7.5

prince of persia the shadow and the flame

Prince of Persia: The Shadow and The Flame: la principessa è in pericolo [Recensione]

Giorgio Palmieri

prince of persiaLa ricerca della perfezione grafica è stata da sempre uno dei punti cardine su cui investire nello sviluppo di un videogioco. Stupire il giocatore visivamente è importante, infatti le software house di questi tempi preferiscono puntare forse un po’ troppo su questo aspetto, piuttosto che sul contenuto del titolo stesso. Dunque, mentre al giorno d’oggi si fa a gara a chi ha l’anti-aliasing più lungo e le texture più definite, in passato si usavano degli escamotage per raggirare i limiti della macchina e per offrire risultati visivi notevoli. Uno tra i tanti step dell’evoluzione dell’animazione grafica nel contesto videoludico è senza dubbio Prince of Persia, dove Jordan Mechner, l’autore del gioco, utilizzò il rotoscoping, una particolare tecnica di animazione in cui si creano figure in stile cartone animato ma con un design realistico. Quest’oggi, infatti, parleremo del recente secondo capitolo per Android del principe di Persia, denominato Prince of Persia: The Shadow and The Flame. Dopo un primo capitolo non proprio convincente dal punto di vista dei controlli, vediamo insieme se Ubisoft è riuscita nell’intento di riproporre un classico in una nuova veste più giocabile e più interessante, e magari con qualche idea innovativa.

8.0

Giocabilità

Prince of Persia: The Shadow and The Flame è un platform in due dimensioni il cui scopo è quello di superare i livelli pieni di trappole, mostri e pericoli. In teoria, questo dovrebbe essere il remake dell’originale episodio uscito su MS-DOS, ma in verità i due titoli condividono solo il concept, in quanto sia il level design che la giocabilità hanno subito dei cambiamenti in linea con la piattaforma su cui è stato studiato il titolo. Il sistema di controllo è stato notevolmente migliorato rispetto al predecessore: abbandonata l’idea di puntare tutto sul virtual pad (che è comunque attivabile tramite il menù opzioni), gli sviluppatori hanno optato nella stesura di un modello di controllo che si basa su gesture da eseguire su touchscreen senza l’ausilio di stick virtuali e quant’altro. Gli swipe eseguiti nella parte sinistra dello schermo faranno muovere il protagonista, mentre quelli effettuati nella parte destra comanderanno il principe nei salti e nelle capriole. È stato inserito anche un pulsante adibito alla camminata, così da rendere più precisi i salti.

Il sistema di controllo è stato notevolmente migliorato rispetto al predecessore

Il sistema risulta particolarmente azzeccato su dispositivi touch, ma non si può negare che vige ancora una certa macchinosità nei controlli. Alcuni salti vanno eseguiti al millimetro per evitare la morte, e molto spesso il gioco punisce proprio per colpa dell’eccessiva legnosità del principe e non per sbagli del giocatore. C’è da dire però che, dopo aver superato i primi livelli, si prende la mano con i controlli e il gioco scorre liscio come l’olio grazie anche alla esplorazione intrattenente dei livelli e alle rispettive ricompense. Inoltre, è stato migliorato il sistema di combattimento, ora più divertente ma ancora lontano da essere definito tale. Ubisoft ha pensato bene di prendere ispirazione dalla loro gallina dalle uova d’oro, chiamata, per l’appunto, Assassin’s Creed: i combattimenti si basano sull’insieme di colpi via swipe e contrattacchi mirati a fare danno ai nemici, proprio come nella saga di Altair, Ezio e chicchessia. Si aspetta l’attacco dell’avversario, poi si preme l’apposito pulsante per la difesa e, infine, si eseguono swipe concatenati per effettuare combo e uccidere il nemico. È possibile, inoltre, sgattaiolare dietro le spalle del nemico per eseguire un’uccisione furtiva. Il risultato è un sistema di combattimento troppo semplice ed eccessivamente facile, che diverte inizialmente ma diviene, dopo un po’ di incontri, piuttosto insipido. Nel complesso, ci piace la direzione che ha preso questo nuovo Prince of Persia: The Shadow and The Flame dal punto di vista della giocabilità e il rinnovamento nei controlli: è un azzardo che riesce ad inserire con un compromesso su piattaforma touchscreen un genere di gioco che necessita dei pulsanti fisici per essere apprezzato al meglio, ma purtroppo nella struttura ci sono ancora dei problemi nelle collisioni dati dalla macchinosità dei salti.

7.0

Contenuti

Le ambientazioni sono cinque, tutte ben diversificate e particolareggiate.

L’offerta ludica di Prince of Persia: The Shadow and The Flame è allo stesso tempo lauta e deludente. I 14 livelli che compongono il divertimento dell’ultima fatica mobile di Ubisoft offrono un discreto livello di difficoltà che stimolano il giocatore e lo intrattengono nonostante i problemi tecnici nel sistema di controllo. È possibile completare l’avventura in un paio d’ore, ma purtroppo la rigiocabilità è prossima allo zero per due fattori: alcuni livelli sono parecchio frustranti e il sistema di progressione lascia a desiderare.

la rigiocabilità è prossima allo zero

Disseminati tra i livelli, le monete rappresentano la valuta di gioco spendibile nell’apposito negozio per l’acquisto di nuove combo, armi e oggetti. Le nuove combo, ossia versioni più potenti di quelle già in possesso del principe, sono pressoché inutili in quanto i combattimenti sono già troppo facili senza comprare potenziamenti. Stesso discorso vale per le armi che, non solo possono essere trovate sparse per i livelli (anche se in versioni meno potenti di quelle acquistabili in negozio), ma rendono ancora più facili gli scontri contro i mostri. Per quanto riguarda gli oggetti, sono presenti pozioni della salute (che sono presenti a bizzeffe durante i livelli), pozioni della resurrezione (che vi faranno resuscitare in caso di morte, altrimenti dovrete ricominciare il livello dall’inizio) e pozioni di incremento salute massima (che potranno essere acquisite anche esplorando il livello). A condire tutto ciò ci si mettono i prezzi salati e mal calcolati che rendono il sistema di progressione qualcosa di accessorio e fine a sé stesso. Si poteva azzardare di più dal lato contenutistico, che comunque si attesta su livelli discreti ma che non soddisfa a pieno l’esigenze di ogni gamer.

9.0

Comparto Audiovisivo

Alcuni combattimenti saranno contro più mostri, ma vi attaccheranno uno alla volta, come in Assassin's Creed.

Stilisticamente interessante e con modelli poligonali ambientali di pregevole fattura, il comparto audiovisivo di Prince of Persia: The Shadow and The Flame risulta ottimo sotto ogni punto di vista. La fluidità è ottima, le animazioni (anche se non perfette) richiamano quelle dei precedenti capitoli e le texture sono ben definite. Non siamo di certo dinanzi ad una rivoluzione, ma il risultato è davvero notevole e riesce a comporre un binomio grafico passato-presente interessante che porterà gioia sia ai fan della saga che ai neofiti del principe di Persia. Buono anche il lato sonoro del titolo, coadiuvato da musiche e suoni in linea con la serie.

6.0

Prezzo

Prince of Persia: The Shadow and The Flame è disponibile sul Play Store al costo di 2,69€, coadiuvato dagli acquisti in-app: più che coadiuvato, forse l’ideale sarebbe dire ostinato. Una buona parte della community di gamer su qualsiasi piattaforma di gioco è contro gli acquisti in-app, ma c’è una piccola fetta di essa che li approva. Per venire incontro alle esigenze di tutti i giocatori e, perché no, per racimolare qualche soldo in più, gli sviluppatori li implementano in maniera differente, ma questo lo sappiamo già. Parliamo perlopiù di acquisti in-app presenti nei prodotti a pagamento: c’è chi li introduce ma sono del tutto accessori e sono lì giusto per, non sono studiati per limitare il gameplay, come nel recente Riptide GP2, e poi c’è chi li inserisce studiando un metodo preciso per spillare qualche euro in più, come in Prince of Persia: The Shadow and The Flame.

è possibile completare l’avventura senza spendere ulteriori soldi

Non sappiamo bene quali erano le intenzioni di chi ha gestito l’implementazione degli acquisti in-app e dei suoi figli infernali, sta di fatto che il gioco, se il dispositivo è collegato ad internet, ci tira uno schiaffo virtuale facendoci apparire un bell’annuncio pubblicitario di un titolo che ha ben poco a che fare con le avventure del principe. Non solo, ci sono sembrate anche un po’ poche le monete rispetto ai lauti costi dei potenziamenti e delle pozioni. Inoltre, il gioco ci ricorda più e più volte che sono presenti gli acquisti in-app tramite una finestrella informativa, con tanto di possibilità di vedere annunci e offerte come nei più spietati free-to-play, fattore che ci ha dato piuttosto fastidio. Ci teniamo a dire che il prezzo è abbastanza buono rispetto alla qualità del titolo ed è possibile completare l’avventura senza spendere ulteriori soldi, soprattutto se siete dei gamer incalliti, ma ci siamo sentiti un po’ limitati durante il gioco e non è questa la direzione su cui vogliamo puntare. Nel complesso, prezzo sufficiente e acquisti in-app accessori ma che, in un certo senso, limitano l’esperienza di gioco.

7.5

Giudizio Finale

Prince of Persia: The Shadow and The Flame è un buon gioco caratterizzato da alcune scelte di game design discutibili. Il nuovo sistema di controllo ci piace ma va perfezionato, l’esperienza ludica intrattiene ma il level design lascia a volte un po’ desiderare e gli acquisti in-app ci sono sembrati limitanti ai fini del gameplay, senza considerare il sistema di progressione acerbo e implementato grossolanamente. I fan del principe di sicuro lo adoreranno nonostante i difetti sopracitati, tutti gli altri si troveranno davanti ad un titolo solido in alcuni punti, e blando in altri. È un buon punto di partenza per Ubisoft (se non consideriamo il primo episodio Prince of Persia Classic), uno primo step con qualche passo falso verso qualcosa che potrebbe diventare molto più grande e godibile.

 

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