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Oppo N1: dual-boot con CyanogenMod e altre ipotesi

Nicola Ligas

Dopo il teaser di ieri sera che ha legato agli occhi del mondo CyanogenMod ad Oppo, e quindi al prossimo N1, in molti si staranno chiedendo come le due aziende avranno trovato un’intesa e quali opzioni saranno presenti al lancio di N1.

Anzitutto sembra che l’accordo tra le parti sia “a costo zero”, un po’ come quello stipulato da Google e Nestlé: non c’è stato passaggio di denaro, ma solo un rapporto di mutua collaborazione, dal quale ovviamente entrambi sperano di trarre dei benefici.

Il problema del “come” è invece un po’ più complicato, e sostanzialmente ci sono due ipotesi: c’è chi sostiene l’opzione dual-boot, e chi invece pensa che ci saranno due firmware separati da scegliere al momento dell’acquisto (come del resto già avviene per Oppo R819); in questo secondo caso parliamo ovviamente di CyanogenMod e della Color ROM di Oppo, e personalmente tendo a credere di più a questa seconda ipotesi.

C’è però ancora da risolvere la questione delle Google App: Oppo non avrà alcun problema a passare il Compatibility Test Suite per poterle installare, come del resto ha sempre fatto finora, ma il discorso è diverso per CyanogenMod che non è un OEM, ma soprattutto è un firmware con i permessi di root.

In teoria la certificazione potrebbe ottenerla Oppo e poi passare in qualche modo le GApp sulla Cyano, ma non sarebbe salutare per nessuna delle due parti tirare la corda a questo modo con Google. Ecco quindi che in teoria la soluzione più logica sembra quella di rinunciare ai permessi di root (cosa che, se ben ricordate, era uno degli auspici di Steve Kondik per il futuro).

CyanogenMod sarà quindi installata con le Google App ma senza permessi di root; il team di CM (aiutato da Oppo, se vorrà) si occuperà degli aggiornamenti, ma solo le versioni stabili saranno distribuite (niente nightly, monthly, ecc) in modo da rendere possibile (se sarà possibile) l’assistenza in garanzia da parte di Oppo, che logicamente non potrebbe attuarla per un sistema in continuo cambiamento come quello delle nightly.

Nulla toglie che sarà possibile ottenere i permessi di root su N1 e passare ad una build non stabile di CM, ma in questo modo la garanzia decadrà, come del resto accade per ogni altro dispositivo.

Quest’ultima parte è ovviamente ancora tutta da definire, ma a suo modo è anche la più importante: è impensabile che possa esistere uno smartphone prodotto da una grande azienda che esca di fabbrica con i permessi di root abilitati, e il connesso problema della garanzia non è irrilevante. Si tratta di due aspetti che CyanogenMod Inc. dovrà definire bene e in modo cristallino se vorrà assicurarsi la collaborazione di altri OEM in futuro.

Non è altresì chiaro se l’opzione dual-boot/scelta della ROM sarà presente ovunque: Dutta sembrava suggerire solo il mercato USA, ma è probabile che intendesse più che altro “non in Cina”, dove Oppo userà solo la sua ROM ufficiale. Staremo quindi a vedere come avranno sbrogliato la cosa le due aziende, durante la presentazione di N1 il prossimo lunedì: potrebbe essere davvero il punto di partenza di una nuova era per CyanogenMod; basta che non sia falsa, la partenza.

Oppo N1

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