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L’amministrazione Obama contro i patent troll

Nicola Ligas

Se anche sulle nostre pagine abbiamo dovuto parlare di brevetti e relative cause in tribunale, è stato spesso anche a causa del funzionamento di questi stessi brevetti, e del fatto che sono concessi ad ampio raggio e non in merito a singole e vere innovazioni, portando così chi è in cerca di facile fortuna a intentare procedimenti legali su ampia scala. Verrebbe facile puntare il dito contro Apple, ma noi abbiamo una percezione solo parziale di quanto il fenomeno del patent trolling abbia colpito il sistema giuridico americano, anche perché AndroidWorld nello specifico non si occupa certo su base regolare di queste cose, e in particolare solo per quanto concerne Android. In ogni caso, se l’amministrazione Obama ha ritenuto opportuno intervenire, è un segnale evidente di quanto la cosa sia degenerata.

Il Wall Street Journal riporta infatti che il Presidente si è fatto una cattiva opinione di certi marchi che detengono molti brevetti, affermando che alcuni di questi “non producono niente. Stanno solo cercando di fare leva sulle idee altrui e sruttarle per vedere se possono trarci profitto.” Pertanto l’amministrazione Obama ha predisposto un piano in 5 passi:

  1. Chi detiene un brevetto dovrà anche rivelare chi ne è il legittimo proprietario (non necessariamente i due coincidono)
  2. Ci saranno sanzioni per chi intenti una causa giudicata ingiuriosa dalla corte
  3. Verranno addestrati degli esaminatori appositi per scrutinare le richieste di brevetti troppo ampie
  4. Verrà tenuto a freno l’abuso della International Trade Commission per risolvere tali dispute
  5. L’amministrazione Obama vorrebbe modificare alcuni standard legali nell’ambito ITC per assicurare maggiore flessibilità nell’assunzione dei giudici

A parte i dettagli tecnici, da puri profani in materia, già il punto 3 da solo ci sembra meritevole di essere portato avanti, sperando che gli sforzi dell’amministrazione USA portino dei risultati nel regolamentare un sistema dei brevetti che ne avrebbe senz’altro bisogno. Da parte nostra saremmo ben lieti di tornare a parlare solo e soltanto di tecnologia, e non delle aule di tribunale.

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