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Editoriale: Facebook Home, un fallimento così grande che anche Facebook (quasi) lo ammette

Nicola Ligas

Oggi è una data importante, che però nessuno ha stranamente ricordato. Oggi è il mesiversario di Facebook Home, il secondo per l’esattezza. Due mesi fa veniva infatti presentato il launcher alternativo made in Facebook, pochi giorni dopo diventava disponibile negli USA e successivamente anche da noi. Non sono mai stato un fan del social network blu, ma questo non ha nulla a che vedere con il mio severo giudizio di oggi. Ho aspettato, ho guardato, ho anche sperato, perché in fondo che motivo avrei di risentirmi se Facebook facesse qualcosa di buono? Ad oggi però il contributo principale di Home ad Android è stata la nascita del progetto HALO del team Paranoid, ma a meno di doti divinatorie che ignoro, non credo che questo fosse nei piani di Zuckerberg.

Ora come ora Facebook Home è stato un fallimento su tutti i fronti, e non mi riferisco tanto al launcher in sé, che magari a qualcuno può anche piacere, ma anche a tutto ciò che vi ruota attorno.

  • La compatibilità di Facebook Home è scarsa, per non dire misera. Da una grande azienda che fa del numero di utenti la sua arma vincente, ci si aspetta che ne includa il più possibile, invece solo chi ha alcuni recenti top di gamma può usufruire di Home, e non parliamo dei tablet perché loro sono esclusi in blocco. Certo, è possibile ricorrere ad apk che anche noi vi abbiamo proposto, ma questo è un altro discorso.
  • HTC First è stato un fallimento tale che l’iniziale prezzo di 99$ sotto contratto è stato tagliato a zero dopo poche settimane, e la sua venuta in Inghilterra è stata arrestata da Facebook stesso.
  • L’app sul Play Store è oltre il milione di download: il numero sarebbe alto, ma se pensiamo al mezzo miliardo di Maps viene da ridere, anche se il paragone è in effetti ingrato (per Maps!). In compenso la media voto è di 2,3 con quasi 10.000 “1 stella”. Intendiamoci, il giudizio degli utenti sul Play Store non è sempre illuminante, basta guardare certi commenti a Play Services, ma nel caso di Facebook siamo a livelli davvero bassi
  • In due mesi non ci sono stati segnali di miglioramento. Questa è sinceramente la cosa che mi lascia più perplesso: al momento del lancio erano stati promessi aggiornamenti frequenti, su base mensile, anche per apportare nuove funzionalità, invece alcune novità sono state annunciata un mese fa, ma nuovamente il tempo è passato senza che nulla cambiasse.
  • L’immagine di apertura è presa da questo post di Facebook stessa: “se volete un po’ di tempo per voi, semplicemente spegnete Home ed usate il telefono come sempre“. Non è un’ammissione della debacle, ma poco ci manca, tanto più che è stata pubblicata sulla pagina di Facebook Mobile. Come dire: noi vi proponiamo questa applicazione, ma se proprio non vi piace non la usate! Non ricordo nessun altro sviluppatore, piccolo o grande, che abbia mai detto nulla di simile. Piuttosto si potrebbe far qualcosa per migliorarla, ma questo ci riporterebbe al punto precedente.

Noterete che in tutto questo non mi sono nemmeno soffermato ad analizzare l’app in sé: il fatto che quelle foto a pieno schermo siano belle se siamo pieni di amici fotografi, ma possano essere grottesche per non dire di peggio nella maggior parte dei casi. O il fatto che se ad un certo punto uno col telefono dovesse anche lavorarci, o fare qualcosa di più che non “mi piace”, difficilmente avrebbe la stessa immediatezza di prima nell’accedere alle app (i widget lasciamoli stare), ma in fondo Facebook Home mette al centro le persone, non le applicazioni, quindi mi sembra anche giusto. Il punto è che al di là di cosa pensiate dell’app in sé, quanto detto finora rimane, e se Facebook vorrà cancellare i 5 punti precedenti dovrà mettersi al lavoro, ben più di quanto abbia fatto finora.

Ho dato il prefisso di “editoriale” a questo articolo, ma in fondo mi sono limitato ad elencare dei dati di fatto, più che a fornire dei pareri soggettivi; non voglio però concludere senza averne dato nemmeno uno, quindi vi dirò una cosa buona che secondo me ha portato Facebook Home: lo spot seguente, in particolare la capra.

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