Play My Music

Play My Music: Grateful Dead, Jeff Beck, XXYYXX, Caparezza, Sentenced

Nicola Ligas -

Nuovo appuntamento con Play My Music e con altri 5 album scelti dal nostro staff, per rimpolpare la vostra collezione su Google Play Music. Dal metal nordico al nostrano Caparezza, non si salva nessuno; e non abbiate paura di condividere con noi critiche e riflessioni nei commenti.

aoxomoxoaAoxomoxoa

Grateful Dead

1969

Rhino / Warner Bros.

Prezzo: 6,99€

Aoxomoxoa è il terzo album registrato in studio (ma l’unico dal nome palindromo) dai Grateful Dead, la celebre band rock statunitense, ed è sicuramente unico nel suo genere: infatti è in questo disco che le sonorità del gruppo prende realmente forma attraverso melodie orecchiabili e strutture divenute ortodosse, dipingendo così una delle pietre miliari del rock psichedelico, sfumato con alcune magistrali pennellate di blues (come non citare Dupree’s Diamond Blues?).

L’ultimo album dei Grateful Dead prima della loro svolta folk è imperdibile per gli appassionati del genere, ma è anche un ottimo punto di partenza per chi non ha familiarità con questo genere di musica e vuole provare ad entrare in questo mondo.

Vi piacerà se: siete alla ricerca di un album da ascoltare che non richieda troppo impegno e concentrazione, ma sappia dilettarvi con suoni rock melodiosi: ottimo anche come musica di sottofondo nella propria casa.

Lorenzo Quiroli

Jeff-Beck-Emotion-and-Commotion1[1]Emotion & Commotion

Jeff Beck

19 Marzo 2010

Rhino

Prezzo 8,99€

Ci sono momenti in cui hai bisogno che dietro quello che ascolti ci sia anche un’idea, una storia che tra parole e musica ti avvinca e ti penetri dentro per riscaldare quei percorsi remoti del pensiero dove si annidano le contraddizioni; poi esistono momenti in cui ami godere anche solo dell’intensità con cui suona un musicista, sentire come delle emozioni assolutamente pure riescano a fondersi con le tue per strapparti una lacrima e un sorriso… Jeff Beck è questo, un’anima che parla un linguaggio fatto di suono e di espressività, impossibile non percepirlo quando ti siedi in poltrona e lasci che la musica assorba ogni tuo pensiero.

Jeff Beck è la sua chitarra, uno strumento che altro non è se non l’estensione delle sue corde vocali, un oggetto che in mano sua esplode di energia e sentimento, proprio come l’hammond di John Lord nei brani dei Deep Purple, il basso di Jaco Pastorius nei Weather Report e la voce di Joss Stone in questo disco, perfetto nel contesto che ha voluto Jeff Beck per l’ultimo suo lavoro.

Vi piacerà se: avete bisogno di sgombrare la mente da ogni pensiero negativo per sentire la vostra anima vibrare all’unisono con le corde della sua Fender.

Nicola Randone

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XXYYXX

XXYYXX

27 Marzo 2012

Relief In Abstract

Prezzo 7,49€

XXYYXX, dell’omonimo artista americano (16enne al momento della pubblicazione dell’album), è un piccolo capolavoro del suo genere, che potremmo definire come Chill Wave. “Piccolo” è poi riduttivo, essendo le tracce ben 14, fatte di vocal stretchati, beat lenti e bassi suadenti come mai avete sentito prima. About You vi rapirà, vi disattiverà il cervello e all’ingresso della potente bassline vi farà venire i brividi. Prima però ricordatevi di chiudere le finestre, di accendere delle candele e di sdraiarvi sul tappeto. Farete il bis con l’arrivo di Alone Fields, con più ritmo, ma la stessa profondità del singolo di apertura. Una chicca con i quali bassi vi farà saltare un battito del vostro cuore è Overdone (feat. Anneka), ultima traccia, una delle due cantate dell’album.

Vi piacerà se: volete lasciarvi suadere da una musica profonda, cupa, ma dolce, che vi farà dimenticare anche la vostra data di nascita. Attenzione richiesto buon impianto o un buon paio di cuffie; pena: vanificare il suo effetto.

Emanuele Cisotti

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Habemus Capa

Caparezza

2006

Virgin

Prezzo: 4,99€

Dopo il successo di Verità Supposte ricordato per il singolo più equivocato della storia (Fuori dal tunnel), Caparezza torna sulle scene nel 2006 con il suo terzo disco, Habemus Capa. Partendo dall’idea che una sua ipotetica morte farebbe registrare un record di vendite, il rapper molfettese ci propone una serie di tracce che cercano di ricordare i gironi infernali danteschi.
Si percepisce sin dai primi pezzi una maturità artistica dopo il fatidico secondo album e non mancano le rime geniali e pungenti a cui ci aveva abituati.

Attraverso una serie di canzoni piene di allusioni, tra cui ricordiamo Gli insetti del podere (satira sulla scena politica italiana, raccontata con insetti e coleotteri), Ti giri (denuncia nei confronti della disinformazione proposta dalla TV) e Felici ma trimoni (che ironizza sui matrimoni tra VIP) si arriva alla chiusura con Habemus Capa dove Michele afferma con decisione la sua “rinascita” e il suo credo musicale.

Vi piacerà se: avete apprezzato altro di Caparezza, se amate rime e allusioni decisamente ricercate.

Giuseppe Tripodi

sentencedCrimson

Sentenced

22 febbraio 2000

Century Media

Prezzo: 5,49€

Crimson è il sesto album dei Sentenced, una band finlandese di difficile collocazione: dal death metal degli esordi (sul quale si potrebbe anche un po’ discutere) si sono spostati poi verso un genere più orecchiabile, complice anche il cambio del cantante, da parte di un pubblico non necessariamente appassionato. Definito da molti come gothic metal, il secondo corso dei Sentenced vede il suo culmine in questo album, che al di là dei termini con cui lo vorrete definire, esibisce sonorità più morbide, al confine col rock melodico alle volte, sebbene sempre tenute in riga da una voce che a suo modo fa il verso al growl del death metal (ma non fatevi impressionare, ha solo un po’ di raucedine!).

Il risultato è un album quasi “per tutti”, che scorre liscio come l’olio ma meno appiccicoso, e che conserva legami con le origini dei Sentenced soprattutto nei temi trattati, uno su tutti l’onnipresente morte (ironico, a suo modo, il brano killing me killing you, anche solo per il titolo).

Vi piacerà se: cercate sonorità metal meno estreme dell’apparenza e se non prestate troppo ascolto ai testi delle canzoni (o non vi dispiacciono quelli un po’ deprimenti).

Nicola Ligas