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Sono tutti un po’ “peccatori” in materia di benchmark

Nicola Ligas -

Dopo l’articolo di ieri sui benchmark “truccati” del Galaxy Note 3 si è sollevato un piccolo vespaio, con detrattori e sostenitori dell’analisi di ArsTechnica, che spesso sfociavano in un generico “così fan tutti”. Si è probabilmente sentito tirato in causa AnandTech, che per primo aveva gettato il sasso nello stagno parlando del Galaxy S4 mesi fa, e che ora torna sull’argomento con la seguente ed auto-esplicativa (e dall’ironico titolo) tabella:

I Can’t Believe I Have to Make This Table
Device SoC Cheats In
3DM AnTuTu AndEBench Basemark X Geekbench 3 GFXB 2.7 Vellamo
ASUS Padfone Infinity Qualcomm Snapdragon 800 N Y N N N N Y
HTC One Qualcomm Snapdragon 600 Y Y N N N Y Y
HTC One mini Qualcomm Snapdragon 400 Y Y N N N Y Y
LG G2 Qualcomm Snapdragon 800 N Y N N N N Y
Moto RAZR i Intel Atom Z2460 N N N N N N N
Moto X Qualcomm Snapdragon S4 Pro N N N N N N N
Nexus 4 Qualcomm APQ8064 N N N N N N N
Nexus 7 Qualcomm Snapdragon 600 N N N N N N N
Samsung Galaxy S 4 Qualcomm Snapdragon 600 N Y Y N N N Y
Samsung Galaxy Note 3 Qualcomm Snapdragon 800 Y Y Y Y Y N Y
Samsung Galaxy Tab 3 10.1 Intel Atom Z2560 N Y Y N N N N
Samsung Galaxy Note 10.1 (2014 Edition) Samsung Exynos 5420 Y(1.4) Y(1.4) Y(1.4) Y(1.4) Y(1.4) N Y(1.9)
NVIDIA Shield Tegra 4 N N N N N N N

Come vedete, solo 5 dispositivi sono “innocenti”: Nexus 4 e 7, Moto Z e Razr i, e NVIDIA Shield. Quest’ultima ne farà probabilmente un punto d’onore, mentre per i Nexus la cosa non ci meraviglia affatto, essendo dispositivi di sviluppo piuttosto che dediti al superamento di un muro nei benchmark; plauso anche per i nuovi Motorola, ovviamente.

Chi più (Samsung) chi meno (ASUS ed LG) tutti hanno comunque la coscienza un po’ sporca (peccato solo che non ci sia l’ombra di Sony in tutto l’articolo di AnandTech, vorremmo sapere perché), e se da una parte è normale che un’azienda cerchi di dare il meglio con quei software che “danno i voti” ai suoi dispositivi, dall’altra è anche vero che tutto il meccanismo perde in parte di significato (il che forse è il vero intento dietro tutto questo).

Il discorso sull’affidabilità dei benchmark non è comunque nato certo oggi, ed è ormai ricco di così tanti luoghi comuni che difficilmente la situazione potrà cambiare a breve. Tra qualche tempo tutti si saranno dimenticati di questi report, e continueremo a citare e dibattere sui punteggi di AnTuTu, Vellamo e soci, in una gara a chi ce l’ha più lungo. E ovviamente parliamo del telefono.

NVIDIA