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PhoneBloks propone l’idea di uno smartphone modulare (che dubitiamo sarà accettata)

Nicola Ligas

Se vi piace il LEGO, adorerete PhoneBloks, un prototipo per un nuovo concetto di smartphone che sia più resistente, più facilmente riparabile, e anche facilmente aggiornabile (in senso hardware). Troppo bello per essere vero? Sì, infatti dubitiamo che prenderà piede; ma andiamo con ordine.

PhoneBloks è l’ennesima idea a caccia di notorietà, piuttosto che di mero denaro, e infatti è sbarcato su ThunderClap, una piattaforma dedita proprio a “creare eco” via Twitter e Facebook. E di successo PhoneBloks ne sta già riscuotendo abbastanza: siamo già a oltre 23.000 supporter, a fronte dei 10.000 richiesti (inizialmente erano solo 500, ma sono stati raggiunti in un lampo), e la campagna è appena partita, con ancora 48 giorni di tempo (terminerà il 29 ottobre).

L’idea è quella di creare uno smartphone modulare in tutte le sue componenti (display, CPU, memoria, fotocamera, radio, batteria, ecc.), dividendo ciascuna di esse in un suo “mattoncino”, da collegare poi assieme e ad un’unica scheda madre. Va da sé che in questo modo è possibile riparare o sostituire solo l’eventuale componente danneggiato o che volessimo aggiornare, magari aumentando la memoria interna, o cambiando CPU: insomma, uno smartphone davvero personalizzabile, anche nell’hardware, e senz’altro più facilmente riparabile degli attuali.

PhoneBloks affascina molto ma dubitiamo comunque che, al di là del facile seguito che avrà, saprà davvero cambiare qualcosa nell’industria moderna. Il suo concetto non è tutto rose e fiori: richiede senz’altro complicazioni a livello strutturale che facilmente incidono sul design definitivo del telefono, e in ogni caso i vari produttori dovrebbero cambiare completamente il loro processo produttivo per costruire questi blocchi, piuttosto che uno smartphone intero, e l’industria non cambia così facilmente da un giorno all’altro.

Ciò non toglie che se qualcuno decidesse mai di tentare questa strada, forse potrebbe dare origine a degli imitatori. Nel frattempo nulla ci vieta di sognare un po’, aiutati magari dal video di presentazione del progetto: non trovate anche voi che Android sarebbe il compagno ideale per una simile idea?

Via: Phone Arena
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