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Phone Fight: che la battaglia tra dispositivi abbia inizio! [Recensione]

Giorgio Palmieri -

La dipendenza è la piaga che affligge l’animo umano e il suo comportamento, una ricerca esagerata, praticamente una morbosità che ci attanaglia quando, di quella cosa, proprio non possiamo farne a meno. Che sia la droga, l’alcool, il caffè, il fumo, o qualsiasi altro tipo di attività sia fisica che mentale, la dipendenza esiste ed è molto spesso cosciente. Non solo nell’ambito sociale, infatti essa vive anche (anzi, sopratutto) nel mondo della tecnologia. Le notizie a proposito della dipendenza da social network sono sempre più insistenti, il fotografare e far presente ogni azione, ogni evento della giornata su Facebook o simili è quasi una prassi ormai o, almeno, lo è per molti.

Guarda caso, anche il mondo del gaming non è esente, anzi, moltissima gente considera questa passione come una sorta di dipendenza. Discutibilità di questa affermazione a parte, ci sono giochi che davvero provocano assuefazione, questa causata perlopiù da due fattori: uno, il divertimento (e su questo non ci piove) e l’altro, le azioni da eseguire. Di cosa stiamo parlando: esistono dei videogiochi come i MMORPG o i Browser Game che necessitano una certa attenzione durate l’arco della giornata, che sia un tot di punti giornalieri da ottenere o una fortezza da fortificare onde evitare attacchi nemici e conseguenti perdite di decine di ore di gioco.

Insomma, dipende dal tipo di gioco e, soprattutto, dal tipo di giocatore. Infatti, con questo incipit vogliamo mettervi in guardia a proposito del titolo che recensiremo oggi, ossia Phone Fight, approdato sui dispositivi iOS circa un anno fa e giunto su Android la settimana scorsa, proprio perché è uno di quei giochi che potrebbe assuefarvi e, dunque, creare dipendenza (o forse no). Vediamo di cosa si tratta.

Amico digitale

Alcune armi hanno un effetto speciale come, ad esempio, lo stordimento o il danno nel tempo.

Ormai i nostri cellulari non sono più semplici dispositivi per chiamare e mandare messaggi. Certo, quella sarà pure la loro funzionalità principale, ma sfruttarli solo per fare ciò sarebbe uno spreco. Sono diventati per molti dei compagni di viaggio, una ragnatela che, con l’aiuto di internet, racchiude e connette tutte le persone. Phone Fight prende questo concept e rende il nostro smartphone un vero e proprio animale da compagnia, da accudire e potenziare per poi farlo combattere. Il gioco, infatti, ci immergerà in un mondo digitale cosparso di virus che stanno distruggendo l’intera struttura delle comunicazioni. L’unico modo per fermarli è, per l’appunto, equipaggiare a dovere il nostro smartphone e sconfiggere queste bande di virus. L’idea è decisamente originale e fuori dal comune, e il connubio offerto dal gameplay, ossia un RPG fuso con alcune meccaniche in stile Tamagotchi, funziona abbastanza bene, anche se il tutto è realizzato molto alla leggera.

Il Lucky Bubble è una sorta di lotteria di Phone Fight. Basta aprire regali per trovarci dentro monete, armi rare e tanto altro.

Phone Fight, infatti, propone sia le battaglie che il management del nostro smartphone. I combattimenti, che potranno essere effettuati sia contro i virus che contro i dispositivi dei giocatori reali (sia Android che iOS), sono del tutto automatizzati. L’unica azione che potremo compiere durante i combattimenti è quella di raccogliere le monete che appariranno ad ogni nostro attacco, cercando di evitare le bombe, tutto qui. Purtroppo le battaglie si basano molto (forse fin troppo) sul caso e sulle probabilità piuttosto che sulla strategia, e spesso siamo rimasti increduli dinanzi ai risultati di alcuni combattimenti: infatti, sembra che la logica del gioco sia improntata più su uno stile a dadi che sulla forza del dispositivo e il rispettivo equipaggiamento.

Isola virtuale

La personalizzazione è pressoché infinita: ci sono anche oggetti presi direttamente da altri giochi o fumetti.

Dall’altra parte, invece, abbiamo il management del dispositivo: Innanzitutto, è possibile dare da mangiare al dispositivo, infatti basterà recarci nell’apposito menù e pagare una certa cifra per aumentare le prestazioni nelle battaglie e il suo umore, ma solo temporaneamente. Per quanto riguarda le interazioni, è possible accarezzare il dispositivo (in fondo, è un tenerone) o pizzicargli il naso per ottenere una modesta somma di denaro, ma queste operazioni vi stancheranno in men che non si dica. Mentre, a proposito delle equipaggiamento e delle capacità del dispositivo, potremo sia salire di livello e aumentare le varie statistiche del dispositivo (attacco, difesa, agilità e intelligenza) che inserire nell’inventario quattro oggetti diversi, a scelta tra difensivi e offensivi: scudi, spade, animali domestici e non, pistole, bastoni del nonno, pentole della nonna, torte, granate, insomma, chi più ne ha, più ne metta.

Salendo di livello otterremo sia monete che punti statistica.

Parliamo invece dell’aspetto freemium del titolo. Gli sviluppatori hanno inserito il discutibile metodo a energia, quindi è possibile effettuare solo un determinato numero di combattimenti (in verità cinque) e poi bisognerà attendere un po’ di tempo (circa venti minuti) prima che essa si ricarichi almeno di un una tacca. MOB IN LIFE, pero’, ha avuto una idea piuttosto originale e funzionale: di tanto in tanto, nel menù principale, apparirà un premio casuale, tra cui monete extra, biglietti per la lotteria e tacche di ricarica per l’energia. Inoltre, cosa ben più gradita, è che le parti per modificare il look dello smartphone non vanno comprate, ma saranno sbloccate gratuitamente e casualmente dall’apposito menù ogni tot di tempo, permettendo così una personalizzazione elevatissima (baffi, barba, cappelli, espressioni buffe e tanto altro in stile cartoon) e non dispendiosa, almeno in denaro, ma preparatevi a lunghe attese nelle fasi avanzate del gioco, poiché il tempo per sbloccare gli oggetti aumenterà esponenzialmente man mano che proseguirete nell’avventura.

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Complessivamente la formula freemium funziona, anche se dobbiamo ammettere che alcune armi acquistabili solo con valuta premium sono un po’ più potenti rispetto a quelle vendute con la valuta base e questo potrebbe sfociare nel pay to win, ma è comunque possibile creare oggetti molto simili a quelli premium. Ultima ma non meno importante la componente social: oltre alla già menzionata possibilità di poter combattere sia con i dispositivi Android che iOS, Phone Fight offre, grazie all’uso del GPS, una classifica completa della città in cui vivete, oltre a quella mondiale. Purtroppo sono del tutto assenti gilde e battaglie a più giocatori.

Tirando le somme...

Phone Fight è quello che potrebbe definirsi un compagno di viaggio poiché è impostato in maniera tale da essere sorbito nei momenti morti della giornata, in quanto non richiede molto tempo per essere giocato. Dipende tutto da che tipo di giocatore siete: il log-in giornaliero che dona biglietti per la lotteria, la personalizzazione che incentiva il giocatore a ritornare più volte per sbloccare nuovi e simpatici look, la componente social e i tanti oggetti da sbloccare, insomma, sono tutte feature che potrebbero tenervi incollati allo schermo a lungo e, dunque, causare dipendenza, oppure potrebbero sembrarvi solo elementi di gameplay abbozzati che, uniti, formano solo una perdita di tempo. La scelta sta a voi, d’altronde provarlo non costa nulla, il gioco è gratuito.

Piccola nota, attenzione alla batteria: Phone Fight richiede una connessione a internet per combattere sia contro i virus che contro i dispositivi. Uomo avvisato, mezzo salvato.

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