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Editoriale: Microsoft prova ancora a fare la Apple, peccato gli manchi Steve Jobs

Nicola Ligas -

È impossibile oggi cercare di concentrarsi, senza incappare nella bagarre suscitata dall’acquisto di (buona parte di) Nokia da parte di Microsoft, così ho deciso di prendermi mezz’ora di pausa per pensarci un po’ su, e condividere anche con voi lettori e utenti del robottino alcune riflessioni sul mondo mobile che ci circonda.

Tutto iniziò con Stephen Elop…

È impossibile non guardare alle vicende in casa Nokia, senza vederci nemmeno un briciolo di malizia da parte della casa di Redmond, e sebbene in molti ricolleghino il rapporto tra le due aziende al febbraio 2011, quando Microsoft si accordò con Nokia per la produzione di smartphone Windows Phone, in realtà c’è un importante precedente: la nomina di Stephen Elop a CEO di Nokia, nel settembre 2010.

Il sodalizio tra le due aziende continua senza troppo sconvolgere il mercato, ma realizzando comunque buoni modelli, che mostrano come ancora Nokia, in quanto a qualità costruttiva, non sia seconda a nessuno. Il Lumia 1020 è solo la punta di un iceberg costellato di smartphone in costante crescendo, spesso citati per loro ottime ottiche, ma anche per i display luminosi e (in alcuni modelli) capaci di essere utilizzati con guanti o altri indumenti, quando ancora su Android non se ne vedevano. Nonostante questo Nokia, e Windows Phone, non decollano più di tanto e i proventi della casa finlandese non arrivano certo per lo più dal segmento smartphone.

Nel frattempo anche Microsoft ci mette del suo e nel tentativo di “fare la Apple”, rilascia una fallimentare versione sia di Windows che del suo tablet Surface (la RT), e non riesce a trovare la quadratura del cerchio tra ambiente Desktop e mobile, con due sistemi operativi che si somigliano ma non si integrano più di quanto già non facciano OS X e iOS, e con Windows 8 che (paradossalmente) vuole ammiccare al mondo touch (e quindi mobile) ma si ritrova per lo più impiegato in ambiente fisso o comunque touchless. Epilogo di questa parte della storia: le recenti dimissioni del CEO Ballmer.

Avanziamo fino al settembre 2013 (oggi), e Microsoft annuncia l’acquisizione della sezione device di Nokia per 5,44 miliardi di Euro, un miliardo in meno di quanto l’azienda di Redmond avesse pagato Skype a suo tempo. Un affare. Un vero affare. Non c’è altro modo di definirlo.

Manca una postilla, che poi è la stessa con cui è iniziato il racconto: Stephen Elop. L’accordo prevede il suo rientro in Microsoft (era un ex dirigente, per chi non lo sapesse), e già si vocifera che sia in lizza per sostituire il dimissionario Ballmer. E da qui appunto potremmo andare avanti con maliziose teorie complottistiche, su come Elop abbia lentamente affossato Nokia, per poi farla comprare alla “sua” Microsoft a prezzo di favore, ma sinceramente è un argomento che non mi appassiona.

Ciò che mi incuriosisce, come sempre, è il futuro. Microsoft può adesso “fare davvero la Apple”, ma l’ovvia domanda è se ci riuscirà. Ballmer non ne è stato capace, e personalmente sono assai scettico anche su Elop. I mezzi (che non le mancano) non bastano, se non hai una visione chiara di dove sei e di dove vorrai essere, e finora non mi pare che né Microsoft né Nokia l’abbiamo avuta. Era Nokia a frenare l’ascesa di Windows Phone? Sinceramente non credo, la qualità dell’azienda finlandese, dal mio punto di vista, è rimasta invariata nel corso degli anni, ma adesso non ci sono più scuse: Microsoft e Nokia sono una cosa sola, e come tali avranno o meno successo.

Il trucco per essere come Apple? Imitare Android

Cosa significhi questo per gli altri produttori di modelli Windows Phone è presto per dirlo, ma volendo Microsoft adesso potrebbe benissimo farne davvero a meno, anche se personalmente sarebbe un errore, almeno a mio modesto parere. Microsoft (e Nokia) non sono Apple (sì, insisto ancora sul parallelo) e l’unico modo per esserlo non è imitando Apple, ma Android: diversificandosi, offrendo un’ampia gamma di prodotti dall’entry-level al top di gamma ed espandendo rapidamente il proprio ecosistema sia di app che di prodotti (e non parlo solo di smartphone e tablet, ma anche di accessori, console, ecc.). È in fondo la strada già intrapresa, solo che finora non è stata intrapresa bene, da nessuna delle due aziende. Perché dovrebbero riuscirci ora che si sono unite è un nodo che non starà a me sciogliere, ma di certo scalzare il predominio di Android e la solidità di Apple non sarà facile, anche con una buona strategia. Figuriamoci senza!

Per ulteriori approfondimenti, potete leggere anche l’editoriale del nostro Francesco Fumelli su WindowsPhoneWorld.

P.S. addio ad ogni sogno di un Nokia con Android.