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Horn: la magica favola di Phosphor Games [Recensione]

Giorgio Palmieri

Quasi come un treno in corsa, lo sviluppo del gaming mobile continua e segue una crescita esponenziale. Sebbene la maggior parte di essi siano prodotti di dubbia qualità, copie su copie, o implementazioni che su touchscreen non funzionano come dovrebbero, ci sono pur sempre software house che cercano di sviluppare titoli su misura, che sfruttano il device su cui sono stati prodotti. Una tra queste è sicuramente Phosphor Games, il team dietro World War Z,  Dark Meadow e il tie-in dedicato al film di Superman, Man of Steel. A questi ragazzi piace sperimentare, la forza di volontà la si nota o, almeno, l’abbiamo notata con un prodotto in particolare, un titolo uscito circa un anno fa ma giunto funzionante e ottimizzato da pochi mesi a questa parte grazie ad un aggiornamento che, inoltre, lo ha reso disponibile anche per i dispositivi non Tegra 3: stiamo parlando di Horn, action-adventure pubblicato da Zynga.

Prima di iniziare con la recensione di Horn, vi ricordiamo le regole. Il gioco è stato sviluppato per la piattaforma mobile, dunque non faremo paragoni qualitativi con altri titoli dello stesso genere non presenti su Android. Ogni aspetto, ogni elemento, ogni feature del gioco va contestualizzata all’interno dell’offerta videoludica della piattaforma. Detto questo, procediamo e immergiamoci nel mondo di Horn.

Rimembranze

Non tutti i Pygon sono cattivi. Anche se non sembra dato l'aspetto, alcuni sono dolci e innocenti.

Risvegliatosi dopo una tortuosa vicenda, il protagonista del gioco Horn ha dei flashback confusi riguardo ad essa ma non riesce a dare un senso logico al tutto. Eppure egli sa di aver vissuto una tragedia, in quanto ricorda di essere stato una strana creatura per un lasso di tempo molto ampio, ricorda la distruzione, la tristezza, la desolazione, la morte: questi dubbi verranno tramutati in certezze dopo essere giunti nel viaggio di Cuthbert, il paese natale di Horn, dove lui è cresciuto, ha imparato l’arte dell’armaiolo, ha vissuto con la tanto amata zia, insomma, dove è presente la sua vita, ma ormai tutto è perduto: la città è stata devastata dai Pygon, robot fatti di un materiale molto simile alla pietra. La verità più sconvolgente, però, è quella che riguarda la vera identità dei Pygon, ma starà a voi scoprirla. L’unica cosa in più che vi diciamo è che saremo accompagnati da un Pygon, e tra questo e il protagonista nascerà un legame di amicizia molto particolare. La trama di gioco si sviluppa in maniera lineare, con cut-scene piene di tavole dipinte a mano piuttosto accattivanti. Durante l’avventura potremo trovare dei diari sparsi nell’ambiente di gioco che ci racconteranno le storie dei viandanti, tutte molto semplici ma che aumentano l’immersione del giocatore. Lo scopo del gioco sarà quello di sconfiggere i Pygon e riportare la pace nel mondo utilizzando le nostre notevoli capacità di fabbro, forgiando armi magiche utilizzando il cristallo trovato all’inizio dell’avventura.

Le canzoni del corno potranno essere assimilate in appositi santuari e serviranno per la risoluzione di alcuni enigmi.

L’atmosfera, lo stile e le ambientazioni stesse, sono ispirate alle pietre miliari del genere presenti su console. Uno dei titoli è sicuramente Ico, capolavoro uscito in esclusiva per PlayStation 2, sviluppato da Team Ico e pubblicato da Sony Computer Entertainment. Sia chiaro, gli elementi precedentemente descritti sono semplicemente ispirati ai titoli del genere, non copiati (cof, cof, Gameloft…), e a questo il team di Phosphor Games ci tiene poiché gli sviluppatori lo fanno presente anche sulla descrizione del loro prodotto. Seppur ispirata all’atmosfera onirica di Ico e sebbene il mondo sia stato devastato dai malefici Pygon, l’aria che si respira all’interno di Horn è quella di un mondo magico, di una favola e, soprattutto, di tranquillità: infatti, i Pygon sono convinti che l’uomo è il male, che l’essere umano è una malattia, una “maledizione della carne“, condannati alla vita, alla sofferenza e, soprattutto, alla morte. Vedere il mondo così desolato è sia spaventoso che in un certo senso poetico ed infatti questo farà riflettere il protagonista, ovviamente senza pensieri troppo profondi ma con sprazzi che riescono ad immedesimare il giocare al di sopra dei titoli a cui siamo abituati su Android, anche grazie agli spassosissimi dialoghi tra Horn e Zucca, il Pygon che ci seguirà durante l’avventura.

Viaggio epico

I boss sono stilisticamente divini. Ci ricordano un po' gli Heartless di Kingdom Hearts.

Horn è strutturato come un classico gioco d’avventura che combina elementi di gioco presi da altri titoli, cercando di rielaborarli per ricreare un viaggio dal gusto epico e vario. Il sistema di controllo è affidato interamente al touchscreen nudo e crudo, niente virtual pad. Infatti, ci posteremo all’interno del mondo gioco utilizzando il semplice tocco come nelle avventure grafiche, una scelta che potrebbe risultare abbozzata e implementata a forza, ma che presto imparerete ad apprezzarla. Ogni azione, che sia un enigma da risolvere, che sia una scala, un dirupo o un salto da compiere, sarà eseguibile via tocco su schermo. Discorso a parte va fatto per i controlli dei combattimenti, completamente diversi, che si basano e si ispirano (anzi, è praticamente identico) al sistema a-la-Infinity Blade: ogni swipe corrisponde rispettivamente ad un fendente, ad una stoccata o ad un affondo, in base al colpo direzionato. È possibile, inoltre, schivare i colpi del nemico e muoversi attorno ad esso grazie ai pulsanti posti nella parte bassa dello schermo e utilizzare pozioni e bombe stordenti sempre con i tasti virtuali. La strategia nei vari combattimenti sta tutta nel distruggere l’armatura di pietra dei nemici per scoprire il loro punto debole.

Ecco un esempio di cut-scene. Esse sono realizzate con tavole in stile acquerello davvero accattivanti.

Le battaglie contro i Pygon sono forse quelle meno riuscite dell’intera produzione, sembrano fin troppo accessorie all’interno della formula ma, in verità, ogni feature è accessoria. Horn è un’avventura piena di spunti, di piccoli elementi che creano insieme questa magica avventura. Ad esempio, gli enigmi sono semplici e in alcune sezioni stucchevoli, ma divertono e garantiscono varietà e divertimento; la storia non è molto originale, ma lo sviluppo tiene comunque alta l’attenzione; l’esplorazione è ristretta ma è presente, e visitare i posti diverte e ripaga, offrendo laute ricompense al giocatore. A proposito di queste, potremo raccogliere due tipi di valute diverse, la Pygite e i Nuclei ed entrambi serviranno a creare nuove armi, armature e gioielli che portano una ventata di gdr al prodotto. La quantità di oggetti da sbloccare e potenziare è incredibile e garantisce una notevole quantità di ore di gioco. Oltre alla modalità Storia (della durata di circa otto ore), infatti, è presente la modalità Missione dove potremo continuare a sconfiggere orde di Pygon per ottenere ricompense aggiuntive.

Desolazione spettacolare

Le ambientazioni sono fantastiche e, in alcuni casi, potremo utilizzare il guanto speciale di Horn per spostarci da un punto all'altro.

Il comparto estetico di Horn è semplicemente lodevole. La grafica è affidata all’Unreal Engine 3 ed il risultato è impressionante e garantisce una qualità a schermo di prim’ordine, una direzione artistica che, seppur derivativa, riesce a sorprendere e a stupire, delle texture in alta definizione e degli effetti speciali molto curati completano un quadro dalla cura certosina. C’è da dire che n’è abbiamo dovuto aspettare di tempo prima di godere appieno di questo comparto grafico, infatti le prime versioni di Horn presentavano cali di frame rate e altre diavolerie tecniche, ma il risultato complessivo di oggi lascia a bocca aperta. Altro plauso al comparto sonoro, coadiuvato dalle musiche scritte e dirette da  Austin Wintory, magiche e piene d’atmosfera. Ottimo anche il doppiaggio e gli effetti sonori in generale, anche se ci sono dei piccolissimi ritardi in alcune cut-scene. Concludiamo nel dire che, durante i nostri test, il gioco ha mostrato alcune piccolissime sbavature di natura secondaria: errori nella traduzione in italiano, testi che escono fuori dai margini e, come detto precedentemente, piccoli ritardi di sincronizzazione audio, ma sono comunque problemucci quasi insignificanti, ma che era doveroso farvi presente.

Conclusioni

Dare un giudizio univoco a Horn è un’impresa ardua. Il titolo di Phosphor Games è obiettivamente un gran gioco, una delle esperienze più complete presenti sul panorama videoludico Android, piena di contenuti e di divertimento. Dall’altra parte, però, il titolo soffre di alcuni problemi che potrebbero dare fastidio ad una piccola fetta di videogiocatori, tra cui una certa ripetitività di fondo, delle features solo abbozzate e alcuni piccoli difetti tecnici. In poche parole, ogni feature di Horn, se presa singolarmente, potrebbe sembrare semplicistica e poco sviluppata, ma se prese tutte insieme si nota come gli sviluppatori hanno voluto offrire al giocatore un’esperienza simil-console su dispositivo mobile, un’esperienza appagante e unica su Android. Noi abbiamo deciso di premiarlo nonostante i (piccoli) difetti sopracitati, poiché è un titolo che si distingue dalla massa, studiato appositamente per i dispositivi touch e che si pone come uno dei titoli meglio riusciti disponibili su piattaforma Android. E voi?

Coinvolgimento: Ambientazione coinvolgente, l’esplorazione ripaga e la storia offre spunti interessanti.
9.5/10
Giocabilità:  Un po’ di ripetitività c’è ma, nel complesso, il gioco offre tanto divertimento grazie al connubio enigmi-combattimenti.
8/10
Grafica:  Ottima e coadiuvata da una direzione artistica niente male, seppur in alcuni casi derivativa. L’influenza dei titoli console si sente, ma Horn ci mette del suo e offre una resa a schermo semplicemente eccezionale.
9.5/10 (Nexus 7)
Sonoro: A parte qualche piccolo problema nella sincronizzazione audio, il gioco offre un comparto sonoro incredibile fatto di musiche fantastiche, unito ad un ottimo doppiaggio.
9/10
Longevità: La modalità Storia vi porterà via otto ore di gioco circa. È presente anche la modalità Missioni che vi terrà impegnati per tante altre ore di divertimento.
9/10
Prezzo: 6,39€ è un prezzo al di sopra della media, considerando che sono presenti anche gli acquisti in-app. Si tratta, però, di un titolo che li vale tutti, almeno se siete amanti del genere.
7.5/10

Voto complessivo: 9/10

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