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Slender Man! Chapter 1 Alone: urla di paura o dormite da paura? [Recensione]

Giorgio Palmieri

La paura è un’emozione soggettiva. C’è gente che si impressiona guardando le giostre dei clown al Luna Park, mente ci sono persone che non si spaventano nemmeno se ci dovessimo trovare in una apocalisse zombi, anzi, né sarebbero più che contenti. Questa emozione ha caratterizzato buona parte del mondo dell’intrattenimento, in particolar modo quello cinematografico grazie al genere horror: Psyco, L’Esorcista, Shining, La Cosa, sono solo alcuni dei titoli che sono riusciti nell’intento di spaventare milioni di persone in tutto il mondo.

Il concetto di horror si è evoluto anche all’interno dell’universo videoludico, e il merito di questa progressione va a Capcom e al suo Resident Evil. Il genere survival-horror è nato proprio con il primo Resident Evil del 1996, un videogame che metteva il giocatore dinanzi a situazioni terrificanti, contro pericoli e creature mostruose, e l’equipaggiamento del personaggio era ridotto all’osso costringendo il giocatore a quantificare i medicinali e le munizioni. Un genere di nicchia quello dei survival-horror che, purtroppo, abbiamo visto quasi scomparire dal panorama videoludico attuale: anche la stessa Capcom ha deciso di dirigersi verso un genere più action per il suo Resident Evil, incentrato sulla spettacolarità hollywoodiana piuttosto che sull’atmosfera e la sopravvivenzaMolti gamer si saranno pur messi l’anima in pace, ma come si dice, la speranza è l’ultima a morire ed infatti molti videogiocatori si sono diretti  gli indie game, ossia videogiochi indipendenti sviluppati da una persona o da piccoli gruppi di programmatori senza l’ausilio economico da parte di un editore, dove il genere horror è uno dei più popolari ed utilizzati.

Uno dei concept che ha dato vita a leggende metropolitane, cortometraggi, creepypasta, fanart, cosplay e parecchi indie game è stato il famoso Slender Man, un Internet Meme (fenomeno di Internet) creato da Victor Surge per il forum di Something Awful. Lo Slender Man è un’entità dalle fattezze umane, una figura magra, innaturale, senza volto e con la pelle bianca. La sua particolarità è il suo vestiario, una sorta di smoking che aggiunge un ulteriore alone di mistero a questo personaggio, il cui obiettivo è quello di stalkerare e traumatizzare la gente, soprattutto i bambini.

Di indie game con protagonista lo Slender Man ce ne sono a bizzeffe, ma noi ne abbiamo preso uno in particolare disponibile sui dispositivi Android: stiamo parlando di Slender Man! Chapter 1 Alone di Digital Code Works, titolo presente nella raccolta di giochi per Android The Indie Gala Mobile 3. Dopo aver giocato a questo gioco, chissà se per passare da una stanza all’altra durante la notte dovremo accendere la luce. 

Pagine su pagine

Ecco una delle otto pagine sullo Slender Man. I disegni sembrano fatti da bambini.

Avviato il gioco, dovremo selezionare tra due tipi di ambientazione: la strada o la fattoria. Non ci sono differenze marcate tra i due livelli, si tratta solo di piccoli particolari estetici e la nostra scelta ricade sulla fattoria giusto per rimembrare le vicende dell’episodio due del videogioco di The Walking Dead, titolo disponibile solo per iOS, PC e console HD, purtroppo mai arrivato per noi amici del robottino verde: chi l’ha giocato sa di cosa stiamo parlando, per coloro che non conoscono questo titolo possiamo solamente evitare di spoilerare, ma in ogni caso vi consigliamo di recuperarlo. L’obiettivo del gioco è quello di raccogliere le otto pagine che riportano informazioni sullo Slender Man, evitando ogni contatto con quest’ultimo. Infatti, mentre ci sposteremo di zona in zona per raccogliere le pagine, lo Slender Man ci seguirà comparendo casualmente all’interno dell’ambiente di gioco. Se staremo troppo vicino a questa entità o se lo osserveremo per più di una manciata di secondi, il gioco finirà.

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Ci sposteremo all’interno dell’ambiente di gioco tramite lo stick analogico del virtual pad. Non c’è la possibilità di corsa o di accendere/spegnere la torcia come nell’originale episodio per PC, Slender: The Eight Pages. Il motore grafico utilizzato è Unity 3D e lo si nota forse fin troppo poiché gli elementi insieriti sono quelli standard offerti dal motore stesso: le texture sono in bassa risoluzione, sia il terreno che le strutture sono povere di dettagli e il comparto estetico in generale non sorprende, in quanto non abbiamo visto nemmeno un tocco di classe che potesse contraddistinguere il prodotto dalla massa di giochi coadiuvati dallo stesso concept. L’ambientazione è completamente in bianco e nero mentre le strutture sono a colori, un binomio che in generale stona. Nulla da dire sullo Slender Man, è quello di sempre, anche se questa nuova versione di Digital Code Works possiede una sorta di tentacoli dietro la schiena:  nuovo è sempre meglio (cit. Barney Stinson) direbbero alcuni gamer, ma non ne siamo tanto sicuri. Il sonoro è caratterizzato da suoni che dovrebbero spaventare il giocatore, sussurri, effetti atmosferici e quant’altro, anche se alcuni ci sono sono sembrati troppo forzati e stucchevoli durante lo scorrere del gioco.

Hai visto! Era lui!

Eccolo qui il simpaticissimo Slender Man. Meglio starne alla larga!

Non ci giriamo attorno e vi diciamo subito che le nostre partite su Slender Man! Chapter 1: Alone si sono rivelate delle buone dosi di noia profonda (perdonate l’ossimoro). Vagare tra le spoglie ambientazioni risulta essere una meccanica abbozzata e eccessivamente vaga che non stimola il giocatore: pregherete affinché lo Slender Man faccia la sua apparizione. Anche impostando il gioco alla difficoltà massima l’azione di gioco rimane troppo scialba e noiosa, e l’atmosfera non riesce né ad immedesimare, né a spaventare il giocatore. Sappiamo che la paura è soggettiva, lo abbiamo detto in apertura, ma abbiamo provato questo gioco in tutti modi, anche infilandoci nel letto prima di andare a dormire a luci spente, da soli e con gli auricolari: si è rivelato essere una buona alternativa alla consueta ninna nanna.

Tirando le somme...

Non ci sentiamo di dare una valutazione a questo titolo. Slender Man! Chapter 1: Alone è un prodotto decisamente amatoriale e che non prova nemmeno a mascherare questa sua “limitazione”. Il fatto che è venduto ad 1 € sul Play Store ci ha fatto storcere un po’ il naso, ma è pur sempre presente la versione free anche se è coadiuvata da pubblicità invasive in-game e da una sola un’ambientazione. Il gioco non spaventa, non immedesima e non diverte e, a nostro avviso, è un prodotto solo abbozzato che potrebbe funzionare nel caso fosse sviluppato e ampliato a dovere. Così come è ora non funziona o, almeno, non ci è riuscito con noi. Saremo lieti di leggere la vostra opinione a riguardo.

Spunto di riflessione post-recensione: avete provato questo titolo o uno dedicato a Slender Man? Cosa ne pensate? Siete facilmente impressionabili oppure no? La parola a voi e, inoltre, fateci sapere cosa ne pensate del genere horror e della sua evoluzione nel campo dell’intrattenimento videoludico. Quasi dimenticavamo, attenzione allo Slender Man, si nasconde sempre nei posti più improbabili (o forse no?).

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