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Widevine in arrivo su Chrome per Android

Roberto Orgiu

Non sono molti i fan dei DRM, soprattutto quando si parla di web ed integrazione con i browser: tra questi, troviamo molti nomi noti, come la Free Software Foundation, Electronic Frontier Foundation e Creative Commons, ma non certo Google e Microsoft che, almeno per una volta, hanno contribuito insieme alla creazione dello standard Encrypted Media Extension (EME) il quale, benché non specifichi il funzionamento del DRM, indica al browser come lasciare a moduli di terze parti la gestione dei diritti.

Widevine è uno di questi e verrà a breve integrato nella versione Android di Chrome, insieme alla tecnologia per la decifratura clear-key descritta dallo standard EME e al supporto per la Media Source Extension, grazie alla quale il JavaScript dell pagine web sarà in grado di controllare la riproduzione del video in modo da adattarsi meglio alle condizioni della rete, ad esempio.

Nonostante gli illustri detrattori di queste tecnologie, Netflix sta già facendo uso di questi moduli, in modo da sbarazzarsi dei plugin per i vari browser, ma non è tutto oro quello che luccica: se da una parte l’integrazione dei DRM può dare un maggior controllo sugli streaming, dall’altra c’è il rischio non indifferente che gli sviluppatori decidano di evitare il web e affidarsi quindi ad applicazioni native.

Fonte: CNet