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Devil’s Attorney: un avvocato legale per persone illegali [Recensione]

Giorgio Palmieri -

Indipendentemente da ciò che pensiate riguardo al funzionamento del sistema giudiziario e alla sua efficienza, questo ambiente ha stimolato la mente di tantissime persone che lavorano nel grande universo dell’intrattenimento, in particolare nel mondo cinematografico. Le serie televisive che si basano su avvocati e casi giudiziari sono tantissime e gli sceneggiatori sono riusciti a produrre personaggi dai caratteri forti e carismatici: giusto per citarne uno, Saul di Breaking Bad (interpretato da Bob Odenkirk), un personaggio dalla personalità irriverente che, tramite l’uso della sua assurda dialettica e la furbizia, protegge le persone malavitose.

Anche il mondo videoludico non è esente dall’ambientazione giudiziaria: uno dei titoli più importanti che racchiudono tutti gli elementi e le procedure della sfera giuridica è Ace Attorney di Capcom, dove il giocatore veste i panni di un avvocato impegnato a difendere i propri clienti dalle accuse di omicidio. Il titolo è profondo, infatti la fase investigativa è molto sviluppata: è possibile raccogliere testimonianze, prove, visitare i luoghi incriminati, insomma, tutto è stato curato per il meglio e la serietà del personaggio, Phoenix Wright e la sua storia contribuisce a dare una sorta di realismo all’esperienza videoludica.

Arriviamo al punto e, dunque, al titolo di oggi: prendete il contesto e l’ambientazione di Ace Attorney, snellite il sistema di gioco (anzi, cambiatelo proprio) e rendetelo una sorta di puzzle game con combattimenti a turni ed inserite un personaggio carismatico, pieno di fascino e profumato (lo ribadisce più volte) il quale compito è difendere i delinquenti e otterrete Devil’s Attorney di Senri AB. Non dimenticate di inserire una buona dose di ironia in tutti i dialoghi di gioco, perché qui ce n’è a bizzeffe! Non perdiamoci in ulteriori chiacchiere e andiamo a vedere di cosa si tratta.

Vincere per il successo

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L’assurda presentazione iniziale in stile cartoon fine anni ‘80 funge da l’apripista al mondo di Devil’s Attorney, un biglietto da visita irreale e dal sapore immorale: Max McMann, il protagonista del gioco, è un avvocato affascinante, furbo, intelligente e filantropo, anche se questo sentimento è rivolto unicamente alle persone con precedenti penali. I clienti di Max, infatti, hanno commesso crimini quasi impossibili da difendere, eppure il nostro compito sarà quello di proteggere con tutte le nostre forze i “malcapitati” dinanzi alla legge, costi quel che costi. Ciò che evince è una sorta di critica satirica sociale, in quanto i vari casi sono esagerazioni di eventi già visti (o sentiti) in passato, intrisi di umorismo e sarcasmo.

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I casi giudiziari con cui avremo a che fare spaziano in ogni ambito, rimanendo comunque sull’assurdo: gente che cucina hot dog con cibo di dubbia provenienza che, nonostante i test effettuati, dovremo cercare di difendere (con tanto di persona che si è sentita male mangiandoli); un ragazzo grassottello di colore che vince una maratona di corsa alla quale partecipano corridori importanti, ma pretende giustizia ed eguaglianza (ma che nega di aver usato dei trucchetti); un hacker che penetra i sistemi dello stato e si giustifica dicendo che era fin troppo facile e non se n’era accorto. Questi sono solo alcuni delle decine di casi disponibili e ognuno di questi sarà preceduto da un dialogo tra Max e l’avvocato della vittima, giuristi che avranno una personalità ben caratterizzata. I dialoghi che si susseguiranno sono spassosissimi e pieni di citazioni della nostra cultura, colmi di frecciatine e battute che vi faranno ridere a crepapelle, a patto che sappiate l’inglese. Dunque, è proprio questo il punto di forza di Devil’s Attorney, la sua ironia, il suo sarcasmo che riesce a far immedesimare il giocatore in un’ambientazione irreale ma allo stesso tempo vicina alla nostra realtà, un ossimoro travestito da cartone animato.

Come la domenica mattina

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Le meccaniche di gioco di Devil’s Attorney si basano sostanzialmente su una formula in stile RPG. Non ci saranno prove o testimonianze da raccogliere, bensì unicamente battaglie a turni a-la-Final Fantasy dove dovremo sconfiggere i testimoni, le prove e i pubblici ministeri utilizzando la nostra dialettica sotto forma di abilità. Queste skill si dividono in tre rami: Materialism, Decadence e Vanity. Le abilità di materialismo serviranno ad infliggere danno agli avversari e alle prove, facendogli perdere credibilità (ossia l’energia); mentre, quelle di decadenza saranno le abilità di controllo che ci permetteranno di intontire le persone oppure di diminuire le loro forze; infine, le skill di vanità sono i boost, potenziamenti che incrementeranno le statistiche di Max. Ognuna di queste abilità ha un costo in Action Points e questi punti verranno ricaricati ad ogni round. Lo scopo sarà quello di eliminare qualsiasi cosa che potrebbe dare filo da torcere al nostro cliente poiché, ad ogni turno, ogni testimone o prova ci infliggerà danno alla nostra di credibilità: se l’indicatore raggiungerà lo zero, saremo giudicati colpevoli.

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Completando i casi otterremo dollari utili ad acquistare nuovo arredamento per la casa, nuovi accessori e altre piccole chicche che garantiranno speciali perk passivi: si va dall’acquisizione di nuove skill grazie all’aumento delle statistiche di Materialism, Decadence e Vanity fino ad arrivare a potenziamenti che modificheranno le abilità stesse. La personalizzazione è molto curata soprattutto perché non potremo acquistare tutto, ma sarà necessario fare una scelta poiché ogni oggetto cade in una categoria ben specifica: ad esempio, il letto leopardato porterà statistiche diverse da quello in stile classico e dopo aver effettuato l’acquisto di quel letto non sarà più possibile tornare indietro o acquistare un altro. Questo modifica l’approccio durante le battaglie e vi permetterà di gestire i combattimenti a seconda del vostro stile di gioco: i casi giudiziari, infatti, non sono poi così difficili da vincere, basta utilizzare la combinazione di abilità giusta al momento giusto, starà voi capire qual è.

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L’unione di umorismo e combattimenti a turni è coadiuvata da un comparto stilistico lodevole. La grafica è, appunto, in stile cartoon e durante i dialoghi vi balenerà l’idea di un cartone incentrato sul simpaticissimo Max, un concept che, almeno secondo noi, potrebbe funzionare alla grande. Un plauso va al comparto sonoro caratterizzato da uno dei migliori doppiaggi presenti su piattaforma Android. Ogni personaggio ha una sua particolare voce che plasma la personalità e i doppiatori hanno svolto un lavoro encomiabile. Ottimi anche gli effetti sonori e, soprattutto, le musiche, che difficilmente si toglieranno dalla testa una volta ascoltate. Dobbiamo ammettere, però, che nonostante tutti questi pregi, Devil’s Attorney potrebbe portare un po’ di noia verso metà del gioco poiché la formula del gameplay è pressoché la stessa dall’inizio alla fine, ma questo accadrà solamente nel caso in cui giocaste il gioco tutto d’un fiato: noi abbiamo diluito l’esperienza durante i giorni della settimana e il problema di ripetitività non si è fatto sentire più di tanto, complici anche (anzi, soprattutto) i fantastici dialoghi.

Conclusioni

Dopo aver speso così tante parole a elogiare il lavoro del team di Senri AB c’è da fare una raccomandazione: Devil’s Attorney è un titolo rivolto solamente a chi mastica l’inglese e a chi è in cerca di un’esperienza originale. Non capire le battute e non seguire i dialoghi significa togliersi gran parte del divertimento offerto dal gioco. Devil’s Attorney è un titolo unico nel suo genere e nel suo concept, una perla che si illumina di luce propria nel panorama videoludico Android. Il connubio tra ironia e combattimenti a turni funziona alla grande e regala tante ore di sano divertimento: noi lo consigliamo a tutti coloro che cercano un gioco fuori dal comune, a patto di conoscere l’inglese. Non è necessario sapere alla perfezione la lingua, ma basterà cogliere il senso generale dei dialoghi e delle battute, il tono della voce dei personaggi di sicuro aiuterà. Detto ciò, noi continueremo a giocare a Devil’s Attorney nella speranza che, prima o poi, venga creato un cartone animato sulle strampalate avventure di Max e dei suoi amici (o nemici?) avvocati: sicuramente non ce ne perderemmo una puntata.

Uso del cervello: Il gioco scorre veloce, senza troppi momenti in cui bisogna pensare. Le battaglie, però, richiedono un minimo di tattica, in particolar modo dopo metà del gioco.
7.5/10
Giocabilità:  Divertentissimo e assuefante grazie alla progressione delle abilità e ai dialoghi spassosissimi.
9/10
Grafica:  Stile grafico semplice ma azzeccato che ricorda i cartoni animati. Ogni personaggio è ben caratterizzato.
9/10 (Nexus 7)
Sonoro: Ottimo in generale, ma è il doppiaggio a ricevere un grande plauso da parte nostra. Semplicemente fantastico.
10/10
Longevità: 58 casi da completare vi porteranno via circa otto ore di gioco: noi consigliamo di diluire le sessioni di gioco e di non completare l’avventura tutta d’un fiato, onde evitare ripetitività.
8/10
Prezzo: 2,86€ senza acquisti in-app per una esperienza videoludica unica nel suo genere. Più che buono.
8.5/10

Voto complessivo: 9/10

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