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Jelly Band: ti piacerebbe tornare bambino? [Recensione]

Giorgio Palmieri -


Prendiamoci un attimo di pausa dai tipici giochi a cui siamo abituati e immergiamoci in un titolo non proprio videoludico, bensì più simile ad una sorta di applicazione interattiva. Il ché potrebbe suonarvi strano o, meglio, fuori luogo, ma vi assicuriamo che, se preso dal verso giusto, questo titolo potrebbe far ritornare in mente momenti di relax, così dolcemente nostalgici. Mettete per un attimo da parte le corse di Temple Run, le Double Kill di Call of Duty e le sfide all’ultima parola di Ruzzle, quest’oggi parliamo di Jelly Band di Infinite Dreams, titolo che si basa sulla musica e sui suoni, tralasciando elementi quali la sfida e le ricompense che rendono il videogioco un videogioco. Non perdiamoci in chiacchiere e andiamo subito al punto della questione e alla sua riflessione.

Like a Baby

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Jelly Band si definisce come un viaggio colorato fatto di suoni incantevoli e  magici, praticamente gli ingredienti per un prodotto videoludico studiato per bambini. Il gioco ci mette a disposizione un’intera orchestra di simpatiche gelatine, ognuna con il suo strumento musicale e noi, che vestiremo i panni del direttore di questa orchestra, potremo posizionare a nostro piacimento le varie gelatine all’interno della scena di gioco. Non avremo pieno controllo della musica poiché ogni gelatina suonerà un motivetto semplice e preimpostato, infatti l’obiettivo (se così vogliamo chiamarlo) di Jelly Band sarà quello di posizionare le varie gelatine affinché producano una musica di vostro gradimento. Nessun punteggio, trofeo, traguardo, perk o quant’altro, è un gioco il cui scopo è imposto dal giocatore stesso. Inoltre, il posizionamento delle gelatine cambierà l’intensità del suono dei vari strumenti musicali, donando al titolo quel tocco di personalizzazione in più che non guasta.

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L’aspetto che rende magico Jelly Band è che tutto avviene in tempo reale: infatti, potremo cambiare le gelatine in ogni momento del gioco e la musica si modificherà di conseguenza all’istante. Il gioco offre due livelli con diversi strumenti musicali, e il motivetto di ognuno di questi è ben caratterizzato e semplicemente fantastico da ascoltare. Simpatica la possibilità di poter registrare le nostre creazioni, per poi riascoltarle in un secondo momento. Il risultato difficilmente non sarà di vostro gradimento, poiché ogni suono è davvero magico e si omologa benissimo all’interno della musica generale. Jelly Band, poi, è gratuito e senza acquisti in-app, dunque provarlo non costa nulla. È un prodotto immediato e fatto per rilassare, mirato perlopiù per i più piccoli ma che potrebbe stupire anche i più grandi proprio per ciò che è, ossia semplicità allo stato brado.

Tirando le somme...

Inutile nascondersi dietro un dito, siamo stati bambini anche noi. L’epoca dove qualsiasi cosa, persino la più piccola e insignificante, poteva far rimanere letteralmente a bocca aperta. Una magia che purtroppo va scemando man mano che si cresce e ci si immerge nell’insidioso mondo della maturità, fatto di pregiudizi, standard e di modelli inculcati e propinati a forza, ma si sa, questa è vita e non è di ciò che noi trattiamo. Se per un momento invocassimo quel po’ di infantilità (nel senso buono del termine) che è dentro di noi, Jelly Band riuscirà a stupirci sia per la sua genuinità che, soprattutto, per la sua magia; e se proprio quel po’ di infantilità e di purezza che è dentro di noi è stata ormai repressa, possiamo pur sempre dare il dispositivo ai nostri  fratellini, figli o cugini, a patto che questi non siano già impegnati in questioni da grandi.

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