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[SounDroid] Ecco come migliorare la qualità sonora del proprio smartphone

Nicola Randone -

Gli appassionati di audiofilia hanno sicuramente riconosciuto le 6 valvole del Sennheiser Orpheus HE90 e, sebbene su questo argomento ci siano diverse correnti di pensiero, quando mettiamo una valvola tra la sorgente sonora ed un output decente, è perchè siamo alla ricerca di un’esperienza d’ascolto non convenzionale.

E’ chiaro, 12.900$ (questo il prezzo del gioiellino in figura) sono di sicuro un budget per pochi, d’altra parte esistono sicuramente prodotti molto più abbordabili in termini di prezzo con risultati anche superiori in termini di resa sonora.

In molte applicazioni, ma anche nelle versioni stock o brand di Android, troviamo diverse implementazioni che promettono risultati eccellenti nell’ascolto, basti pensare a Voodoo Sound di supercurio o la funzionalità HRTF del DSP Manager, tuttavia qualsivoglia equalizzatore o compressore (perchè in fondo di questo si tratta) non potrà mai farci ottenere un ascolto degno di nota se ascoltiamo dalle cuffie in dotazione o peggio dal piccolo altoparlante di plastica del nostro smartphone.

Fermo restando quanto detto, bisogna fare una ulteriore considerazione, molti degli smartphone in commercio (compresi quelli di fascia alta) non curano particolarmente la resa sonora in uscita, un buon convertitore AD/DA (che è poi la parte più importante per un ascolto decente) è pur sempre un elemento che grava sul costo complessivo dell’apparecchio e, sebbene alcune case come HTC o Apple abbiano puntato molto sulla qualità in output dei propri dispositivi (stendiamo un velo pietoso su Samsung), anche in quel caso siamo molto lontani dal suono che può restituirci un lettore CD Yamaha dei primi anni ’90 oppure un Marantz e ancora meglio un Meridian o un Arcam; quindi dimentichiamo di poter ottenere un ascolto per veri audiofili dal nostro smartphone e preoccupiamoci di arrivare a qualcosa che sia almeno soddisfacente.

Ogni audiofilo che si rispetti lascia che sia il proprio orecchio a scegliere il giusto impianto. Non è ancora stato costruito un dispositivo universale che  restituisca un suono oggettivamente perfetto per tutti, ognuno di noi ha i suoi gusti, c’è chi ama che le frequenze medie siano leggermente più enfatizzate (e per questo sceglie degli amplificatori inglesi, magari valvolari), chi invece preferisce la “neutralità” di ogni frequenza e per questo acquista diffusori e amplificatori americani o canadesi, anche per questa ragione una scelta oculata è vincolata al genere musicale che si preferisce: il rock privilegia un certo tipo di frequenze, mentre il jazz viaggia su tutt’altro tipo di esperienza.

E’ chiaro che chi ascolta musica dall’altoparlante dello smartphone, troverà straordinariamente fedeli anche degli auricolari comprati da “Tutto a 1 Euro” e per questa ragione l’utente XDA jRi0T68 ha dedicato un post sul forum per chi ha bisogno di una guida agli acquisti redigendo 7 diversi punti con i quali procedere prima di scegliere la propria cuffia o auricolari:

  1. Budget
  2. Genere musicale
  3. Tipo di cuffia
  4. Funzionalità delle cuffie
  5. Audio rig (un dispositivo simile a quello che vedete nella figura in testa)
  6. Sorgente (mp3, flac, wav, ogg etc)
  7. Qualità nella costruzione

Riguardo il budget è chiaro che sotto i 15€ troviamo prodotti tutti uguali e che, per cominciare a notare la differenza, bisogna superare sicuramente i 100€.

Sul fronte genere musicale ne abbiamo già parlato; per quanto riguarda il tipo di cuffia bisogna decidere se optare per quella tradizionale o per gli auricolari in-ear che, con budget anche non troppo alti, riescono a raggiungere risultati  paragonabili, se non superiori, a quelle on-ear. L’audio rig è strettamente legato al tipo di player che verrà utilizzato: come detto prima, se la sorgente è già analogica (come quella di uno smartphone), far passare un segnale di per sè di scarsa qualità in un amplificatore a valvole è come mettere dell’olio al posto della benzina in una Ferrari; quindi, a meno di non avere un’uscita digitale nel proprio smartphone, un amplificatore esterno è un’ipotesi da valutare solo nel caso in cui si prenda la saggia decisione di abbandonare l’idea di uno smartphone come player musicale. La sorgente audio infine è fondamentale per una buona resa sonora: un mp3 codificato a 96kbps è già stato abbondantemente saccheggiato delle frequenze del brano originale, dei buoni compromessi sono gli mp3 a 192kbps fino ad arrivare a 320kbps, in quest’ultimo caso solo un audiofilo con un ottimo impianto hi-fi saprebbe cogliere la differenza.

Su XDA consigliano dei buoni punti di partenza per iniziare a tirare fuori dal proprio smartphone una qualità audio decente; con budget che vanno da 60$ a 349$, il sito HeadRoom ha allestito un’interessante classifica delle 10 migliori cuffie sotto i 500$eccovi il link.

Da parte nostra non possiamo che consigliarvi di avere fiducia nella vostra sensibilità di ascolto: è facile trovare un prodotto che ci soddisfi ma il vero banco di prova è il tempo, se vi accorgete che dopo qualche mese la vostra cuffia non suona come vorreste, allora la scelta non è stata quella giusta.

Fateci sapere le vostre opinioni in merito e magari i prodotti che vi hanno soddisfatto di più.

Fonte: Fonte
soundroid