Google Glass - Giorno #5

Vivere con i Google Glass: Giorno #5, Muse Live @ Stadio Olimpico

Emanuele Cisotti

Questo articolo fa parte di una serie, chiamata “Vivere con i Google Glass” che ci permetterà di raccontarvi cosa vuol dire indossare la rivoluzione tecnologica del nostro futuro.

Il viaggio

I biglietti per il concerto dei Muse che si è tenuto Sabato 6 luglio allo Stadio Olimpico di Roma li avevo acquistati già molti mesi fa (nel 2012 per la precisione) ed è stato quindi fortuito che sia capitato proprio nel momento in cui avevo tra le mani un paio di Glass. Se all’inizio l’idea di portarli a spasso mi intimoriva, ho deciso comunque di metterli nella loro custodia semi rigida e di infilarli nello zaino. Trasportarli è tutt’altro che semplice, non tanto per l’ingombro (molto relativo), quanto per l’impossibilità di chiuderli come un paio di occhiali classici. E’ comunque una considerazione un po’ sterile non avendo nessuna idea di come saranno i primi Glass che verranno messi in commercio.

Muse Live @ Stadio Olimpico

È arrivata la grande serata (in molti si saranno accorti del mio amore verso questa band) e ho deciso di provare i Glass durante il concerto, approfittando del fatto che i posti non erano nel prato. Indosso gli occhiali e faccio qualche prova. Non ho usato i comandi vocali. Ammetto di essermi sentito un po’ ridicolo. Per i primi 2 minuti. Dopodiché, avendo realizzato opera di autoconvincimento sul fatto che era un servizio per la comunità Android italiana, mi sono quasi dimenticato della loro presenza e mi sono goduto lo spettacolo della rock band inglese. Ho scattato qualche foto e registrato qualche video, sfruttando quasi solo il tasto di scatto posto sulla parte superiore a destra della montatura. Molto pratico e sopratutto, rispetto a tutti i concerti mai visti in passato, ha fatto si che non dovessi mai perdermi lo spettacolo in prima persona, mentre scattavo una foto o registravo un video: questo è stato sicuramente il vero vantaggio dell’utilizzare i Glass per scattare qualche foto e qualche filmato. Certo si doveva stare fermi con la testa per registrare il video, ma la stessa cosa vale anche se utilizziamo uno smartphone. E non dovrete più neanche tenere le braccia alzate per l’intera durata della vostra canzone preferita per sorreggere il vostro telefono. Le foto e i video che ne sono venuti fuori sono di qualità nettamente migliore di quello che mi aspettavo (sopratutto considerando gli scatti diurni più classici). Come già detto, l’inquadratura è molto ampia e prende quasi tutto quello che riuscite a vedere ad occhio nudo e richiede quindi un po’ di pratica iniziale per riuscire sempre a centrare i vostri obiettivi. Glass interromperà automaticamente la registrazione dopo 10 secondi di video e questa è una funzione molto comoda per registrare brevi clip senza doversi preoccupare di interrompere la registrazione. Per farla proseguire più a lungo bastano due tap sul touchpad laterale.

Sotto gli scatti realizzati e a fine articolo alcuni video.


Le reazioni

Gli occhiali sono rimasti ben saldi sulla mia testa (che ho agitato parecchio durante tutto il concerto), anche dopo i primi 10 minuti di timore, e non si sono mai mossi di un millimetro (e non ho quindi mai dovuto riposizionarli). In quest’ottica ho deciso di tenerli indosso fino alla fine del concerto e oltre, nella ricerca di una buona birra artigianale e qualcosa da mettere sotto i denti. È la prima volta che ho portato i Glass a spasso in mezzo alla gente e non protetto (psicologicamente) da un gruppo di amici o conoscenti: è andata bene! Le persone mi hanno fissato in più occasioni e in almeno un paio mi hanno fatto foto di nascosto (ma li ho comunque notati – con i Glass sarebbero stati più discreti -). Al bar ho fatto due scatti e ripreso un video “di nascosto”, per capire se era cosa fattibile: lo è. Questo però camuffando il tutto con un gesto che somiglia ad un risistemare gli occhiali. La mossa è comunque molto sospetta (specialmente visto il tipo di “non occhiale” che si indossa) e comunque farà accendere lo schermo dei Glass, attirando comunque l’attenzione di chi vi stesse guardando. Sono dunque ancora molto perplesso sul fattore privacy, ma vi prometto di approfondirlo più avanti, quando avrò fatto qualche altro test a riguardo, non essendo questo un argomento analizzabile in una sola serata. Giorno #5 e ancora nessuno mi ha fermato per strada.

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