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Editoriale: i nuovi smartphone Google Edition saranno la morte o la trasfigurazione dei Nexus?

Nicola Ligas -

Uno dei topic di conversazione più in voga nel mondo Android ultimamente è stato in relazione alla presentazione di Galaxy S4 e HTC One Google Edition (li chiameremo così, sebbene non sia un nome ufficiale, per evitare confusione con il termine Nexus, dato che entrambi ricorreranno più volte in questo articolo). Come probabilmente tutti voi, il sottoscritto si è posto diverse domande al riguardo, e ora che anche la versione stock di HTC One è stata ufficialmente annunciata, posso provare a dare qualche risposta.

Iniziamo con una doverosa precisazione: l’avvento di questi due modelli non ha nulla a che fare con le vecchissime voci su 5 ipotetici Nexus; al momento la linue-up dei Nexus più recenti comprende solo tre modelli, Nexus 4, 7 e 10. Stop. Le ipotesi sui 5 Nexus risalgono a più di un anno fa e non è assolutamente verosimile che abbiano un qualche diretta relazione con due smartphone presentati adesso, tanto più che nessuno ha escluso l’arrivo di altri modelli Google Edition.

Tutto questo anche per sottolineare un altro aspetto, magari banale, magari no: i Google Edition non sono dei Nexus. I Nexus sono sviluppati dal produttore di turno, sotto dirette istruzioni da parte di Google, e hanno incluso nel corso del tempo un determinato hardware/software perché era anche in quella direzione che Android voleva evolversi: penso ad esempio ad NFC, introdotto con largo anticipo ai tempi del Nexus S, o al più recente Photo Sphere, per ora appannaggio di pochi. Con gli smartphone Google Edition è invece il contrario: è Google che deve adattare il proprio OS ai dettami dei produttori, che hanno sviluppato i loro modelli autonomamente, dotandoli delle caratteristiche che volevano, e non è scontato che tutte queste si facciano facilmente largo in Android stock (vedi il nostro approfondimento in merito su HTC One).

I Google Edition hanno però il vantaggio principale dei Nexus, ovvero gli aggiornamenti da parte di Google. Durante l’I/O era stato confermato che il Galaxy S4 presentato da Hugo Barra sarebbe stato aggiornato da Google, e pertanto la stessa cosa vale per il nuovo HTC One. Restano ancora da vedere le tempistiche precise, anche se probabilmente le scopriremo presto: all’arrivo di una nuova versione di Android, i Nexus vengono solitamente aggiornati nel giro di pochi giorni, a partire dall’ultimo modello e poi via via gli altri; per i Google Edition occorrerà probabilmente un po’ più di tempo, ma è ancora impossibile stabilire quanto, comunque ragionevolmente ci aspettiamo di parlare di settimane piuttosto che di mesi.

Dunque questi Google Edition sono migliori dei Nexus? Per certi versi sì. Alla luce di quanto detto finora, non hanno più l’ancestrale limitazione sulla microSD (laddove prevista) e sopratutto sono dei veri top di gamma, senza compromessi. Anche Nexus 4 in un certo senso lo era, ma abbiamo visto in sede di recensione come il suo gemello Optimus G sapesse tenergli benissimo testa, superandolo anche in certi aspetti; HTC One e Galaxy S4, d’altro canto, non temono rivali casalinghi, e sono entrambi quanto di meglio i due produttori abbiano da offrire. Questo causa anche un inevitabile contrappasso: il prezzo. Se infatti col Nexus 4 Google era riuscito a contenerlo oltremisura, con i due top di gamma di Samsung e HTC non è stato possibile. Galaxy S4 e One sono nel pieno delle vendite, ed è impensabile che le due aziende accettino di far mettere in commercio una loro versione con hardware identico a prezzo dimezzato.

Tutto questo genera a sua volta un altro problema: perché dovrei rinunciare all’interfaccia personalizzata e alle funzioni in più che questa mi offre, per passare ad una stock a cui potrei comunque giungere con una ROM AOSP? La risposta non è univoca: anzitutto il ricorso alle custom ROM è una cosa solo da power user e non vale assolutamente per il cliente comune (che comunque un minimo smaliziato deve essere lo stesso per apprezzare la qualità di un Android stock contro uno personalizzato); secondariamente dobbiamo ancora capire cosa ne sarà dei firmware Google Edition per One ed S4. Se davvero HTC (e Google) dessero agli acquirenti di One la possibilità di passare alla versione stock, ipotesi che a quanto pare è stata presa in considerazione, si aprirebbe uno scenario interessantissimo, con tanti “se” e tanti “ma”.

Per chi sarà disponibile questo ipotetico firmware stock? Entrambi gli smartphone Google Edition sono modellati sulla base delle versioni americane per T-Mobile, quindi la loro radio non andrà bene a livello internazionale, senz’altro per quanto riguarda l’LTE, ed essendo le Google Edition vendute solo in USA, non vediamo perché dovrebbero adattarne il firmware anche per l’estero. Come sarà rilasciato? Via OTA si rischierebbe di fare un po’ di confusione, con utenti che per sbaglio passerebbero alla stock senza volerlo, quindi è assai più probabile un download manuale separato. E se poi si volesse ritornare all’interfaccia personalizzata? Molto probabilmente sarebbe sufficiente una RUU (ROM Update Utility) ufficiale di HTC per fare il salto indietro, ma quest’ultima funzionerebbe anche sugli HTC One acquistati da Google, trasformandoli in pratica in modelli con la Sense? E dove sarebbe a questo punto il senso di acquistarli o meno dal Play Store? E Samsung? Starà a guardare il rivale o si adeguerà a sua volta?

Come vedete questo è l’aspetto più controverso e per ora meno chiaro, ma al contempo è quello che potrebbe rivelarsi il vero punto di svolta di queste Google Edition. Immaginate infatti un prossimo futuro in cui, quantomeno per certi modelli, passare all’interfaccia stock sarà possibile in maniera ufficiale, così come sarà possibile tornare a quella proprietaria. In un certo senso in questo modo le versioni normali e le Google Edition si equivarranno, rendendo però ancora più valido il discorso già fatto sul prezzo (e anche quello nel prossimo paragrafo).

Sundar Pichai ha confermato che il programma Nexus continuerà e non sarà ostacolato dalle Google Edition, ma se anche queste dovessero proseguire in futuro, i casi sono due: o Google continuerà a mantenere molto basso il prezzo dei successivi Nexus, com’è stato per Nexus 7 e in particolare per il Nexus 4, oppure questo tipo di prodotti non saranno mai un successo commerciale, eclissati dall’ombra dei Google Edition, sui quali i vari produttori investiranno molto di più (investiranno sulle versioni regolari, ma è ovvio che i benefici saranno mutui), anche solo in termini promozionali (ricordiamo che quella grande macchina pubblicitaria che è Samsung, non ha mostrato un centesimo dell’impegno che la contraddistingue nel promuovere i suoi Nexus).

Il vento sta insomma cambiando, e a questo punto, dopo le Google Edition di One ed S4, chi potrebbe più lamentarsi se Motorola facesse uscire uno smartphone con Android stock? Magari non lo chiameranno Nexus, ma sarà davvero un problema in futuro? Quel che è certo è che si sente sempre più il bisogno di Play Device e soprattutto che Google sappia operare una politica più globale, perché in ogni caso questi Google Edition saranno a breve realtà solo negli USA, e per il momento a noi non resta che lanciarci in lunghi editoriali come questo, che purtroppo osservano e speculano da lontano.

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