Android 4.4 KitKat: fatti e supposizioni dal log del Nexus 5

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Dopo l’analisi di ieri sulle specifiche tecniche del Nexus 5, basate sul log gentilmente fornitoci da Myce.com, siamo ora giunti alla parte software, ma tenete solo conto di una cosa prima di proseguire: le caratteristiche hardware viste ieri sono praticamente inconfutabili (nulla toglie che il modello finale possa cambiare in alcuni aspetti, ma quello del log in oggetto è per forza di cose fatto a quel modo). Analizzare il lato software non è invece altrettanto lineare: anzitutto non sai cosa cercare di preciso (nessuno conosce le novità di Android 4.4) e muoversi in un file con decine di migliaia di righe di codice non aiuta. Il telefono è inoltre carico di applicazioni aggiuntive di terze parti, il che ha reso il tutto ancor più confusionario. Per la maggior parte faremo quindi deduzioni sulla base di quello che abbiamo trovato: seguite il nostro ragionamento, e sentitevi ovviamente liberi di esprimere consensi e dissensi (argomentati magari) nei commenti.

Inizieremo con un paio di ulteriori considerazioni sull’hardware, per poi spostarci alle app aggiornate e alle possibili novità di Android 4.4 KitKat, la prima versione di Android che potrai spezzare come la nota barretta al cioccolato. Cosa intendo? Leggete, leggete…

Ancora sull’hardware

In molti avete chiesto dell’OIS: ebbene, tutto quello che possiamo dirvi è che ci sono tracce di stabilizzazione ottica nel log del Nexus 5: ciò che non riesce a convincerci del tutto, ed è il motivo per cui ieri non ne abbiamo parlato, è che i riferimenti sono sia sulla fotocamera posteriore che su quella anteriore. Quella sul retro presenta anche una voce relativa alla stabilizzazione del video (“ android.control.availableVideoStabilizationModes“), ma in generale propendiamo più per un supporto software piuttosto che hardware (che potrebbe comunque esserci), tra l’altro già presente.

usb

Ciò che invece ci convince di più, anche se a priori poteva sembrare meno probabile, è il (ritorno del) supporto USB OTG. Sembrano esserci cambiamenti in vista al comparto fotografico (lato software – vedi sotto) ed è piuttosto singolare trovare un riferimento al montaggio di supporti USB esterni nell’app della galleria.

Come visibile nella documentazione di Android, la stringa sopra indica l’utilizzo in lettura/scrittura di memorie esterne, e ci sono parecchi riferimenti del tipo com.android.externalstorage che non ci aspetteremmo di trovare in un Nexus. Il fatto poi che ci sia di mezzo l’app della galleria, lascia intendere che non si tratti di un semplice supporto a periferiche quali mouse o tastiere, ma magari ad apparecchi fotografici, proprio per il download di foto e video.

Altre stringhe, come ad esempio “usbcore: registered new interface driver snd-usb-audio“, si riferirebbero invece al supporto all’audio via USB, rafforzando l’idea che la gestione USB sia più completa rispetto al passato.

Aggiornamenti software

Venendo al software, è necessaria un’ulteriore premessa: il Nexus 5 in questione proviene inequivocabilmente da Google, non solo perché a giro non ne troverete molti altri, ma anche perché monta lo store interno di Google e alternativo al Play Store, chiamato Bazaar. Questo potrebbe portare (difficile dirlo con certezza: non lavoriamo a Google) ad un uso diverso rispetto al Play Store dei nomi dei vari package: in assenza di prove, assumeremo in linea di massima che non sia così, ma è bene tenere presente questo punto, soprattutto in relazione ad alcune speculazioni che faremo in seguito. Inoltre ricorre spesso in particolare la cartella /system/priv-app/, probabilmente collegata al canale privato delle Google Apps di cui evidentemente il dispositivo è provvisto.

Detto questo, ci sono varie app aggiornate rispetto alle versioni attualmente disponibili (a sinistra il numero di versione sul Play Store, a destra quello sul Nexus 5):

  • Google Sound Search: 1.1.8 – 1.1.11
  • Email: 4.1 – 6.0
  • Orologio: 2.0.3 – 3.0.0
  • Currents: 2.1.1 – 2.1.2
  • Cloud Print: 0.6.1b – 0.8.3
  • Google Authenticator: 2.49 – 3.55
  • Play Books: 2.9.21 (varia in base al dispositivo) – 3.0.1
  • Galleria: 1.1.40012 - 1.1.40030
  • Hangouts: 1.2.018 – 1.3.012
  • QuickOffice: 6.1.180 – 6.2.255
  • Play Store: 4.3.11 – 4.4.2
  • Gmail: 4.6 – 4.6.1

Può sembrare un inutile elenco di numeri, anche perché è ovvio che Google stia testando internamente (dogfooding) app più recenti di quelle disponibili al pubblico, ma alcuni numeri sono più notevoli degli altri: l’app Email in particolare sembra pronta ad un bel salto di versione, seguita a ruota dall’Orologio. Google Authenticator fa registrare a sua volta una differenza netta, e se ben ricordate lo screenshot di Gmail con l’icona di KeyLimePie di qualche giorno fa, aveva proprio le icone di Authenticator in evidenza. Anche per Play Books sembrano esserci novità in vista, mentre la galleria è praticamente immutata, in barba a chi ne avrebbe voluto un restyling.

Le altre app fanno registrare solo minor update, almeno giudicando dal numero, ma vale la pena notare che molte altre, che non abbiamo incluso nell’elenco, riportavano la generica versione KeyLimePie, quindi non è possibile fare ulteriori considerazioni in merito.

Novità e speculazioni

Il servizio di Op. app è attivo e funzionante, il che ci lascia pensare ad un suo pronto debutto con Android 4.4. Per chi non lo ricordasse, Op. app (o AppOp in inglese) è il nuovo sistema di gestione dei permessi nascosto in Android 4.3, ma che evidentemente non era ancora pronto per il debutto, che facilmente avverrà con KitKat. Proprio a livello di gestione dei permessi potrebbero esserci delle novità, correlate all’introduzione di questo servizio.

La maggior parte dei pacchetti presenti infatti, non hanno più la dicitura com.android ma com.google.android: sebbene l’aggiunta del prefisso Google non implichi nulla di per sé, sono ridotte all’osso le app che rimangono con la prima dicitura (es. com.android.systemui, com.android.phone, com.android.nfc, com.android.setting, com.android.mms, com.android.chrome).

Con l’esclusione del browser, già presente sul Play Store, rimane solo davvero la base di un sistema operativo mobile; in tutti gli altri pacchetti di sistema è stato aggiunto il prefisso com.google, come se dovessero tutti essere “scorporati” da Android, e arrivare sul Play Store, cosa che abbiamo auspicato più volte (per esempio il calendario prima si chiamava com.android.calendar e una volta pubblicato sullo store è diventato com.google.android.calendar). Questa opinione è rafforzata anche dall’introduzione di nuovi pacchetti, tra i quali ne spiccano senz’altro alcuni:

  • com.google.android.GoogleCamera
  • com.google.android.dialer
  • com.google.android.gel

I primi due sono abbastanza auto esplicativi, e sembrano indicare la separazione dell’app della fotocamera da quella della galleria (adesso sono un tutt’uno: se andate alle informazioni sulla fotocamera vedrete che l’app di riferimento è la galleria) e la separazione del dialer dall’app telefonica (com.android.phone), oppure, più semplicemente e logicamente, un rebrand proprio per la sua pubblicazione sullo store.

E com.google.android.gel, vi starete chiedendo? Questo è ancor più interessante, perché al suo interno troviamo GoogleHome.apk, il che di per sé potrebbe far pensare al launcher di sistema; GoogleHome non ha però permessi particolari, al contrario degli altri launcher che hanno praticamente ogni permesso esistente, quindi potrebbe trattarsi di una sorta di “hub” per i servizi Google. Il tag permissionsFixed impostato a false potrebbe indicare che richiede i permessi solamente quando servono, ed in generale abbiamo trovato molte incongruenze nella gestione dei permessi rispetto a quello che ci saremmo aspettati, il che rafforza l’idea di Op. app, al quale probabilmente si accompagnerà una revisione del sistema di gestione degli stessi, il che lascia comunque le porte delle ipotesi aperte per GoogleHome.

Altri pacchetti degni di nota sono:

  • com.android.terminal: non ha permessi, ma è un’app di sistema, potrebbe essere una semplice interfaccia ad un processo diverso (ha permissionsFixed=false anche lui)
  • com.google.android.tag: tra i suoi permessi troviamo attivazione/disattivazione del sensore NFC, quindi potrebbe essere un’app per l’utilizzo dei tag NFC, sia in lettura che scrittura per i tag. D’altronde sarebbe anche normale che Google introducesse qualcosa di simile visto l’insistenza nell’uso di NFC.

L’idea che ci siamo fatti è insomma che la fantomatica compatibilità di Android 4.4 con dispositivi anche di fascia bassa, consista per lo più nel limitare all’osso le core app del sistema, rendendo disponibili le altre direttamente sul Play Store, tramite il quale saranno quindi facilmente aggiornabili. Unite questo al sempre crescente numero di servizi di Google Play Services, e ciò che resta di Android è in pratica solo la base operativa.

Ci sono anche vari riferimenti ai “theme“, ma non sufficienti da poter pensare, almeno per ora, ad un theme engine, ma vi promettiamo di continuare a scavare. Inoltre pare che anche il famigerato ordinamento delle app, del quale avevamo già parlato a inizio luglio, ma non siamo ancora pienamente convinti su questo punto.

Questo non conclude infatti tutta l’esplorazione delle più di 100.000 righe del file di log, al quale continueremo a dedicarci nei prossimi giorni: ci sono già un paio di incongruenze “serie”, che hanno anche ritardato la pubblicazione di questo articolo, ma che potrebbero anche non portare a niente, quindi per adesso di fermiamo qui, con la promessa di un “dietro le quinte” nei prossimi giorni (no ETA questa volta). Un ringraziamento particolare ai nostri Roberto Orgiu e Lorenzo Quiroli che hanno preso parte alla scrittura di questo articolo.

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