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Editoriale: AndroidWorld su iPhone 5S e iPhone 5C

Nicola Ligas -

Apple ha presentato iPhone 5C e 5S nella serata di ieri: due modelli ampiamente annunciati, che a loro modo hanno comunque colto ancora una volta nel segno. Oppure no. Ve lo diremo come ormai “tradizione”, in un editoriale corale, scritto dai vari autori di AndroidWorld a titolo personale, e frutto quindi dell’ottica e delle idee di ciascuno di noi.

Libero da Android, ma pieno di Lumia

Due sono gli iPhone presentati ieri. iPhone 5C non è, come molti pensavano un iPhone economico, quanto invece un sostituto (più economico per Apple) ad iPhone 5, smartphone che non è mai stato economico. Il design colorato strizza l’occhio a chiunque abbia scelto un Nokia Lumia negli ultimi anni, facendo capito che anche Apple ci sa fare con i giovani. La dimostrazione più grande sono le cover “scolapasta” di tanti (altri) colori. Se non si fosse capito, ho apprezzato comunque lo sforzo fatto per svecchiare l’idea di iPhone. Dopotutto Apple deve cercare di colpire mercati sempre nuovi e così lo può fare.

iPhone 5S è invece il nuovo top di gamma (sì adesso anche Apple ha un “top di gamma”) con un processore a 64 bit, il primo su smartphone, che lascia indietro ancora una volta la concorrenza (e anche iPhone 5C). Per Apple è comunque più facile compiere un passo del genere, avendo un controllo molto maggiore sui software installati sui vari dispositivi. Interessante anche il processore dedicato al rilevamento dei movimenti e il nuovo sistema fotografico (anche se alcune “innovazioni” software, al solito non sono realmente novità). Merita una menzione la registrazione a 120fps a 720p, come una GoPro da quasi 400€. Dentro il lettore di impronte (se è utile lo deciderà il tempo) e ancora fuori NFC. Peccato. Qualcuno però gli spieghi che l’iPhone color oro è un insulto al buon gusto.

Emanuele Cisotti

Anche quest'anno non lo potrò comprare!

Ieri abbiamo assistito alle due facce di Apple: da una parte l’azienda di Cupertino riesce comunque ad essere prima in certe aree (vedi processore a 64 bit, e ringraziate che non sono arrivati iWatch o iGlass, perché allora sì che la cosa si sarebbe fatta seria e umiliante, per la concorrenza); dall’altra è inutile illudersi che (per adesso) possa esistere un iPhone economico, almeno per il cliente. iPhone 5C è infatti realizzato in plastica (però di quella buona eh!), e ricorda certi Lumia (infatti Nokia ha detto grazie a modo suo), ma costerà poco solo ad Apple.

Per il cliente questo “iPhone economico” già c’era: era il modello dell’anno prima, che all’avvento del successore veniva inevitabilmente ridotto di prezzo a 99$ (sotto contratto) nella versione base, la stessa cifra a cui viene proposto ora iPhone 5C. Guarda caso infatti, Apple ha annunciato che il “vecchio” iPhone 5 non sarà più prodotto, mentre curiosamente rimarrà iPhone 4s, venduto a costo zero (ma con due anni di contratto); ovviamente sono tutti prezzi per il mercato USA. E in Italia? Qui da noi (o nei paesi vicini) si parla già di cifre importanti, prossime ai 600€, che nella mia concezione stonano col concetto di “economico”.

Non è facile polemica la mia, è che volevo davvero comprarmi un iPhone (con la scusa di regalarlo alla mia ragazza!), ma a questo punto avrebbe quasi più senso cercare di accaparrarsi il 5, approfittando di qualche offerta. Ma anche questa parola stona, se pronunciata assieme ad Apple.

Nicola Ligas

Nuovo processore… e poi?

Difficilmente rimango senza parole, ma questo è uno di quei casi. Un nuovo iPhone che come unica novità ha un processore da 64 bit è un qualcosa che non mi ero davvero aspettato. Ancora una volta, speravo che Apple trovasse l’idea geniale ma, esattamente come successe con iOS7, non avrei dovuto aspettarmi nulla, l’innovatore non c’è e chissà chi salverà Apple dal baratro, la prossima volta. Perché ci sarà una prossima volta.

Più del nuovo SoC, molto più della sterile ed inutile stoccata di Tim Cook ad Android e ancora di più delle allusioni di Nokia/Microsoft, secondo me pesano le mancanze, soprattutto dell’NFC, del LED di notifica, o meglio ancora di qualcosa che non sia storia vecchia, come lo scanner per le impronte digitali (che Motorola montò sull’Atrix nel 2011).

Cosa c’è di davvero nuovo e intrigante nel nuovo iPhone? A mio avviso, poco; e sono sempre più convinto che non siano più Apple e Microsoft gli avversari, ma che la guerra per il mobile sia intestina al sistema del robottino. E questo è lo scenario peggiore che si potesse immaginare.

Roberto Orgiu

C come Carnevale, S come Stile

Nuovo iPhone, anzi, nuovi. Nuovi perché questa volta sono due (ma non al prezzo di uno). Apple non stupisce e sale sul palco con quelle novità che tutti conoscevano grazie alle varie immagini trapelate per la rete, ma questo non è servito a smorzare attese, entusiasmi e facili ironie, perché, diciamocelo, l’iPhone 5C un po’ si presta. Non porta niente di nuovo rispetto al suo predecessore ma in compenso si presenta in più colori e con cover di dubbio gusto. Rimane ottima la qualità costruttiva (ma poi non lamentatevi del policarbonato degli altri) e altrettanto buona l’esperienza a cui gli utenti Apple sono abituati, solo che cambia la strategia di base. Un iPhone sul mercato non basta più: serve qualcosa adatto all’ormai diversificato pubblicato, servono i colori in stile Lumia, serve dare agli utenti una novità non riuscendo forse più a stupire con un unico dispositivo.

E poi c’è l’iPhone 5S e, lasciatemelo dire, non sorprende ma porta sempre quelle novità che rendono il mercato competitivo. Niente fotocamera a 4K (tanto non c’è spazio), ma slow motion, 120 FPS e iMovie gratis per trasformarvi in novelli Spielberg; aggiungiamoci poi il lettore d’impronte pro-NSA che sa un po’ di sfizio ma colpisce comunque. Qualche dubbio rimane sul processore A7: 64 bit che mi chiedo se verranno sfruttati e una potenza che sembra fare a pugni con la durata della batteria che è stata dichiarata e con quelle OpenGL 3.0 che sembrano voler portare l’utente sulla retta via, quella del gaming.

Erika Gherardi

Cosa penso del Keynote Apple? Ci sto ancora ragionando, ma Elvis Costello non mi dispiace

Apple mi ha promesso mille euro (spero non fruibili solo in app) per un articolo favorevole, dunque eccomi qua.

iPhone 5C: un sacco di colori, l’iPhone 5 rivisitato e migliorato, nuove custodie originali e costa pure meno del 5 “classico”.
iPhone 5S: il top del top, il primo processore per smartphone a 64 bit, potenza di calcolo e di grafica mostruosa, riconoscimento dell’impronta, nuova fotocamera con f 2.2, video in HD a 720p…serve altro?

Però mentre stavo scrivendo ho ricevuto una proposta analoga da Google (per parlarne male) potevo rifiutarmi?

iPhone 5C: copiate le colorazioni dei Nokia Lumia, in pratica il 5 è già vecchio, le custodie sembrano gli zoccoli della Crocs, è di plastica, e meno male che doveva essere uno smartphone economico.
iPhone 5S: bello il processore a 64 bit, vedremo quando usciranno le applicazioni compatibili, e fino a quando non sarà sfruttato sarà inutile. Riconoscimento biometrico: voglio vederti d’inverno senza guanti o con le mani unte dopo pranzo. Fotocamera incredibile, luminosità che Nokia aveva anni fa, e poi il video: ma il full HD è così proibitivo per Apple? Perché Cupertino odia così tanto l’NFC?

Il mio pensiero “non pagato”? Se è vero che la verità sta nel mezzo fate la media delle due visioni precedenti. Che poi quello che potranno fare questi iPhone dipende da iOS7, quindi vedremo. Comunque la colorazione oro è pacchiana!

Andrea Bordin

Nuovo anno, stesso problema

Sapevo già che i due nuovi iPhone presentati ieri sera da Apple non avrebbero destato particolarmente il mio interesse; non fraintendetemi, non è che non mi piacciano gli smartphone dell’azienda di Cupertino, anzi, non è per nulla facile trovare nel panorama Android un dispositivo da 4 pollici con una qualità costruttiva simile a quella dell’iPhone.

Detto ciò, la ragione per la quale al momento non acquisterei mai un telefonino con la mela sul retro è il software: iOS 7 ha rinnovato l’aspetto del sistema operativo ma rimangono enormi lacune che Apple sembra proprio non voler colmare, come la personalizzazione nulla, la tastiera che non è possibile cambiare e l’assenza della possibilità di condividere contenuti tra un’applicazione e l’altra; questi sono solo le tre principali motivazioni, ma potrei citarne altre. Se per molti queste ragioni sono quasi ininfluenti, per me sono più importanti e innovative di qualsiasi lettore di impronte digitali. Ci vediamo l’anno prossimo Apple, con la speranza che tu sappia produrre un OS capace di conquistarmi.

Lorenzo Quiroli

Niente è cambiato. Di nuovo.

Sì, il titolo inserito è un palese sfottò. Sì, sono rimasto molto deluso da questo Keynote, e non è la prima volta.

L’iPhone 5C è una grande presa in giro o, se preferite, una geniale operazione di marketing: si è parlato per mesi di un fantomatico iPhone economico e invece Apple ha fatto quello che fa da anni: vendere il vecchio modello a prezzo leggermente ridotto. In più ci ha aggiunto una C nel nome, un design che ricorda tanto la serie Lumia (e questo è un bene, considerando l’iPhone 5S oro!) e delle cover bucherellate. Un iPhone 5 con costi di produzione infinitamente più bassi (plastica vs alluminio?) e ci vogliono 599€ (forse 629€ per l’Italia) per portarselo a casa? Mica male.

Ma passiamo al top di gamma, talmente top che potrete sfociarlo anche in una nuova, pacchiana colorazione oro che cozza in maniera inverosimile con il nuovo stile colorato e flat di iOS7. Ma questo a Ive non lo diciamo.
L’introduzione del processore a 64 bit è una bella novità, unica vera nota positiva di questo Keynote.

A parte questo, non può non piacere la nuova fotocamera, compensata però da un’applicazione rinnovata ma decisamente meno godibile.
Il lettore di impronte è invece un’innovazione davvero carina: niente per cui gridare al miracolo, ma devo dire che l’idea di poter abilitare i pagamenti sullo Store con la mia sola impronta mi alletta.
L’indice di gradimento di questo Keynote, comunque, si può riassumere in -11, ossia i punti in borsa che Apple sta perdendo in questo momento.

Giuseppe Tripodi

La C sta per Color, non per Cheap!

Il lancio di un iPhone low-cost avrebbe stravolto il mercato della telefonia. E non è un’affermazione fatta a caso. Pensate ad uno smartphone a marchio Apple venduto a 300/400€. E adesso invece pensate all’iPhone 5C. Ad un anno di distanza dall’iPhone 5, presentare un dispositivo con lo stesso hardware, ma con una scocca in policarbonato (che altro non è che plastica, Samsung e colleghi insegnano) colorata da abbinare a delle cover in stile Crocs che lasciano intravedere la scritta “non“, ad un prezzo che parte dai 599€ (almeno così è trapelato da una fonte francese) non è una mossa vincente. Ben 599€ a fronte di un Nexus 4 venduto dalla concorrenza a circa 200 dollari. Il processore a 64 bit dell’iPhone 5S? Bello sulla carta, ma come influirà sulla batteria e sul surriscaldamento della scocca? Touch ID? Ci aveva già pensato Motorola. E anche quest’anno niente NFC!

Esattamente come l’anno scorso mi reputo deluso: poche innovazioni da parte di Apple significa meno concorrenza, e quando manca la concorrenza manca la spinta creativa che porta i produttori ad innovare. Ma d’altronde questa tendenza si era già intravista con la presentazione di iOS 7. Dispiace sparare a zero sulla concorrenza, ma dopo una presentazione del genere non si può fare molto altro. Vediamo cosa ci riserverà il Nexus 5: probabilmente nessuna grande innovazione, ma se non altro il prezzo sarà come al solito il suo grande punto di forza.

Lorenzo Delli

Un compitino ben svolto che non lascerà il segno

Si possono fare i compiti correttamente, anche senza strafare e senza entusiasmare la propria maestra. Questo è quello che Apple – per mezzo di un un Tim Cook ectoplasmico come sempre – ci ha mostrato ieri.

Una (ottima) concessione alla tecnica nel processore a 64bit, gioiello di tecnologia (il cui utilizzo reale è tuttavia da comprendere) ed un gadget-lettore di impronte digitali. Buono per stupire gli amici, a patto che non ne sappiano troppo, altrimenti vi ricorderanno il Motorola Atrix del 2011. Il resto sono le solite modifiche incrementali (esclusivamente estetiche) ad un prodotto che segna il passo e che quindi deve essere diversificato. Oro o Champagne? Tamarro o elegante? Non voglio pronunciarmi sull’estetica delle cover colorate – ispirate ai Lumia – o di quelle traforate all’uncinetto.

Sull’estetica ognuno vede e provvede in proprio. Semplicemente vedo mancare (continuano a mancare) appeal, design e la vision di Apple. Apple è in declino estetico. E questo è il suo vero e più grande problema. Jobs ha sempre venduto estetica e design prima che tecnologia. 

A Cupertino quando fanno i compiti, non ci arrivano o non si applicano?

Francesco Fumelli

iPhone 5S e 5C, è marketing

Qualcuno potrebbe dire che non è più la Apple di una volta perché fino alla presentazione nessuno sapeva per certo cosa sarebbe stato presentato. Negli ultimi anni, e specialmente nella presentazione di ieri, l’effetto sorpresa è sparito, da mesi si sapeva già che sarebbero stati presentati due nuovi iPhone, si conoscevano i materiali, si sapeva già del tasto home con il lettore di impronte digitali e si sapevano addirittura i colori, l’unica cosa che non si conosceva era il prezzo ma si era praticamente certi che iPhone 5c sarebbe stato il primo iPhone economico. Ma è stato veramente così? iPhone 5c non è economico ma venderà moltissimo lo stesso? Fino allo scorso anno avrei scommesso di sì ma ora qualcosa mi frena, il marketing di Apple ha perso colpi. iPhone 5S è diventato l’iPhone per “chi se lo può permettere“, l’iPhone in oro! iPhone 5C non saprei collocarlo, è inutile negarlo, ci si aspettava almeno 100€ di meno.

Una nota di merito va al lettore di impronte digitali, finalmente Apple ha fatto qualcosa di innovativo. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che già Motorola Atrix ci era arrivato prima ma onestamente, l’idea della Apple è più intuitiva, più funzionale e meglio sviluppata.

Agostino Caruso

La difficoltà della scelta

L’annuncio e il rispettivo rilascio di un nuovo modello di Iphone sono, per molti, eventi intrisi di magia. Il prodotto di Apple viene mostrato ad ogni presentazione con fierezza, e nella serata di ieri i miei occhi curiosi si sono soffermati sull’annuncio del iPhone 5C, il modello “economico” dello smartphone di casa Apple.

L’Iphone è stato da sempre visto come prodotto di assoluta qualità, non c’era nemmeno bisogno di dire cosa poteva fare e cosa no, alla gente non interessa. 
Perché ho detto “c’era”: perché ora c’è anche Iphone 5C.

<Ma Giorgio, c’è anche l’Iphone 5S, che è la perfezione!>

Certo, la perfezione c’è (o presunta tale) ma è affiancata da un altro modello, più scarso e meno potente.

<E allora, qual è il problema? Apple ha pensato ai suoi clienti!>

Ed è questo il problema.
Apple è la casa che non ha bisogno di fare cartelli descrittivi per vendere i suoi prodotti. Se tu acquisti un prodotto della mela, sai di aver comprato “la perfezione”. Fare un altro modello significherebbe porre l’acquirente davanti ad una scelta, e farlo riflettere: è davvero una decisione saggia? In fondo capisco le esigenze di mercato e quindi alla fine mi do la risposta da solo, ma vedo questa mossa come qualcosa di pericoloso, o forse mi sbaglio?

Concludo questo mio pensiero dandovi questa notizia: Tim Cook ha annunciato che questi nuovi melafonini saranno senza Android.
Un vero peccato. O-oh, ma, aspetta un attimo: cos’è quella cosa a schermo? iOS 7? Eppure l’ho già visto da qualche parte…

Giorgio Palmieri

Apple