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Il presidente di Square Enix: “Necessaria una riforma urgente dell’assetto economico”, direzione free-to-play?

Lorenzo Delli

I tempi cambiano e gli utenti dediti al gaming, che sia esso su console, PC, o mobile, cambiano di conseguenza; meglio sarebbe dire che nuovi utenti si aggiungono alle fila dei gamer vecchio stampo, utenti che non hanno vissuto in prima persona i tempi in cui un gioco per PC arrivava a costare anche 99 mila lire. Il free-to-play, che ci piaccia o meno, è il metodo di vendita che in futuro (e già ora) dominerà il settore; e se anche una software house del livello di Square Enix è in procinto di rilasciare un gioco, facente parte della sua serie di maggior successo, proprio con questa modalità di vendita, una tale previsione non è certo campata in aria. A confermarci in parte questo cambio di tendenza è anche il neo (da marzo in realtà) presidente della software house nipponica Square Enix,  Yosuke Matsuda, in una recente intervista. Già a marzo, con il cambio di presidenza tra Yoichi WadaMatsuda, era stata espressa l’intenzione di dare una svolta all’economia della società, eccone un estratto:

The business model is at a turning-point… After having succeeded the important role as the president, I plan on reviewing all Square Enix duties, business and assets on a zero-based budgeting standpoint. Due to the radical change of environment, I’d like to fundamentally review what works and what doesn’t work for our company, then cast all of our resources towards extending what makes us successful and thoroughly squeezing out what doesn’t.

Change of environment“: furono usati proprio questi termini da Matsuda per evidenziare il cambio di tendenza del settore videoludico. Sta di fatto che prima la società possedeva due sezioni specifiche per quanto riguarda vendita e sviluppo, ed è proprio questo punto che non soddisfa più l’attuale presidente. Nella recente intervista si legge:

At the very beginning, the game business started out with ‘how can we get people to insert coins’. Afterwards, consoles became popular, and our company grew as game design and billing [methods] were divided. Presently, online games are prosperous, which again, has the theme of ‘how can we charge the people’ as developers and sales have become inseparable. And the devices they can be played on has spread vastly. It’s truly a paradigm shift.

Lo sviluppo e la vendita, secondo Matsuda, sono diventati un’entità inseparabile. E se prima si sviluppava con l’intento di convincere le persone a usare qualche spicciolo in più in sala giochi, l’intento attuale è quello di far spendere l’utente in un altro modo, ovvero tramite gli acquisti in-app. “Online games are prosperous“: un altro punto che dovrebbe convincerci di ciò, visto che la stragrande maggioranza dei titoli online attuali si appoggiano proprio su un modello di vendita free-to-play. Final Fantasy Agito, a nostro avviso, è il primo passo della software house in questa direzione. Un gioco sviluppato proprio intorno alla meccanica degli acquisti in-app, ovvero con il settore economico vicino a quello dello sviluppo.

Matsuda, nell’intervista, sottolinea anche il fatto che una tale riforma dell’azienda, che spinga appunto sul nuovo metodo di vendita, sia oltremodo urgente. Ed il settore mobile (“the devices they can be played on has spread vastly“) è parte integrante di questa riforma: con l’acquisto di Com2US da parte di GAMEVIL si è di fatto creato un avversario a dir poco temibile, e con i prezzi che Square Enix propone su iTunes e su Play Store l’unica strada attuabile per dare battaglia a tale colosso è sfornare titoli come Agito. Vedremo quindi nei prossimi mesi come la software house si muoverà sul mercato: è molto probabile che vedremo a breve giungere sugli store mobile nuovi titoli free-to-play.

Via: MultiplayerFonte: Siliconera