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ARM promette processori a 64 bit nel 2014

Nicola Ligas

Apple ha il suo processore a 64 bit, ancora una volta la casa di Cupertino è arrivata prima della concorrenza, ma non siamo qui per parlare di questo, ma per rispondere alla domanda che magari molti si saranno posti dopo l’annuncio di ieri: quando saranno disponibili processori a 64 bit da parte di ARM? (sulla cui architettura è basata quasi totalità degli Android in commercio)

La risposta era in effetti già nota da quasi un anno, ma forse è il caso di darle un po’ una rinfrescata: parliamo dei chip Cortex-A53 e A57, i primi ARM col supporto a istruzioni da 64 bit, qualcosa alla quale siamo ormai abituati da tempo in ambito PC.

Secondo Noel Hurley, Vice Presidente per il marketing e la strategia di ARM, questo permetterà ad esempio ai nostri dispositivi di passare da semplici strumenti per fruire dei contenuti, a strumenti per crearli, qualcosa che auspichiamo ormai da tempo e che però è un concetto che non può passare solo dall’hardware.

James Bruce, lead mobile strategist di ARM, rincara la dose:

Su smartphone e tablet stanno avvenendo un paio di cose interessanti. Se guardate ad esempio il Samsung Galaxy Note 3 vi troverete ben 3 GB di memoria. E il prossimo anno o entro un paio, arriverà un momento in cui appariranno 4 GB  su smartphone e tablet.

La cosa importante è che i responsabili dei principali sistemi operativi vogliono uno OS che funzioni attraverso dispositivi diversi, da smartphone e tablet e anche oltre.

Limitando questa visione ad Android, Bruce sembra insomma immaginare un futuro in cui il robottino valicherà i confini di telefoni e tavolette (che già adesso gli stanno stretti) per diventare una sorta di OS ubiquo, compatibile sia col modello fisso, che con quello mobile; anche il più estremo, ovvero la wearable tech (che forse arriverà anche prima).

E tanto per rendere ancora più dolce la pillola, ARM promette anche una maggiore autonomia; ma quella in fondo viene spesso sbandierata, ma mai davvero conquistata. Se già insomma gli attuali Snapdragon 800 e Co. vi sembrano abbastanza potenti, il futuro la pensa come sempre diversamente.

Via: CNet
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