5 app streaming musica

Speciale 5 app per… lo streaming musicale

Erika Gherardi

In principio era Spotify. Era Spotify perché era famoso, era finalmente arrivato in Italia, proponeva un assortimento enorme e ci regalava 30 giorni di abbonamento Premium, per poi farci scoprire quanto era brutto non poter usare l’applicazione e doversi subire ogni tanto la seppur non invasiva pubblicità. Spotify è stata la miccia che ha acceso la fiamma dello streaming musicale nel nostro Bel Paese. Da quel momento in poi siamo diventati tutti un po’ più amanti di questo nuovo modo di fruire la musica, nonostante l’enorme limite che i nostri abbonamenti mobile spesso ci impongono. Oggi vediamo in modo estensivo 5 tra le migliori app per lo streaming musicale.

Play Music All Access

Partiamo dal servizio offerto da Google. Tra quelli di questa lista è il più recente visto che sono passate poche settimane dal suo esordio in Italia, ma a fronte di un servizio di streaming appena nato ne troviamo uno di archiviazione che ha già qualche mese alle spalle. In sostanza, mentre la possibilità di ascoltare nuova musica sfruttando l’immenso database che trovate anche sullo Store è nuova, quella di sentire i propri brani salvati nella cloud è ormai datata e abbondantemente sfruttata. Il vantaggio più evidente è la possibilità di ascoltare qualunque cosa, in qualunque momento, su un dispositivo che nativamente (almeno nella maggior parte dei casi) ha già installata l’app Play Music; a voi non resta che fare l’abbonamento mensile di 8 Euro per usufruire di tutte queste potenzialità, posto che la vostra raccolta potrebbe già bastarvi e che quindi lo streaming potrebbe essere solo quello gratuito delle canzoni già caricate. Il difetto più grande rimane l’upload. Un parto con le nostre attuali connessioni. Se la vostra libreria conta più di 1.000 canzoni dovrete mettere in conto qualche giorno per il caricamento, durante i quali la vostra connessione andrà anche peggio del solito (al netto del funzionamento di Scan & Match).

Pro: app già preinstallata, prezzo onesto considerando che con 8 euro ci comprereste 8 canzoni, upload e streaming gratuito dei vostri brani, enorme database e acquisto immediato

Contro: l’upload della vostra musica richiederà giorni (senza Scan & Match)

play music

Get it on Google Play

Spotify

Quando ha debuttato in Italia, il servizio era già così atteso e famoso che la reazione primaria di chiunque sia un minimo appassionato di musica è stata “Corro a scaricarlo!”. Tutti abbiamo usufruito della versione Premium per 30 giorni, tutti abbiamo provato la splendida applicazione approfittandone per salvare le playlist in modo da renderle disponibili offline. La qualità dello streaming e la quantità di musica disponibile non è diversa da quella presente su Play Music All Access, ma a fare realmente la differenza c’è il lato sociale, completamente assente sull’app di Google. Mentre infatti quest’ultima permette di condividere unicamente su Google+, Spotify permette di farlo su altri social Network, Facebook in primis. Eppure non è solo questo a rendere social il software. Il vero punto forte sono le playlist, quelle che potete seguire e condividere con gli amici, lavorando insieme ad una stessa lista di canzoni per crearne una adatta ad entrambi. Un ottimo modo per scoprire nuova musica se avete amici particolarmente appassionati e con gusti simili ai vostri. Il costo di tutto questo? 9,99 Euro al mese.

Pro: app intuitiva, enorme database, playlist condivise, sharing su diversi social, download delle playlist per l’ascolto offline

Contro: l’app diventa inutile senza l’abbonamento Premium

spotify

Get it on Google Play

Deezer

Lo scontro nel campo dello streaming musicale però non è solo un’esclusiva di Spotify e di Play Music, perché dopo un esordio un po’ più in sordina su Facebook anche Deezer è riuscito a conquistare una buona fetta di utenti, tanto da contare oltre 10 milioni di download dell’app solo su Android. Non fatevi ingannare, non ci sono così tanti download per puro caso o perché l’app, a differenza delle altre, è gratuita, ma perché come Spotify il servizio francese ha deciso di offrire 15 giorni di prova della versione Premium+. Una volta scaduto il periodo gratuito dovrete investire i soliti 9,99 Euro per continuare ad usufruire delle funzionalità offerte su mobile, che sostanzialmente sono identiche a quelle di base offerte della concorrenza (ascolto offline, radio personalizzate, suggerimenti basati sui vostri gusti), tolte ovviamente le playlist condivise di Spotify.

Pro: app molto intuitiva, musica offline, estremamente legata a Facebook se usate molto il social network

Contro: non offre niente più di quello che propone la concorrenza

deezer

Get it on Google Play

Cubomusica

E il made in Italy? C’è spazio anche per quello nel campo dello streaming musicale. Il servizio è quello offerto da TIM e Telecom Italia, ossia Cubomusica. Forse “offerto” non rende bene l’idea del funzionamento. Chiunque può scaricare il software dal Play Store ma poi l’app vi permetterà di ascoltare soltanto un’anteprima di 30 secondi per ogni brano; l’utilizzo vero e proprio infatti è riservato ai clienti TIM che hanno deciso di attivare il servizio. Ma Cubomusica non ha come unico limite la disponibilità per un unico operatore telefonico, cosa che di per sé ci fa già storcere il naso, ma anche il database: più limitato e con new hit che spesso e volentieri arrivano con 10-15 giorni di ritardo rispetto alla concorrenza. Insomma, il made in Italy delude un po’ e non regge il confronto con la concorrenza, anche se dalla sua rimangono i prezzi: 50 centesimi al giorno se lo usate occasionalmente o 4 Euro al mese se invece siete fedelissimi del servizio, senza contare la possibilità di trovare il servizio incluso in alcune delle tariffe previste da TIM.

Pro: prezzi bassi, incluso con alcuni piani tariffari

Contro: riservato a clienti TIM, database più limitato

cubomusica

Get it on Google Play

Rdio

Il funzionamento di base è molto simile a quello di tutti gli altri ma l’ispirazione è chiaramente radiofonica come possiamo facilmente intuire dal menù dell’app che sotto la voce Sfoglia vede a primo posto la sezione Alta rotazione, ossia i brani che vengono passati più spesso in radio, e dal fatto che Rdio propone prima di tutto una serie di Stazioni. Naturalmente non manca la possibilità di cercare le canzoni che ci interessano, di creare playlist, di aggiungere brani o album alla nostra raccolta, di inserire gli account social per seguire l’attività dei nostri amici o di condividere la musica che ci piace su Facebook, Twitter o tramite un semplice link. Rdio in sostanza vi offre feature simili ai precedenti software ma con una propensione maggiore al lato radiofonico, come d’altronde suggerisce il nome. La differenza sostanziale con una normale radio però è il costo: dopo 14 giorni di prova gratuita infatti, il servizio vi verrà a costare gli ormai canonici 9,99 Euro al mese. Ne vale la pena? Naturalmente la scelta spetta a voi, alle vostre preferenze e soprattutto esigenze.

Pro: interessanti stazioni radio, database interessante, possibilità di seguire le attività degli amici

Contro: 9,99 Euro forse sono troppi considerando la concorrenza, controparte desktop non eccelsa

rdio
Get it on Google Play