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Gangstar Rio City of Saints: la vendetta di un angelo dalla carnagione scura [Recensione]

Giorgio Palmieri

Il 2013 si prospetta un fruttuoso anno per il genere free roaming. Stiamo parlando di quel tipo di giochi dove siamo liberi di vivere l’avventura seguendo schemi che noi stessi ci impostiamo, dove le barriere che delimitano l’azione sono  ridotte al minimo indispensabile per offrire al giocatore un’immedesimazione totale all’interno del mondo di gioco. Dunque, a settembre vedremo il ritorno del capolavoro di Rockstar Games, Grand Thef Auto 5, il settimo capitolo di una saga che ha rivoluzionato il concetto di free roaming o, se vogliamo essere più fiscali, è il titolo che ha portato questo genere alla popolarità.

Immergendoci nei meandri della storia videoludica (che a noi piace tanto), infatti, potremo verificare che il vero pioniere dell’open-world è Elite, un simulatore spaziale sviluppato da David Braben e Ian Bell per il BBC Microcomputer System, un (appunto) minicomputer degli anni 80 il cui scopo principale era quello educativo. Elite è considerato il videogioco che ha gettato le basi per il free roaming, grazie alla possibilità di vagare nello spazio in completa libertà e alla componente gestionale che permetteva una personalizzazione della nostra astronave e dell’universo spaziale.

Un genere apprezzatissimo quello del free roaming che si è evoluto strada facendo, e che di questi tempi è stato preso ed implementato in tantissime tipologie di gioco, dai gdr alle simulazioni di corse, insomma, un vero e proprio fenomeno che ha caratterizzato e condizionato l’intero mondo dell’intrattenimento videoludico.

Ed ecco che arriviamo al punto focale nonché input per la recensione del titolo di oggi. Prendete il concept free roaming che ha condizionato il mondo videoludico, poi il successo stratosferico di Grand Thef Auto ed infine Gameloft. Si, Gameloft. Scommettiamo che avete già capito di cosa stiamo parlando? Ed ecco a voi Gangstar Rio City of Saints, il clone di GTA, ennesimo titolo di Gameloft che “prende ispirazione” dalle pietre miliari del genere. È passato un po’ di tempo dalla sua uscita, ma noi siamo qui per dirvi la nostra e ci piacerebbe leggere le vostre opinioni a riguardo. Vedetelo come un aperitivo per il nuovo capitolo della serie, in arrivo sui nostri dispositivi Android nel corso dell’anno.

Risorgere in grande stile

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Il gioco è ambientato a Rio e vestiremo i panni di un uomo dalla carnagione scura immischiato negli affari della malavita. Infatti lavoreremo per Andreas, boss degli Assassinos, una spietata organizzazione il cui compito è circoscritto all’interno del loro nome. Stanco di questa vita fatta di omicidi insensati, guadagni illeciti e affari sporchi, il protagonista decide di tirarsene fuori insieme alla sua testosteronica ragazza, ma questa scelta cambierà per sempre la sua vita: durante una discussione con la sua fidanzata, entrambi rimangono coinvolti in una esplosione, evento che porta alla morte della ragazza e alla miracolosa sopravvivenza del protagonista. Egli rimane in convalescenza per mesi e, dopo essersi rimesso in sesto grazie ad una operazione chirurgica alla faccia, il protagonista cambia totalmente identità: Angel è il suo nuovo nome e il nostro obiettivo sarà quello di vendicare la sua dolce metà.

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La storia è raccontata con cut-scene al limite del ridicolo caratterizzate da uno dei peggiori doppiaggi in inglese su piattaforma Android. Accenti forzati e fasulli, frasi prive di enfasi, emozioni inesistenti e voci in generale poco caratterizzate che stonano fin troppo all’interno del contesto. Quello che ci ha dato più fastidio, però, è l’eccessiva volgarità di alcune scene, tra l’altro ingiustificata. Giusto per fare un esempio, GTA ha scene forti perché la trama è matura e densa di colpi di scena studiati apposta per i personaggi, c’era proprio bisogno di copiare quelle scene pari pari in un titolo che è del tutto privo di personalità? Molti non faranno caso a ciò che abbiamo appena detto, probabilmente ci stiamo focalizzando troppo su questo aspetto che ai videogiocatori occasionali non interessa più di tanto, ma siamo del parere che se un elemento è fuori luogo e bisogna implementarlo a forza all’interno dell’offerta videoludica forse è meglio lasciar perdere.

Cosa faccio oggi?

Negli shop è possibile acquistare nuovo equipaggiamento, tra cui vestiti e armi.

La struttura di gioco si basa a sul modello free roaming: potremo vagare in giro per la città e fare quel che più ci piace (!). Pestare la gente, rubare macchine, innescare sparatorie, raccogliere collezionabili per la città e, ovviamente, partecipare a tanti tipi di compiti. Questi sono suddivisi nelle categorie Missioni (che ci faranno progredire nella trama del gioco), Lavori (le missioni secondarie) e Gare (le corse automobilistiche). Ogni missione è caratterizzata da una piccola durata, un aspetto molto gradito che si adatta perfettamente al gaming su smartphone/tablet, che ci permetterà di progredire nell’avventura anche con brevi sessioni di gioco. Completando le missioni otterremo sia denaro per acquistare nuovo equipaggiamento, che rispetto, ossia l’esperienza che ci permetterà di aumentare le nostre statistiche. La varietà di certo non manca, gli sviluppatori hanno cercato di offrire al giocatore un’esperienza variegata che non cada subito nella ripetitività. Purtroppo ognuna di queste attività è piena zeppa di problemi tecnici.

Eccoci a casa, dove si potrà dormire, mangiare o cambiare equipaggiamento.

Il sistema di controllo è caratterizzato dall’ormai amato/odiato virtual pad, con tanto di stick analogico e pulsanti per lo scatto, lo sparo e un altro tasto virtuale dedicato a varie azioni. In generale il tutto risulta troppo macchinoso e poco ottimizzato sia per quanto riguarda i movimenti a piedi che per il modello di guida. Quest’ultimo è coadiuvato da un modello di guida personalizzabile ma schiavo di una fisica mal calcolata che, oltre a essere completamente irreale, rende difficoltosa la guida stessa, complici anche i vari problemi nelle collisioni. Le sparatorie sono solo un elemento di contorno all’intero del gioco, poiché sono realizzate frettolosamente e sono del tutto prive di mordente, a causa di una intelligenza artificiale dei nemici scadente e ad un sistema di coperture macchinoso.

Se ruberete un taxi, potrete attivare la rispettiva missione-lavoro taxi per guadagnare denaro extra.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, siamo su livelli discreti. Gli effetti di aliasing e pop-up sono un po’ fastidiosi, anche il frame rate è altalenante in alcune sezioni, ma alla fine in generale il risultato è piuttosto soddisfacente. Le animazioni lasciano a desiderare, ma i modelli poligonali dei personaggi sono abbastanza curati. Il comparto audio, se mettiamo da parte il fastidioso doppiaggio, svolge il suo sporco lavoro grazie alle tante stazioni radio presenti e alle varie canzoni disponibili che danno quel tocco in più all’atmosfera degradata del titolo.

Conclusioni

Gameloft con Gangstar Rio City of Saints ha voluto esagerare, inserendo tantissimi contenuti e tanta varietà. Purtroppo questa non è stata sviluppata al meglio e, anche se dovessimo chiudere un occhio per quanto riguarda il deficitario sistema di controllo e alle sue limitazioni, il gioco risulta essere comunque fin troppo striminzito. Sappiamo che Gangstar Rio City of Saints è stato studiato per smartphone/tablet e non possiamo compararlo con i capostipiti del genere, ma ogni missione è semplicemente anonima e difficilmente riuscirà a soddisfare il vostro bisogno di divertimento videoludico. Potremo definire questo prodotto come troppo fumo e poco arrosto, un fumo quasi piacevole da odorare se preso a piccole dosi e un arrosto un po’ asciutto e difficile da mandare giù, ma che svolge il suo lavoro in maniera sufficiente (quello di sfamare). Stop alle metafore, Gangstar Rio City of Saints è un videogioco indirizzato esclusivamente ai fan accaniti del free roaming, a coloro che proprio non possono fare a meno di questo genere, consci del fatto che il titolo è pieno di difetti. Tutti gli altri possono dirigersi verso le vecchie glorie GTA3 o GTA Vice City, pietre miliari del genere e sempre freschi da giocare, disponibili sul Play Store ad un prezzo più che onesto. Noi intanto aspettiamo il nuovo capitolo di Gangstar, nella speranza che Gameloft abbia sistemato i problemi sopracitati (in verità, sul nostro calendario è segnato in rosso anche il 17 settembre 2013, ma questa è un’altra storia).

Coinvolgimento: Inizialmente interessante, la storia si perde dopo i primi minuti di gioco. Alcune scene fin troppo volgari e poco giustificate fanno storcere il naso. Mondo di gioco non molto ampio e privo di tocchi di classe nella realizzazione.
5/10
Giocabilità:  Tanta varietà e molte missioni, anche se nessuna di esse riesce a soddisfare a pieno. Sistema di controllo macchinoso e legnoso.
6/10
Grafica:  Comparto tecnico discreto. Effetti pop-up eccessivi ma nel complesso sopportabili. Sporadici problemi di frame rate.
7/10 (Nexus 7)
Sonoro: Doppiaggio scadente ma il comparto sonoro in generale è più che discreto.
6.5/10
Longevità: I contenuti ci sono. L’esperienza è varia e la storia vi porterà via diverse ore di gioco, senza contare le tante missioni secondarie: a patto che vogliate farle.
7.5/10
Prezzo: 4,49€ con acquisti in-app annessi ma del tutto secondari. Nel complesso, buono.
7.5/10

Voto complessivo: 6/10

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