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Daddy Was A Thief: a mali estremi, estremi rimedi [Recensione]

Giorgio Palmieri

Dopo aver abbattuto (almeno in parte) il pregiudizio de “gli endless game sono tutti dei pessimi titoli”, torniamo a parlare di questo genere cercando di dare persino uno scopo educativo. Qui c’è da essere di larghe vedute, ma ciò che ci insegnano gli endless game è che, quasi come una metafora di vita, indipendentemente da dove andremo, cosa faremo e quanto bene svolgeremo il nostro compito, prima o poi, dovremo fermarci per cause di forza maggiore.

Stiamo esagerando, è vero, ma sarebbe bello vedere un titolo che cerca di evolvere il concept endless implementando una sorta di trama, un lore, un qualcosa che sappia emozionare e immedesimare a prescindere dalla giocabilità. Il titolo di oggi in un certo senso lo fa o, almeno, ci prova: Daddy Was A Thief, titolo di Rebel Twins, gli sviluppatori di Crumble Zone. La trama (se così si vuol chiamare) getta delle basi per una struttura piuttosto interessante poiché, il nostro protagonista, dopo essere stato licenziato dal suo datore di lavoro, prenderà una scelta drastica per salvare la sua famiglia dal disastro economico (non abbiamo usato crisi apposta): diventare un ladro. Solito endless game o una inaspettata sorpresa? Spetta a voi deciderlo, ma noi vi diciamo la nostra.

Che mestiere fa il tuo papà? Il ladro maestra!

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Mettiamo le cose in chiaro, Daddy Was A Thief è un semplice endless game, gli sviluppatori non hanno nemmeno provato a mascherare la fine del gioco,  il titolo recita Mio padre era un ladro quindi saprete già come andrà a finire l’avventura. L’epilogo sarà pur colmo di tragedia e tristezza o, almeno, lo è solo su carta, ma lo stile grafico e il gameplay in generale spruzza vivacità da tutti i pori. Dopo aver assistito ad una breve sequenza composta da vignette colorate che cercheranno di giustificare l’opinionabile scelta del protagonista, il gioco ci mostrerà il nostro simpatico (e grassottello) personaggio che, dopo aver effettuato una rapina, si getterà dal grattacielo della banca per raggiungere il palazzo a fianco e lo scopo del gioco sarà quello di distruggere i pavimenti delle varie stanze a suon di colpi con il nostro fido sedere nella speranza di raggiungere il piano terra, cosa che, ovviamente, non accadrà mai (suvvia, non accusateci di spoiler).

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I comandi che potremo dare al nostro personaggio sono due: swipe in su per eseguire un salto e swipe in giù per un colpo verso il basso con il sedere. Il protagonista continuerà a muoversi a destra e a sinistra in automatico fintanto che non eseguiremo uno swipe in giù. Il termine esatto per definire il genere di gioco di Daddy Was A Thief è endless faller, poiché passeremo tutto il tempo a muovere il pollice dall’altro verso il basso per scendere di stanza in stanza, senza badare troppo a ciò che succede a schermo, cercando di creare più caos possibile e, di conseguenza, ottenere più punti e più monete. Non mancano ostacoli e poliziotti a metterci i bastoni tra  le ruote, ma i potenziamenti da raccogliere cercheranno di aiutarci durante la nostra caduta verso la libertà. Ad esempio, se giungeremo in un bagno potremo utilizzare la vasca da bagno per una spinta più distruttiva oppure nel laboratorio potremo bere pozioni speciali per trasformarci in una sorta di Hulk.

Piccolo intrattenimento

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Il gameplay di Daddy Was A Thief offre un approccio differente rispetto alla massa degli endless, ma la struttura è troppo debole e ripetitiva. Alcune scelte di design ci hanno fatto storcere il naso: la fase del casinò ci è sembrata una sezione forzata all’interno del contesto, unicamente basata sulla fortuna e che rallenta lo scorrere dell’azione. Si tratta sostanzialmente di una piccola fase in cui vedremo il nostro personaggio rimbalzare da una parte all’altra della stanza in maniera del tutto casuale e, se distruggeremo una buona parte degli elementi su schermo, riceveremo un bonus in monete. Un’aggiunta, certo, noi siamo sempre favorevoli ai plus purché siano divertenti e contestualizzati, cosa che il casinò non è. Anche le stesse monete che guadagneremo e il rispettivo level design pecca di varietà e difficilmente vi terranno impegnati per molto tempo.

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Graficamente si difende piuttosto bene grazie all’ottimo comparto tecnico e stilistico: l’azione di gioco scorre fluida e il design è minimale ma ricercato e ben curato. Il comparto sonoro è coadiuvato da effetti audio che ricordano i fuochi d’artificio ed infatti, durante le cadute, l’insieme di grafica e sonoro cercherà di simulare quasi uno spettacolo pirotecnico.

Conclusioni

Daddy Was A Thief è un’occasione sprecata sia per quanto riguarda il concept che per il gameplay in sé. L’idea di base è interessante ma purtroppo non possiede abbastanza elementi per intrattenere a lungo e il tutto ricadrà molto presto nella ripetitività. Anche i powerup non offrono quella spinta che di solito danno gli endless game e il sistema di progressione non incentiva il giocatore alla consueta partita giornaliera. Ciò nonostante, questa produzione di Rebel Twins possiede uno charme particolare grazie all’ottimo stile grafico e al gameplay coadiuvato da un approccio diverso dal solito, tutto sommato “originale” rispetto all’ormai agguerrita (e prospera) concorrenza. Scaricarlo non costa nulla, ma Daddy Was A Thief è (a malincuore) uno di quei titoli che probabilmente disinstallerete dopo poche partite. Un vero peccato.

Vi lasciamo con una piccola riflessione: mettetevi per un attimo nei panni di uno sviluppatore (o, se lo siete, tanto di guadagnato), quali modifiche apportereste al genere endless? Cosa implementereste per garantire un approccio fresco e innovativo al gameplay? Fateci sapere la vostra opinione e, nel frattempo, vi rinnoviamo l’appuntamento sempre sulle nostre pagine per la prossima recensione.

Adrenalina: Il ritmo di gioco non riesce ad incalzare come dovrebbe. Divertente per le prime partite, ma l’azione diventa dopo poco tempo eccessivamente ripetitiva e poco stimolante
5.5/10
Giocabilità: Sistema di controllo semplice immediato adatto per tutte l’età. Un approccio al gameplay diverso ma che  non sorprende. Level system e progressione non incentivano la partita giornaliera solita degli endless.
6.5/10
Grafica: Ottima scelta stilistica, graficamente colorato e ricercato. Un po’ di varietà in più nelle stanze sarebbe stata gradita.
8/10 (Samsung Galaxy Nexus)
Sonoro: Discreto comparto sonoro, coadiuvato da effetti sonori simpatici e da musiche anonime.
7/10
Longevità: Endless game e, in quanto tale, potenzialmente infinito. Dipenderà dal giocatore, ma noi siamo del parere che difficilmente vi terrà incollati per molto tempo.
S.V.
Prezzo: Gratuito con acquisti in-app non invasivi e pubblicità durante i menù.
8.5/10

Voto complessivo: 6/10

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