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iMessage arriva su Android con un’app non ufficiale, dalla quale è meglio stare alla larga! (aggiornato)

Nicola Ligas -

L’immagine qui a fianco, se tagliate la barra di stato, sembra proprio presa da un iPhone, e invece proviene da un dispositivo Android.

iMessage è infatti il client di messaggistica ufficiale di Apple, che finora è ovviamente rimasto limitato ai prodotti della mela, da quelli mobili, ai Mac, ma che ora è arrivato su Android, nella forma di un client non ufficiale.

Possiamo quindi fidarci? No.

Se vi bastano le risposte semplici, fermatevi qui e passate pure al prossimo articolo, altrimenti diciamo solo che in generale non è bene fidarsi mai di imitazioni non autorizzate di app famose (BlackBerry docet).

Nello specifico, l’app si collega ai server di iMessage mascherandosi come un Mac mini, il che potrebbe anche andare bene (è pur sempre un client non ufficiale, qualche escamotage dovrà pure usarlo), peccato solo che ogni messaggio scambiato con l’app sia prima processato (e per quanto ne possiamo sapere anche immagazzinato) in un server in Cina.

Sembra inoltre che l’app abbia anche la capacità di scaricare software in background (si dice anche “installare”, ma non è ben chiaro se e come farebbe senza permessi di root o interazione da parte dell’utente).

A tutto questo aggiungete che per collegarsi a iMessage è necessario un ID Apple, che magari qualcuno ha associato anche al pagamento sullo store dell’azienda di Cupertino, e capirete perché in gioco ci sia ben più della riservatezza di qualche messaggino.

Questo articolo non è insomma per fare pubblicità all’app, ma al contrario per dirvi di starle alla larga, pertanto ve ne lasciamo il link al Google Play store solo perché la possiate identificare correttamente. Ed evitarla.

Aggiornamento: un’app del genere aveva il radar sia di Google che di Apple puntato contro, e quindi non ci meraviglia certo che sia stata rimossa. La cosa servirà forse di lezione a chi cerca di irretire gli utenti sfruttando nomi celebri, ma ci crediamo poco.

Via: 9to5Mac