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Ultime considerazioni su Moto X e sul suo processore, che non è interamente un ARM

Nicola Ligas -

Si avvicina finalmente il momento della presentazione ufficiale di Motorola Moto X, che si terrà alle 2 di notte di domani ora italiana (tanto per ribadire indirettamente che non è il mercato europeo che gl’interessa), ma voci e ipotesi non si attenueranno probabilmente fino ad allora.

Il processore, ad esempio, dovrebbe essere lo stesso X8 Mobile Computing System dei nuovi Droid, ma di lui in realtà non si conoscono bene tutti i dettagli. Sappiamo che è un octa-core, ma non nel senso propriamente detto: il chip è infatti dotato di due core per le applicazioni (Qualcomm S4 Pro a 1,7 GHz con firmware personalizzato da Motorola), quattro core per la grafica (Adreno 320) e due single core dedicati al calcolo e all’interpretazione del linguaggio naturale (per l’uso con i comandi vocali sempre attivi); questi ultimi due core però non sono basati su architettura ARM. A rivelarlo è Iqbal Arshad, Vice Presidente anziano del ramo ingegneristico di Motorola, che così descrive l’8X:

L’X8 mobile computing system, è formato da un insieme di processori e da alcuni elementi separati. Lo scopo era allontanarsi da un’architettura basata sulla CPU per risparmiare energia e realizzare un sistema di calcolo “intelligente, probabilistico”.

Abbiamo aggiunto delle ottimizzazioni [rispetto all’S4 Pro], come ottimizzare l’intero user space Linux, ottimizzazione della cache, del Dalvik just-in-time, e abbiamo modificato il file system. È un’integrazione hardware-software per garantire le migliori performance.

[I due processori per il calcolo contestuale e l’interpretazione del linguaggio naturale] sono specificati da noi, ma non li abbiamo progettati né fabbricati. Non sono processori ARM, ma sono separati e a consumo molto ridotto.

Abbiamo quindi una versione lievemente personalizzata dello Snapdragon S4, più questi due misteriosi processori: quello dedicato al calcolo contestuale gestisce anche i sensori, il display e l’interazione col touchscreen, ed è il processore principale quando il telefono è in standby, inclusa la funzione che mostra le notifiche su una parte del display. Il processore dedito al linguaggio naturale gestisce invece la parte audio, e la stima e la cancellazione del rumore (tutte fatte con strumenti propri di Motorola).

Questo è quanto sappiamo, ma Motorola non svela appunto i dettagli tecnici. Quel che Arshad aggiunge è che senza questi due processori non-ARM, “ci sarebbe stato bisogno di due batterie,” e invece l’X8 si comporta meglio della concorrenza nei benchmark di consumo della batteria durante il gaming ed è anche in grado di assicurare anche maggiori framerate (ma della grafica non si occupa la GPU? Questi ultimi due non dovevano occuparsi delle cose qui sopra?). E a scanso di equivoci, tutto ciò è stato possibile senza alterare le funzionalità base di Android, che su Moto X è puramente stock (laddove sui Droid è invece stato un po’ modificato).

Sono parole di un dirigente Motorola, quindi prendetele col dovuto beneficio del dubbio, e tanto per concludere in bellezza, sembra che Moto X avrà anche uno SmartBoost Speaker, altro termine altisonante cortesia di Taylor Wimbley, fino a 3 watt, e audio virtual 5.1 surround in cuffia.

Audio, video, foto, processore, display, materiali e personalizzazione: il telefono “perfetto”? Si potrebbe obiettare in molti modi a questa affermazione, a cominciare dalla batteria non removibile, per culminare nella probabile esclusività USA, ma non avrebbe senso lanciarsi in critiche o lodi adesso: per quelle vi diamo appuntamento a domani notte alle 2.

Via: Phone ArenaFonte: Taylor Wimbley