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Larry Page risponde fermamente alle accuse di fughe di notizie da Google: “Ma che…?”

Nicola Ligas

Larry Page ha pubblicato sul blog ufficiale di Google un post in merito ad una notizia circolata nella giornata odierna, della quale però noi non abbiamo parlato, perché non correlata direttamente con Android, e soprattutto perché ancora un po’ troppo scandalistica; abbiamo quindi aspettato di vedere come si sarebbero evolute le cose per avere un quadro più chiaro, e la risposta di Page non potrebbe essere più cristallina: “Ma che…?” (immaginate voi il contenuto dei puntini).

Per farla breve, Google ed altre società sono nell’occhio del ciclone perché è circolata la voce di un programma segreto del governo americano chiamato PRISM, grazie al quale la National Security Agency USA avrebbe avuto accesso diretto ai server di Google.

A simile accuse Page risponde non solo che la sua azienda non ha mai aderito a tale programma, ma di non averne nemmeno mai sentito parlare fino a ieri.

Detto questo, Page ribadisce di fornire solo i dati richiesti dalla legge, e che in ogni caso i legali di Mountain View revisionano ogni singola richiesta in tal senso e spesso le rimandano anche indietro quando non rispondono a pieno alle regole. “Qualsiasi articolo della stampa che suggerisca che Google fornisca accesso aperto ai dati dei suoi utenti è falso, punto.

Riguardo Verizon, operatore statunitense che avrebbe fornito milioni di chiamate dei suoi utenti, Page si dichiara altrettanto sorpreso, in particolare dell’esistenza di una tale ordinanza, ma conferma comunque l’estraneità di Google alla vicenda.

Infine Page rivendica il Transparency Report che regolarmente la sua azienda pubblica, nel quale sono enumerate le richieste di dati ricevute da Mountain View, auspicando che il livello di segretezza verso certe procedure non arrivi a minare quella libertà che tutti rivendicano.

Trovate il testo integrale qui sotto, nel link alla fonte.

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