2013-07-10 15.59.40

Vivere con i Google Glass: Giorno #7, le differenti generazioni

Emanuele Cisotti

Questo articolo fa parte di una serie, chiamata “Vivere con i Google Glass” che ci permetterà di raccontarvi cosa vuol dire indossare la rivoluzione tecnologica del nostro futuro.

Wi-Fi o tethering?

Come abbiamo visto, per la prima configurazione è necessario ricorrere al sito MyGlass, ma come poi gestire la rete dai Google Glass? Per un utilizzo in mobilità sentirete la necessità di utilizzare il Bluetooth fra gli occhiali e il vostro smartphone. La configurazione è molto rapida e, una volta abilitato anche il tethering Bluetooth, è rimasta stabile ancora fino ad oggi: situazione mai incontrata fra due dispositivi Bluetooth. Per configurare reti aggiuntive è possibile farlo dal portale MyGlass (per qualsiasi rete, basta conoscere anche il suo nome), dall’applicazione Android MyGlass del vostro smartphone (che deve essere sotto copertura della suddetta Wi-Fi) o anche direttamente dai Glass, ma solo se la rete non è protetta da password.

La scelta della rete è automatica e anche quando siamo connessi in tethering Bluetooth: questo non viene mai sfruttato se sotto copertura di una rete Wi-Fi precedentemente configurata.


Domenica in famiglia

La scorsa domenica ho avuto modo di passare una classica cena in famiglia, dove ho mostrato a tutti il nuovo prodigio tecnologico marchiato Google. Le reazioni sono state molto diverse fra loro, sopratutto in base all’età, ma non solo. Una cosa però ha accomunato tutte le persone che hanno provato i Glass: stupore. Che si possa essere convinti o meno della tecnologia, ad oggi nessuno è comunque riuscito a rimanere impassibile davanti alla comparsa dell’ormai famosa schermata “ok glass” fluttuante nell’aria. I parenti di età approssimativa 30-50 anni sono rimasti divertiti, hanno provato un po’ l’utilizzo e infine hanno discusso tra loro sulle possibilità della tecnologia, mentre invece i più giovani, e con giovani intendo bambini, non hanno più voluto staccarseli di dosso, tanto da aver imparato l’utilizzo dei comandi vocali (solo in inglese ricordo) in pochissimi minuti. Cercare qualche immagine del Signore degli anelli per loro era già diventato un gioco da ragazzi. Sebbene il luogo comune dei bambini che imparano più in fretta sia ovviamente vero, si rimane comunque stupiti dal vedere come siano gli unici ad aver imparato rapidamente i tempi di attesa e la velocità di pronuncia che permettono a Google Now di rispondere correttamente. Infine ci sono poi gli anziani, nella persona di mia nonna, che è rimasta stupita (realmente) dinanzi allo schermo dei Glass. E se non si era mai stupita per nessuno dei “gingilli” tecnologici che le avevo mostrato ad oggi, questa volta ha voluto addirittura che li mostrassi ai suoi vicini originari dello Sri Lanka: “questi escono nel ’14!”.

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