Rockmelt

Rockmelt porta sui nostri device il meglio di internet

Giuseppe Tripodi

O, almeno, così sostiene di fare: Rockmelts prende il meglio del web, delle news e dei blog e li mette a portata di dita. Slogan un po’ altisonante, ma che incuriosisce. Facendo un salto indietro nel passato, forse alcuni di voi ricorderanno quando il progetto era partito come un browser web per desktop con una forte componente social: per fare il grande salto su mobile, si è completamente reinventato, introducendo un innovativo mix tra social network, feed e browser.

Dopo aver lanciato la loro app per sistemi iOS qualche tempo fa, hanno finalmente fatto il grande passo, sbarcando su Android: a detto del CEO e Co-founder, Tim Howes, si sono presi del tempo prima di entrare nel campo del robottino verde, poiché non volevano eseguire un mero porting dell’app ma sfruttare a pieno i larghi display dei dispositivi per ottimizzare la navigazione. E, la prima impressione dopo aver utilizzato qualche ora Rockmelt, è che ci siano riusciti.

La UI e le modalità di navigazione sono davvero ottime e, dopo una po’ di innegabile confusione iniziale, ci si orienta veramente bene all’interno dell’applicazione: la prima cosa della quale ci si rende conto è che, a differenza di quanto avveniva per la controparte PC, nel software mobile il browsing vero e proprio è passato decisamente in secondo piano. A guadagnarci è stata sicuramente la parte social, anche grazie all’invitante modalità di condivisione. Quel che differenzia Rockmelt da tutti i suoi concorrenti che raccolgono contenuti dal web e li propongono all’utente secondo i suoi interessi, infatti, è proprio la modalità di interazione con gli altri utenti, che fa somigliare il software più ad un social network vero e proprio, piuttosto che ad un aggregatore di notizie.

Non sappiamo se il futuro di Rockmelt sarà roseo come i suoi creatori si aspettano, ma sicuramente vi consigliamo di provarla, se non altro per apprezzare l’ottima interfaccia minimale e per togliervi la curiosità:  vi lasciamo quindi, dopo lo stacco, qualche screenshot, il video di presentazione (di dubbio gusto ed utilità) e l’immancabile badge per il download.

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