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Crazy Taxi: corse pazze per le strade di San Francisco [Recensione]

Giorgio Palmieri

crazy taxy iconaIl mondo sta cambiando, le persone cambiano, le abitudini e le amicizie possono cambiare, anche il dispositivo che abbiamo tra le mani, prima o poi, lo sostituiremo con uno più performante. Eppure ci sono cose che non cambieranno mai, perché è nella nostra indole fare quella determinata cosa: può cambiare la prospettiva, il modo in cui la facciamo, ma niente e nessuno potrà privarci di fare ciò. Contestualizziamo questo concetto all’interno del mondo videoludico. Nella seconda metà degli anni Novanta, il boom delle sale giochi e dei cabinati arcade portò il mondo dei videogiochi ad un livello superiore e rivoluzionò anche il gamer stesso.  Ora poteva mostrare la sua abilità nei videogiochi alla gente: egli si posizionava vicino al cabinato dove piccoli ragazzotti si domandavano come superare il primo boss di quel gioco così difficile e, quando cominciava il suo turno, mostrava le sue doti, e le persone lì vicine rimanevano sbalordite da cotanta prodezza. Impostare la difficoltà massima al cabinato per incrementare la vendita dei gettoni era palesemente una strategia commerciale, ma anche un non-voluto accenno a quella che poi sarebbe diventata una vera e propria community di videogiocatori. Infatti, questa mania di mostrare a tutti le proprie capacità, si è evoluta grazie all’introduzione degli achievement e dell’implementazione dei social network all’intero dei giochi. C’è chi è contro questa eccessiva impronta sociale data ai videogiochi, e chi invece la sfrutta ogni giorno (anche fin troppo, quanti di voi rifiutano richieste di giochi su Facebook?). E allora, come accaparrarsi quella fetta di giocatori un po’ più anziani? Facendo leva sulla loro vena nostalgica ovviamente, proponendo classici da sala giochi sui dispositivi Android. È tempo di fare un tuffo nel passato: allacciatevi le cinture, è tempo di recensire Crazy Taxi di SEGA.

Prima di iniziare, una premessa: non ci saranno i voti tipici delle nostre recensioni. Crazy Taxi è semplicemente un porting dell’originale episodio uscito su Dreamcast, quindi analizzeremo il gioco all’interno dell’ambiente mobile gaming: fattori quali controlli virtuali, portabilità e, complessivamente, vedremo insieme se merita la vostra attenzione.

Giocabilità

Crazy Taxi si fa beffa del realismo e propone al giocatore un’esperienza improntata sul divertimento e sull’esagerazione. Dopo aver scelto uno dei quattro tassisti disponibili, Axel, Gena, Gus o B.D. Joe , il gioco ci porta tra le strade di San Francisco, e l’obiettivo è quello di raccattare persone in cerca di un passaggio. Questi sono accompagnati da un cerchio e un simbolo del dollaro che cambieranno colore in base alle loro ricchezze, dal rosso (meno soldi e percorsi più brevi) al verde (più ricompense ma percorsi più longevi).

Il sistema di controllo è incredibilmente funzionale

Basta posizionarsi all’interno del cerchio per far salire a bordo il pedone, dopodiché bisognerà sfrecciare a destinazione guidando come dei pazzi per ottenere tempo extra e più punti. Infatti, il concept che sta alla base di Crazy Taxi è quello di fare casino: più caos si genera mentre si guida, più il cliente si diverte e più punti si portano a casa; mentre, se la guida risulta tranquilla, rispettando le regole della strada e non combinando caos, il cliente si divertirà di meno e ci ricompenserà con meno soldi. Dopo che è stata completata una corsa, basta posizionarsi in un altro cerchio per far partire un’altra gara rocambolesca, fino allo scadere del tempo. Il sistema di controllo è incredibilmente funzionale: ci siamo subito dimenticati dei pulsanti fisici poiché gli sviluppatori hanno implementato sia il virtual pad, che i controlli via accelerometro, entrambi ben realizzati (anche se riteniamo quelli via virtual pad i più azzeccati). Inoltre, il gioco è completamente compatibile con Sony Xperia Play o con il controller MOGA. Questi elementi positivi vanno ad aggiungersi alla fantastica portabilità di Crazy Taxi su smartphone: data la possibilità di impostare la durata della partita, il gioco si presta bene al mobile gaming e alla generica partita veloce.

Contenuti

Basta seguire la freccia in alto per giungere a destinazione.

Parliamo dell’offerta ludica di Crazy Taxi: questa nuova versione su Android non introduce nulla di nuovo tranne che l’implementazione di Facebook per la condivisione dei punteggi, ma sono state implementate tutte le feature e modalità dell’originale su Dreamcast: modalità arcade, modalità originale con possibilità di impostare il tempo di lavoro per tre, cinque o dieci munuti, quattro personaggi e 16 minigiochi diversi. Sarebbero stati decisamente graditi nuovi ed esclusivi contenuti per questa versione, magari dei nuovi personaggi o delle nuove modalità magari prese direttamente dai sequel della saga, ma la SEGA ha deciso di non azzardare e di proporre al pubblico un semplice porting.

Comparto Audiovisivo

Non avete mai giocato a Crazy Taxi? Nessun problema, uno schema riassuntivo vi informerà su tutto ciò che c'è da sapere sul gioco.

La grafica di questa nuova versione di Crazy Taxis per Android non ha subito alcun restyling. Le texture sono in bassa risoluzione, gli effetti pop-up sono un po’ fastidiosi ma, nel complesso, i colori vivaci, uniti al frame-rate stabile e all’atmosfera scanzonata del gioco vi intratterranno anche dal punto di vista visivo. Anche il sonoro è rimasto lo stesso del 2000, con le musiche originali degli Offspring e dei Bad Religion, condite con gli assurdi suoni del gioco che sarà meglio disattivare quando vi troverete in uno spazio pubblico.

Prezzo

Rampe e guide spericolate vi ricompenseranno con monete extra.

Crazy Taxi è disponibile sul Play Store al costo di 4,71€, senza acquisti in-app. Un prezzo tutto sommato onesto data la qualità del porting, ma per molti non andrà giù il fatto dell’assenza di contenuti aggiuntivi ed esclusivi per questa versione.

Giudizio Finale

Il sistema di controllo funzionale e la buona portabilità fanno di Crazy Taxi un ottimo porting che i fan della saga non dovrebbero lasciarsi scappare. Per chi non conoscesse la saga, invece, consigliamo di ponderare l’acquisto per una serie di motivi, quali difficoltà elevata e sapore retro che potrebbero spaventare il gamer più casual. Se volete fare un passo indietro, un piccolo viaggio nel tempo per riscoprire uno squarcio del passato videoludico, il prezzo del biglietto è pienamente giustificato.

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