Google Play Games

Google Play Game Services: un treno su cui gli sviluppatori ancora stentano a salire

Lorenzo Quiroli -

Google Play Games Service è stato presentato ufficialmente durante il recente Google I/O: il nuovo servizio di Big G rappresenta la novità forse più importante riguardante Android svelata durante la famosa conferenza di sviluppatori ed oggi analizzeremo i suoi molteplici aspetti con un particolare riguardo alla funzione che più ci sta a cuore, ossia quella dei salvataggi nel cloud.

Definito da molti come il “Game Center” per il robottino verde, Play Games Service è in realtà molto di più: non è infatti un’esclusiva Android, ma si estende anche a iOS e al web, le tre piattaforme sulle quali Google ha deciso di investire. Essendo stato introdotto tramite un aggiornamento di Google Play Services, le API del servizio non sono disponibili solamente per una nuova iterazione di Android (che infatti all’I/O non è stata presentata), ma per tutte le versioni pari o successiva alla 2.2 (che rappresentano il 98,4% dell’ecosistema), il che significa che la diffusione (leggesi: frammentazione) non è certamente un problema in questo caso.

Leaderboards & Achievements

Classifiche e risultati sono le due novità introdotte che hanno riscosso un veloce successo tra gli sviluppatori: è di certo un buon segno il fatto che persino una casa delle dimensioni di Square Enix abbia introdotto gli achievements nell’ultimo capitolo di Final Fantasy pubblicato su Google Play. Sono presenti due tipi di classifiche (leaderboards): una con presenti i punteggi delle vostre cerchie di Google+ e una globale, mentre i risultati (achievements) non sono altro che dei trofei che simboleggiano il raggiungimento di determinati obiettivi o azioni.

achievements

Multiplayer

Esistono due tipi di multiplayer: uno in tempo reale, ossia quello mostrato per Riptide GP2, in cui è ovviamente necessario che i due giocatori utilizzino il gioco nello stesso istante, ed uno basato su un sistema a turni, che potrebbe essere applicato, ad esempio, in una partita di scacchi in cui ogni giocatore ha due giorni di tempo per eseguire la propria mossa.

Salvataggi nel cloud

Da sempre ci sta a cuore la sincronizzazione dei dati delle applicazioni tra i vari dispositivi (spesso compare anche in qualche editoriale) ed è questo il punto centrale dell’approfondimento odierno: non saremo solo noi a dare un giudizio al riguardo, ma abbiamo contattato coloro che decreteranno il reale successo o fallimento di Play Games Service, ossia gli sviluppatori, per capire le loro intenzioni ed opinioni al riguardo.

Infinite Dreams, creatori della serie Can Knockdown, ci ha risposto rivelandoci la loro intenzione di aggiungere il supporto a Play Games e al cloud save presto, ed ha mantenuto la promessa visto che due giorni fa il terzo capitolo del loro gioco è stato aggiornato con classifiche, risultati e salvataggi online sincronizzati tra diversi dispositivi. Le risposte però, non sono state soltanto positive; Bit Ate Bit, produttori del famoso They Need To Be Fed 2 ci ha scritto:

I plan on adding support for achievements. However, I am not sure if my engine will support cloud sync. If it does I will support it.

ossia:

Abbiamo intenzione di aggiungere il supporto ai risultati. Tuttavia, non so se il mio engine supporta la sincronizzazione cloud. Se la supporterà la implementerò.

Lo sviluppatore pone una questione interessante, ossia l’implementazione potrebbe non essere solamente questione di volontà, ma richiede anche che l’engine utilizzato supporti i salvataggi nel cloud; un’altra critica viene posta dalla Eighy Eight Games, autori del gioco 10000000, che, dopo averci detto di essere indecisi tra Scoreloop e Play Games Service, ci rivelano:

Cloud saving scares me though, depending on the game it isn’t as simple as just unifying saves – in 10000000 for example you only have one active game, what if the cloud and local versions disagree? what if the answer of “who is further?” isn’t easy? I’d have to make sure I get it right

ovvero:

I salvataggi nel cloud però mi spaventano: a seconda del gioco non è semplice come unificare i salvataggi – in 1000000 per esempio tu hai una sola partita attiva, e se la versione cloud e quella locale fossero in disaccordo? quale è la risposta a “chi viene per primo?” Devo essere sicuro di farlo bene.

Anche in questo caso la questione è interessante: è lo sviluppatore che deve gestire i conflitti in modo appropriato, e non sempre è facile.

Positiva è invece la Fallen Tree Games, che ha posticipato l’uscita di Quell Memento, proprio per implementare il supporto a Play Games Service, e ci conferma pure che anche i capitoli precedenti verranno aggiornati. Devine Lu Linvega, autore di Hiversaires, e la Fireproof Games, sviluppatori di The Room, sono interessati al servizio per i loro futuri giochi ma non lo implementeranno negli attuali, mentre molti altri, come Fingersoft, casa produttrice di Hill Climb Racing, stanno valutando e non vogliono per il momento sbilanciarsi.

Critiche e conclusioni

Il servizio in fondo è ottimo e la sua natura multipiattaforma lo pone un passo in avanti rispetto alla concorrenza, ma non è tutto oro quello che luccica: prima di tutto è basato su Google+, che è sempre più il sole nella galassia dei servizi di Big G, ma non tutti creerebbero un profilo su un social network solo per giocare in multiplayer e altro. In secondo luogo, il login dovrebbe essere automatico: in fondo sia Gmail che Plus sono servizi dello stesso account, al quale si accede con le stesse credenziali, perché dunque scaricare un gioco tramite un account ed dover eseguire il login con il medesimo?

Le obiezioni che possiamo sollevare non sono finite, e toccano anche l’assenza di una sezione dedicata in cui trovare i giochi che supportano il servizio; al momento sul web è impossibile capire se presente un, a meno che non sia riportato nella descrizione, o assente (ma speriamo che ciò cambi nel prossimo redesign di Google Play), mentre da smartphone e tablet ci viene rivelata lla presenza di achievements, leaderboards e multiplayer ma non del cloud save.

Sempre riguardo ai salvataggi nella nuvola, come può un utente sapere quale gioco ha eseguito il backup dei salvataggi? La risposta è semplice, non può: possiamo infatti vedere le app alle quali abbiamo effettuato l’accesso tramite G+, ma non tutte disporranno della funzione e quindi sta all’utente sapere e scoprire quali dei suoi salvataggi sono stati effettivamente riposti nella nuvola.

In attesa di una sezione dedicata cerchiamo di sopperire noi alla mancanza con una nostra tabella, incompleta, ma certamente più ricca di quella inizialmente pubblicata il giorno della presentazione:

E’ stato dunque un inizio timoroso ma promettente per il nuovo servizio di Google dedicato al gaming e non possiamo che augurarci che in futuro sempre più giochi lo supportino; per il momento però, inserire il proprio account e ritrovarsi sul proprio dispositivo tutti i nostri precedenti salvataggi rimane solamente un’utopia.

Giorgio Palmieri e Nicola Ligas hanno contribuito alla stesura di questo articolo