo omonimo disco del ’69 che inizia l’avventura musicale del gruppo della lucertola Iggy, che influenzerà infinitamente il panorama rock della seconda metà del secolo e non solo.  Solitamente additato come proto-punk o garage rock, è davvero difficile inserire questo disco in un genere musicale. Sebbene i pezzi più famosi come la celeberrima I wanna be your dog e No fun siano caratterizzati da una chitarra distorta dal suono acido accompagnata dal timbro aspro degli “urli” di Iggy, è difficile non notare l’influenza del rock psichedelico dell’epoca: l’inizio di Ann potrebbe ricordare le melodie allucinanti dei Velvet Underground (il cui fondatore, John Cale, produsse il disco), salvo poi esplodere dopo due minuti in un tripudio di riff distorti.

Oltre che come sonorità, comunque, l’album segna in qualche modo l’inizio della cultura punk anche per i temi trattati: i testi sprizzano nichilismo da tutti i pori, disagio esistenziale di giovani privati di qualsivoglia ideale.

Vi piacerà se: amate il rock in tutte le sue forme e volete scoprire chi sia il papà del punk; se apprezzate musica e testi del disilluso ambiente underground.

Giuseppe Tripodi

unnamedOrigin Of Symmetry

Muse

20 Settembre 2005

Warner Bros.

Prezzo 8,99€

Se negli ultimi anni avete acceso almeno una volta la radio vi sarà impossibile ignorare l’esistenza della band Muse che negli ultimi anni ha riscosso un successo planetario da record. Ma come tutte le grandi band, si vi è piaciuto quello che avete sentito ad oggi, sappiate che ascoltare “le origini” è sempre un’ottima idea. L’origine in questo caso è quello della simmetria. Questo album contiene tre dei singoli più incredibili (a parer mio forse i migliori) della band inglese. Parliamo di New Born con il suo carillon iniziale (e finale), dell’epica Bliss e della sempreverde Plug In Baby, inno del rock del ventunesimo secolo. Ma andate oltre, perché Origin Of Symmetry è una scarica di adrenalina continua. Impossibile ignorare quindi Cirizen Erazed, Micro Cuts e Darkshines. La sorpresa finale della cover Feeling Good cantata con un megafono sarà il timbro che certificherà con decisione il modulo del “tempo ben speso per ascoltare musica”.

Vi piacerà se: se vi piace il rock moderno, potente, struggente e straziante. Lo adorerete se vi piacciono i Muse, ma avete sempre pensato che fossero un po’ troppo commerciali.

Emanuele Cisotti

Queen+-+Queen+Rock+Montreal+-+TRIPLE+LP-416134[1]Rock Montreal

Queen

2007

Universal

Prezzo: 13,99€

Inutile raccontarci balle sul fatto che il rock sia ancora vivo, è morto da tanto, troppo tempo ormai, e Sting aveva ragione quando più di 10 anni fa diede questo annuncio. Che il rock oggi sia morto è un dato di fatto, e te ne rendi conto ancora di più quando ti capita fra le mani il concerto a Montreal datato 1981 di uno dei più grandi gruppi rock della storia, i Queen. Sorvoliamo sull’eccellente lavoro di restauro fatto sulle immagini (nella versione in blu-ray) che sembrano girate oggi, e anche sul remissaggio del sonoro originale che suona meglio di un live attuale, parliamo invece del gruppo, delle performance di Freddy, la più bella voce del rock, e di come il gruppo riesca a far percepire distintamente una tale intesa tra i componenti da scordarti per un attimo che non ci sono solo 4 uomini sul palco, ma qualcosa che vibra intorno e sopra di loro, qualcosa che li lega intimamente ad un’unica entità: il rock. Ed eccolo il rock in un album fatto da 28 brani storici della band rigorosamente LIVE, dalla splendida Bohemian Rhapsody dove Freddy ci regala una delle sue migliori interpretazioni ad Another one bites the dust dove Deacon fa lezioni di groove a tutti i bassisti.

Vi piacerà se: amate i Queen ed  il rock suonato per davvero.

Nicola Randone

unnamedMezmerize

System Of A Down

17 maggio 2005

American / Columbia

Prezzo: 7,99€

Il genere “metal” non sempre di facile classificazione, soprattutto perché a volte sembra esistere 1.000 sotto-generi, creati quasi per potergli affibbiare il suffisso “metal”, per l’appunto. Non sto dicendo che sia necessariamente questo il caso dei System Of A Down (o SOAD, come vengono comunemente abbreviati), ma ammetto che qualche volta il pensiero mi ha sfiorato la mente, particolarmente con Mezmerize, ma forse solo perché sono più ascoltati di tanti altri anche da un pubblico più vasto.

L’album, che Google Play etichetta infatti come “alternative metal“, è un connubio di sonorità che probabilmente non disdegneranno anche i non appassionati del genere (metal). Si parte con la timida intro di Soldier side, subito seguita dalla famosissima B.Y.O.B., che probabilmente tutti avrete sentito o “pogato” a qualche festa. I SOAD ogni tanto si lasciano andare a qualcosa di più spinto, anche nei titoli (su tutti This Cocaine Makes Me Feel Like I’m On This Song) ma vi sapranno far sognare e ballare con Radio/Video, un brano quasi surreale nei suoi cambi di ritmo e che vi ritroverete a canticchiare senza saperlo poco dopo averlo fatto vostro. Il finale è holliwoodiano nei titoli e maliconico con le note di Lost In Hollywood, che è una chiusura perfetta, per un album sulla cui copertina non avrebbe sfigurato un otto volante.

Vi piacerà se: non vi chiederete cosa state ascoltando, ma vi lascerete trasportare in un viaggio con fermate ad alta quota e lente progressioni fluviali.

Nicola Ligas