jar of emotions

Le decisioni sul design di Android sono prese in base alle emozioni

Nicola Ligas

Come fa Google a prendere una decisione in merito alla UI di Android? Semplice: affidandosi al fatto che ci vogliono almeno tre emozioni positive per bilanciarne una negativa, almeno secondo gli studi della nota psicologa Barbara Fredrickson.

Prendiamo un esempio semplice, come ad esempio decidere cosa succede quando si è raggiunta l’ultima homescreen disponibile e si cerca di scorrere ulteriormente: potremmo mostrare un avviso pop up, o un segnale colorato di rosso, ma entrambi sarebbero percepiti troppo con un senso di errore dall’utente, lasciandogli una sensazione negativa appunto. Ecco che invece l’attuale effetto di luminescenza azzurro è efficace, per certi versi anche piacevole, e non troppo “severo” con l’utente (certo qualcuno potrebbe obiettare che bastava attuare lo scrolling infinito, ma questo è un altro discorso, con altre problematiche). E che ci crediate o no, la scelta di adottare questa soluzione, così come molte altre è stata presa col metodo di cui sopra.

Anche i messaggi di errore non sono casuali, così come quelli che troviamo ad accoglierci all’apertura di un’app: i primi non devono prendersi gioco dell’utente, i secondi invece non devono essere troppo accondiscendenti; ecco perché il team Android ha addirittura uno scrittore apposito. Non ci credete? Saltate al minuto 20 del video a fine articolo, e lo vedrete in carne ed ossa, ma se volete approfondire tutto l’argomento, potete anche guardare la sessione intera, ma vi avvisiamo che sono ben 40 minuti

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Android Designvideo