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AndroidWorld su iOS 7

Nicola Ligas -

Vi abbiamo già ampiamente illustrato le novità introdotte da iOS 7 e come queste si rapportino con Android, ma come avrete già letto abbiamo anche evitato (quasi) ogni commento in merito, cercando di limitarci alla mera esposizione dei fatti. È dunque venuto adesso il momento dei pareri, che come di consueto sono in forma corale, con ciascuno dei nostri autori che ha espresso la propria opinione in maniera totalmente indipendente da  quella degli altri. O quasi.

I buoni artisti copiano, i grandi artisti rubano

Questa frase di Pablo Picasso viene fatta pronunciare ne “I pirati di Silicon Valley” a Steve Jobs, personaggio che non aveva negato di aver preso ispirazione da idee altrui per portare al successo i suoi prodotti. Ma attenzione, non è mia intenzione puntare il dito contro nessuno: chi fa business deve saper innovare, ma deve anche essere capace di rubare a mani basse tutto ciò di cui ha bisogno.

Lavorando nel campo dell’informatica, capita spesso di sentir dire che “nessuno ha bisogno di reinventare la ruota”: quindi, se le idee per un buon Control Center ci sono già su Android, se il Multitasking di WebOS (prima ancora di essere ripreso da HTC) era un piccolo gioiellino, se il flat è il trend grafico del momento e i menu a scorrimento laterale stanno velocemente prendendo piede su Android (e non solo) per la loro grande comodità…che male c’è a dare agli utenti quello che vogliono? Assolutamente nulla: l’importante, è dare a Cesare quel che è di Cesare.

Alla luce di quanto detto, ammetto che questo iOS7 è un gran passo avanti che introduce tante feature delle quali si sentiva la mancanza ma, probabilmente, queste assenze erano percepite perché già viste e sperimentate altrove dagli utenti, che iniziavano a lamentarle. La cosa che mi incuriosisce di più è AirDrop: avendolo provato su un Mac devo ammettere che è comodo, ma mi domando quanto sarà utile se non accoppiato ad un file explorer.

Ah, quasi dimenticavo: le nuove icone sono orribili.

Giuseppe Tripodi

Un (brutto) mondo traslucido

iOS 7 è la più grande innovazione dall’introduzione del primo iPhone. Esteticamente parlando non c’è sicuramente dubbio alcuno. La scelta di Apple è stata coraggiosa e bisogna dire che per la velocità con cui solitamente l’azienda rinnova i suoi prodotti, il cambiamento all’interno di iOS 7 è stato notevole. Solitamente mi è abbastanza facile rimanere imparziale, ma non questa volta. Personalmente mi aspettavo che almeno una caratteristica di rilievo del nuovo iOS sarebbe stata inedita nei sistemi avversari, e invece…L’azienda ha portato nel suo sistema molte delle funzioni presenti già da tempo nei sistemi della concorrenza, e personalmente lo tollererei anche (tutti si “ispirano”), ma stona quando si pensa che Apple è l’azienda che ha fatto causa alla concorrenza per qualsiasi brevetto software.

Trovo poi l’intero rinnovamento estetico della home pacchiano e molto poco raffinato (al contrario di quello delle app che invece ho apprezzato). Le icone sono prive di sostanza (nonostante siano state studiate a tavolino), troppo colorate e gli effetti traslucidi che popolano il sistema danno un’idea di spettacolarità ad ogni costo. Questa cosa mi ricorda Windows Vista.

Mi spiace Apple: fa piacere vedere che tu abbia il coraggio di rinnovare, ma non lo hai fatto sempre nel modo giusto. Dei spunti buoni ci sono comunque e spero che Google sappia farsi spronare da questi, sfruttando l’anno di vantaggio nei confronti di iOS 8.

Emanuele Cisotti

Meglio tardi che mai? Non proprio...

Devo ammettere che non mi sono sentito particolarmente scandalizzato per le funzionalità che andranno ad aggiungersi a quelle già presenti su iOS, per quanto esse siano chiaramente ispirate ad altri sistemi operativi mobile (mi tengo sul vago di proposito, visto che è oltre modo chiaro a cosa mi riferisco). Nemmeno le nuove icone e le scelte cromatiche, pensate probabilmente da qualcuno che non ha ben chiaro cosa costituivano iPhone e iOS in fatto di estetica fino a qualche anno fa, mi hanno scandalizzato più di tanto. Mi sono invece sentito scandalizzato da anni di polemiche, scandali e cause giudiziarie verso Samsung, Google o chi per loro. Anni e soldi persi dietro legali, aule di tribunale e ban di prodotti dai mercati di tutto il mondo, impiegabili in tutt’altro modo.

Una società come Apple, o comunque qualsiasi società con un minimo di serietà, dovrebbe avere come obiettivi il dedicarsi interamente all’esperienza utente e il fornire funzionalità degne di un prezzo di vendita “folle” in confronto a quello proposto da molte case produttrici (che tramite i loro prodotti offrono già da tempo tali funzioni). Presentare quindi a metà 2013 tali funzionalità come una novità, dopo l’ennesimo iPhone privo di sostanziali migliorie rispetto ai passati modelli, è, a mio avviso, una presa di giro nei confronti proprio dei clienti. Era sì d’obbligo introdurle per i motivi sopra elencati, ma non con la solita presentazione in grande stile. E questo è quanto.

Lorenzo Delli

iOS7 Cambia tutto: rinnova, divide e si prepara ad un nuovo inizio

Contrapposto: questo il termine che userei per il gradimento del nuovo OS di casa Apple da parte degli stessi utenti; o entusiasta o deluso, e capisco il perché. Jonathan Ive, l’uomo che ha dato forma ai prodotti della mela morsicata più famosi e di successo, stavolta ha messo mano non all’estetica fisica, ma a quella del software, cambiando quello a cui tutti gli utenti della mela si erano abituati (e affezionati?). Il risultato? Cambiamento e innovazione, quello che molti chiedevano (a volte con l’effetto di una fastidiosa filastrocca) a Cupertino, ora è arrivato.

Potete dire quello che volete, ma non potete negare una buona dose di coraggio e una voglia reale di cambiamento, dopo anni di mantenimento dello status quo. Apple non ha continuato sulla facile via delle ottimizzazioni, ma ha rivoluzionato un sistema ormai collaudato, tanto che più che un punto di arrivo sembra una nuova partenza.

Tra le tante cose cambiate, molte sono se non copiate, “prese d’ispirazione” da Android (lock screen e Control Center, giusto per citare gli esempi più eclatanti), ma personalmente la cosa non mi infastidisce, semmai mi conferma che certe soluzioni del robottino verde sono meritevoli se vengono prese ad esempio; quello che invece mi colpisce, e in positivo è questo mettersi in gioco e destabilizzare per un attimo tutti quanti, e chissà che questo sproni Android a fare ancora di meglio. D’altronde la concorrenza sana (non quella fatta nei tribunali) aiuta il mercato, e di conseguenza noi.

Andrea Bordin

Nuova interfaccia, stesso OS

iOS è cambiato, ed è probabilmente questa la vera novità della giornata di ieri. Un miglioramento che però non porta le migliorie che sono care alla maggior parte degli utenti Android, come la possibilità di cambiare tastiera, la selezione delle app di default e l’insuperabile menù di condivisione. Il fatto che Apple si sia decisa a rinnovare l’aspetto del proprio OS è però segno che gli equilibri si sono spostati, e l’azienda di Cupertino si trova nella posizione di rincorrere, non più leader come una volta.

Anche Google sta mostrando notevoli miglioramenti in fatto di design nelle proprie applicazioni (come Keep o il nuovo Drive) e prima o poi queste novità confluiranno anche all’interno del sistema operativo Android. Non fraintendetemi, apprezzo molti aspetti grafici della nuova interfaccia di iOS che probabilmente dal punto di vista del design si pone un passo in avanti rispetto alla concorrenza, ma mancano ancora alcune possibilità che per me sono ormai fondamentali e solo Android mi offre: è meglio di ieri, ma domani la mia scelta sarà ancora il robottino verde.

Lorenzo Quiroli

Meno è meglio

La nuova interfaccia grafica di iOS sembra segnare la fine dell’era Jobs: Johnny Ive, designer della user-experience di iOS sin dai tempi di Jobs, sostiene che l’utente si è oramai abituato al touch, quindi non è più necessario fargli i bottoni che somigliano a quello che vede nella realtà.

Apparentemente la nuova home screen di IOS sembra quindi piatta, tuttavia, grazie all’esposimetro, sia le nuove icone che lo sfondo si adattano alla luce per migliorare la leggibilità, funzione che, unita ai dati raccolti dall’accelerometro, crea una diversa percezione della profondità, che non è più generata da elementi grafici ma da un gioco di luci e di prospettive.

Riguardo il carattere tipografico, la nuova UI introduce l’Helvetica Neue Ultra light, un font che ha una sua storia in quanto è stato uno dei primi caratteri tipografici standard ad essere adattati all’era informatica. Sicuramente un carattere elegante e pulito che tuttavia senza una cornice od uno sfondo rischia di diventare illeggibile. Introdotta anche la tendina superiore per l’accesso alle funzioni principali, decisamente emulata da Android.

Concludendo: un ottimo lavoro sul fronte UI, ispirandosi alle idee portate avanti dai concorrenti come WIndows Phone e Android, migliorandole ed ottimizzandole secondo l’eccellenza di Apple per quel che riguarda il design, ma senza fare nulla di nuovo. Resta solo da chiedersi se iOS7 sarà una nuova partenza come scrive Cook o piuttosto una falsa partenza.

Nicola Randone

iOS 7 = Android + WindowsPhone8?

Ad essere sincero, stavolta speravo in qualche novità corposa da parte di Apple. Ci speravo, in modo che anche Google si desse una mossa e inventasse qualcosa da lasciare a bocca aperta. Invece no. A parte un ottimo design, comunque non originale a mio avviso (mi sembra un misto di Android e WindowsPhone, con una prevalenza di bianco), solamente una cosa mi ha davvero colpito, che le app si aggiornino in base a quando non le usiamo. Ma non mi basta: il multitasking? Bello, ma è davvero simile all’implementazione di HTC nella Sense 5, e la tecnologia di quello stock è la stessa. La freccia in alto a sinistra per tornare indietro  è obsoleta su Android e dopo tutte le diatribe per lo slide nella lockscreen, lo rendono uguale a quello che aveva LG Optimus Dual nel 2011. Passiamo ai toggle? No, non infieriamo. I tab di Safari? Chrome non è perfetto, ma li aveva da secoli. E anche il vecchio browser stock.

Da quanto leggo, ci sono molte altre feature che Apple non ha presentato durante il keynote, e spero davvero siano cose nuove e mai viste, spero che l’evento sia stato pensato così per stupire e voglio credere che lascino tutte le sorprese alla fine, perché altrimenti, cosa spinge Google e compagnia ad innovare, quando si ha già la più larga fetta del mercato? Ah, dimenticavo, la notifica che arriva se sei in ritardo per un appuntamento e non ti stai muovendo…Android mi avvisa anche quando devo andare a lavoro. Senza che lo segni sul calendario.

Roberto Orgiu

E chi se ne frega!

Ammetto di aver fatto una cosa che non dovrei fare: ho letto gli editoriali degli altri prima di scrivere il mio, ma non ditelo ai miei colleghi (essere editor ha anche i suoi vantaggi!). Li ho letti perché di iOS 7 non ho nemmeno seguito la presentazione in diretta, e mi sono affidato ai sunti di terze parti, primo fra tutti quello di stamani di Emanuele.

Potreste tacciarmi di arroganza, ma il punto è che non mi aspettavo nulla di particolare. Non utilizzo iOS nella mia quotidianità, e questo è un male perché la curiosità in me è tanta, anche se da quanto leggo in giro non dovrei avere un’esperienza tanto diversa da quella attuale con Android. Questo appiattimento generale del settore è forse il peggior dato, che possiamo ormai constatare da tempo, e non certo solo in virtù iOS 7. Anche Android è un annetto che continua a farsi chiamare Jelly Bean, e la sua ultima vera “rivoluzione” è datata Ice Cream Sandwich, ovvero fine ottobre 2011; il resto, soprattutto a livello macroscopico, sono state migliorie ma non sconvolgimenti.

Condivido il desiderio di Sundar Pichai di provare iOS 7: se avessi un iPhone col nuovo OS a portata di mano, passerei subito a quello. Dopo quanto tornerei indietro? Probabilmente per alcuni aspetti mi troverei meglio, in altri magari no, ma in fondo ormai la sfida si consuma su questo: trovare la sintesi. Chi ci riuscirà per primo e meglio, sarà chi avrà più utenti soddisfatti e sempre più disposti “a compiere il salto”. Avanti o indietro.

Nicola Ligas

Questione di obiettività

Per quanto io odi le faziosità e gli estremismi in ogni ambito, mettiamo un attimo da parte il fatto che siamo amici del robottino verde e che, a prescindere, dobbiamo necessariamente sminuire il lavoro della Apple facendo dell’ironia o gettandole contro delle frecciatine.

Il mio pensiero è quello che Android stia diventando sempre di più uno standard. La sua efficienza, i suoi servizi, la sua offerta nel complesso, garantiscono una qualità senza pari su smartphone e tablet, una qualità che qualche anno fa ci saremmo solo sognati. Lo sviluppo di Android corre veloce, talmente veloce che gli avversari cercano di adeguarsi a questo standard qualitativo. È palese che questa nuova versione di iOS si sia ispirata all’interfaccia di Android 4.2, ed è proprio questo che ci dovrebbe far riflettere sullo sviluppo del mobile. Che sia sempre chiara una cosa, però: nulla nasce dal nulla, un po’ come nella filosofia dei castelli di sabbia. Per raggiungere il punto più alto bisogna pur sempre appoggiarsi a qualcosa, perlomeno trarne ispirazione per poi continuare e migliorare.

Di sicuro ci sarebbero state meno critiche per Apple se questa si fosse comportata in maniera diversa, ma credo che sia importante avere una sorta di obiettività nel nostro pensiero, senza troppi vincoli dati dalla mania di sminuire un qualcosa solo perché fa tendenza. E stiamo sempre attenti a ciò che applaudiamo, cerchiamo di aprire gli occhi e di non farci prende in giro, indipendentemente dall’ambito in questione.

Giorgio Palmieri

Apple