nexus 7 2012 barra

L’anomalia Nexus 7, il primo Nexus davvero di successo!

Nicola Ligas -

Prendete questo articolo come un mezzo editoriale: mezzo perché in parte è cronaca, e in parte opinione assai personale. I dati “nudi e crudi” e alcune citazioni provengono per lo più da un articolo di The Verge, a cui una menzione è dovuta; il resto sono riflessioni mie personali, che per la verità pensavo da tempo, ma che trovano nuovo vigore dopo il lancio del Nexus 7 2013. Partiamo quindi da un po’ di dati.

La metà dei tablet venduti sono Android, ma l’hardware messo in campo non è impressionante.

Di tutti i tablet Android venduti durante l’ultimo anno, più del 10% sono Nexus 7, un dato che pone il primo tablet di Google al comando di un settore che, vendite alla mano, è sempre più arrembante. Dalla fine del 2012 alla fine dello scorso giugno, le attivazioni di talbet Android sono passate da 10 a 70 milioni, tanto che, secondo i dati di Google, la metà dei tablet venduti oggigiorno sono basati su Android.

Nonostante questo, Hugo Barra non si dice impressionato dall’hardware messo in campo dai vari produttori, tanto che Dave Burke, uno degli ingegneri al lavoro su Android, dichiara che i Nexus non esistono solo per portare denaro nelle casse di Google, ma anche per mostrare agli altri produttori quanto può essere valido un tablet Android, e anche Barra sembra concordare con questa visione:

Se guardate al lavoro che HTC ha fatto con One, è impeccabile. Perché nessuno ha fatto lo stesso con un tablet? O su dieci tablet? Al prezzo di 300-400 dollari si potrebbe fare qualcosa di più in termini di pulizia, finiture, materiali, ecc. Qualcosa nella categoria dei 400$ può essere fatto e lo sarà. A parer mio, l’ecosistema Android ha avuto un po’ di carenze, ma le sta recuperando.

Il riferimento ad un nuovo Nexus 10 sembra piuttosto evidente, laddove il Nexus 7 ha fatto tutto ciò che poteva nella sua fascia di prezzo, ma il discorso in generale suona un po’ come una rimbrottata ai vari partner di Google:

ASUS e SONY promosse. LG e HTC non pervenute. Samsung bocciata.

  • ASUS ha fatto buoni modelli lo scorso anno, ma in questo 2013 sembra essersi presa una pausa. Assolta solo perché autrice dei due Nexus.
  • Samsung ha presentato da poco dei tablet che avrebbe potuto presentare un paio di anni fa, e sebbene sia tanto che se ne sente parlare, con la sola esclusione del Nexus 10, ancora nessuno modello ad altissima risoluzione è uscito dalle sue fabbriche. Colpevole a maggior ragione.
  • LG non più pervenuta dai tempi del suo primo e unico tablet, idem HTC. Se non provi non sbagli di certo, ma questo non vuol dire fare bene. Colpevoli di omissione.
  • Sony è l’unica piacevole eccezione: i suoi tablet ci hanno quasi sempre convinti, e probabilmente in altre mani avrebbero venduto anche di più, ma ora come ora uno dei migliori 10 pollici sul mercato porta il suo marchio, e questa è una constatazione quasi oggettiva (opinione personale, ne riparleremo in sede di recensione). Assolta, anche se la qualità ha il suo (alto) prezzo.

E se il lato hardware può quindi molto migliorare (ci piace comunque pensare che iPad Mini sia nato “a causa” anche del Nexus 7, il che è comunque un segno di “pericolosità” del piccolo tablet di Google), è dal lato software che la vetta è ancora distante. Sempre Barra a questo riguardo:

Al momento oltre il 60% delle app che ti aspetteresti in una data categoria sono già disponibili con una UI soddisfacente su tablet. Guardando ai top 20 game developer più di tendenza su iOS e Android, 19 di questi sono su Android con la maggior parte, se non tutti i propri titoli.

cosa me ne faccio di un tablet android?

Il bicchiere è senz’altro mezzo pieno, dato che si parla del 60%, ma perché non il 100 o comunque valori a questo più prossimi? Perché anche grandi nomi come Dropbox, Spotify o Twitter e altri offrono su iPad un’esperienza diversa da quella su iPhone, mentre su Android è tutto più o meno uguale? Google ha cercato di spingere di più sulle app per tablet, con guide e richiami agli sviluppatori, ma le grandi battaglie non si vincono mai da soli, e di fronte ad un andamento che non è ancora quello voluto, ci vorrebbe una presa di posizione più forte, che probabilmente non ci sarà mai. Il nocciolo della questione alla fine è sempre quello, e prescinde dall’hardware e in parte anche dall’impegno dei vari produttori: cosa me ne faccio di un tablet Android? E, volenti o nolenti, solo le app possono rispondere a questa domanda, altrimenti un tablet è solo una bella cornice digitale o console portatile, quando invece potrebbe essere qualcosa di (molto) di più.

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